Arabia Saudita: in che modo Riad diventerà una “potenza di investimento globale”

Pubblicato il 30 gennaio 2021 alle 7:00 in Arabia Saudita Medio Oriente

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L’Arabia Saudita mira a investire 220 miliardi di dollari per trasformare Riad in una città globale entro il 2030, e prevede di attirare una quantità simile di investimenti dal settore privato.

A fare un’affermazione simile è stato, il 28 gennaio, il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, di fatto il governatore del Regno, il quale spera che Riad possa divenire una delle dieci maggiori città al mondo, in grado di ospitare circa 20 milioni di persone entro il 2030. Tale desiderio è al centro della strategia di riforme economiche promossa dal principe stesso, la cosiddetta Saudi Vision 2030, il cui obiettivo è diversificare l’economia saudita, creare nuove opportunità di lavoro e innalzare la qualità della vita nel Paese. Il fine ultimo è rendere il Regno indipendente dal petrolio e trasformarlo in una potenza di investimento a livello globale.

Stando a quanto precisato dal presidente della Commissione reale di Riad, Fahad al-Rasheed, il governo, attraverso il Fondo sovrano per gli investimenti pubblici (PIF), il Fondo di sviluppo nazionale e la Commissione reale per Riad sta già investendo circa 220 miliardi di dollari, distribuiti su dieci anni. Più nello specifico, il PIF ha come obiettivo investire 3 trilioni di riyal, pari a circa 800 miliardi di dollari, in nuovi settori, nei prossimi dieci anni. Attraverso un piano quinquennale, si creeranno 1,8 milioni di posti di lavoro diretti e indiretti entro il 2025, superando i 331.000 posti di lavoro registrati alla fine del terzo trimestre del 2020.

Al centro delle iniziative vi è la capitale Riad, la quale, a detta del principe ereditario, costituisce il 50% dell’economia non petrolifera dell’Arabia Saudita. La città, dove risiedono e lavorano circa 8 milioni di persone, è nota per le sue autostrade a più corsie e per gli edifici in blocchi di cemento. Negli ultimi anni, il volto della capitale è cambiato, dando spazio, tra le diverse cose, a cinema e ristoranti all’aperto, nel quadro di un progetto che mira a cambiare l’intero stile di vita della popolazione saudita. Ora, però, l’obiettivo è proseguire sulla medesima strada di rinnovamento. Come affermato da al-Rasheed, se si riuscirà a convogliare nella capitale altri 7 milioni di abitanti, vi sarà bisogno di nuovi alloggi, per un valore pari a circa 200 miliardi di dollari. Ciò implica investire dapprima nel settore privato. Motivo per cui, nei prossimi due mesi si prevede verranno lanciati oltre 100 progetti di investimento per Riad, con un focus su finanza, banche, industria, logistica, biotecnologie, economia digitale e altri settori. Parallelamente, la Commissione reale ha investito in progetti volti a migliorare la qualità della vita nella capitale, aumentando gli spazi verdi e le aree ricreative e installando 1.000 opere d’arte in tutta la città.

Nel corso della conferenza della Future Investment Initiative, l’attenzione del principe bin Salman si è rivolta anche verso Saudi Aramco, la compagnia petrolifera statale considerata tra le maggiori a livello internazionale. Dopo aver completato la più grande offerta pubblica iniziale del mondo alla fine del 2019, la compagnia ha raccolto 25,6 miliardi dollari e ha venduto successivamente più azioni per aumentare il totale a 29,4 miliardi. Ora, il gigante petrolifero, a detta del governatore saudita, è pronto a vendere un maggior numero di azioni, nel quadro di un piano volto a rafforzare il fondo sovrano principale del Regno, il PIF. Quest’ultimo, il cui valore ammonta a 400 miliardi di dollari, prevede di aumentare il proprio patrimonio a 1.000 miliardi di dollari entro il 2025, una mossa che lo renderebbe uno dei più grandi fondi sovrani del mondo.

Tuttavia, anche l’Arabia Saudita è stata colpita dagli effetti provocati dalla pandemia e dal calo dei prezzi di petrolio, in un anno, il 2020, che è risultato essere difficile per l’intera economia globale. I ricavi sono ammontati a 770 miliardi di riyal, mentre la spesa effettiva nel 2020 è stata pari a 1068 miliardi, il che ha fatto sì che il deficit ammontasse a 298 miliardi di riyal, pari al 12% del PIL. Il debito pubblico saudita ha toccato, invece, il 34% del PIL nel 2020. Inoltre, la spesa nel bilancio saudita 2020 è aumentata del 4,7% rispetto alle stime iniziali, mentre gli stanziamenti aggiuntivi sul bilancio approvato nel 2020 sono ammontati a 159 miliardi di riyal. Questi hanno riguardato soprattutto il fondo sanitario, con il fine di sostenere il settore a far fronte alla pandemia di Coronavirus. Al contempo, sono stati raggiunti livelli record per i ricavi non petroliferi, pari a 358 miliardi di riyal, ovvero il 46,5% dei ricavi totali. Quelli derivanti da risorse petrolifere sono ammontati, invece, a 412 miliardi di riyal, in calo rispetto ai 513 previsti nel bilancio 2020.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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