Italia-Stati Uniti: telefonata tra Di Maio e Blinken

Pubblicato il 29 gennaio 2021 alle 15:29 in Italia USA e Canada

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Il 28 gennaio, il ministro degli Affari Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha avuto un colloquio telefonico con il nuovo segretario di Stato degli USA, Antony Blinken. 

Secondo quanto riferito dal sito ufficiale della Farnesina, nel corso della conversazione, i due rappresentanti hanno sottolineato le eccellenti relazioni bilaterali tra Roma e Washington, soffermandosi sui principali dossier di comune interesse, tra cui la Libia, la cooperazione in ambito NATO, il contrasto al terrorismo, il caso Navalny e i rapporti con la Russia.

Nel formulare al segretario di Stato Blinken i suoi migliori auguri di buon lavoro, il ministro italiano ha ribadito la profonda amicizia tra Italia e USA, anche alla luce dell’attuale Presidenza italiana del G20. Di Maio ha poi evidenziato la volontà di cooperare per dare nuovo impulso ad un multilateralismo efficace che sappia fornire risposte adeguate alle grandi sfide globali, a partire dalla lotta alla pandemia.

La telefonata arriva dopo che Blinken aveva tenuto la sua  prima conferenza stampa da segretario di Stato dell’amministrazione del presidente Joe Biden, il 27 gennaio. In tale occasione, il massimo diplomatico statunitense aveva sottolineato alcune delle questioni di politica estera più rilevanti per gli USA, tra cui il congelamento di una vendita di armi all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti e il possibile rientro di Washington nell’accordo sul nucleare iraniano. 

Per quanto riguarda la Libia, l’Italia sta cercando di riconquistare un ruolo nel Paese, attraverso una serie di incontri che l’hanno vista impegnata anche con il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar. L’ultimo ha avuto luogo il 21 gennaio. In tale contesto, l’ambasciatore statunitense ad interim alle Nazioni Unite, Richard Mills, ha invitato la Russia e la Turchia a ritirare le proprie forze e mercenari dalla Libia, in ottemperanza all’accordo di cessate il fuoco del 23 ottobre 2020.

In Libia, al momento sono presenti due schieramenti rivali, ovvero il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli e la Camera dei Rappresentanti di Tobruk, sostenuta dall’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar. Il GNA è il governo ufficialmente riconosciuto dall’Onu in Libia, è nato il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, firmati in Marocco e poi scaduti il 17 dicembre 2017, ed è stato formalmente appoggiato da Italia, Qatar e Turchia. Le forze dello LNA sono invece vicine al governo di Tobruk, che controlla la Libia orientale, e, a livello internazionale, sono state sostenute da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Francia e Russia.

Per quanto riguarda la cooperazione all’interno della NATO, l’Italia rappresenta un importante partner degli USA in Afghanistan. Secondo i dati resi noti dal Ministero della Difesa italiano, l’attuale contributo nazionale in Afghanistan prevede un impiego massimo di 800 militari, 145 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei, suddivisi tra personale con sede a Kabul e contingente militare italiano dislocato ad Herat presso il Train Advise Assist Command West (TAAC-W). Il TAAC-W di Herat si occupa delle attività di addestramento, assistenza e consulenza a favore delle Istituzioni e delle forze di sicurezza locali, nell’Afghanistan occidentale.

Intanto, l’Afghanistan sta affrontando un momento particolarmente critico, a causa dell’aumento delle violenze sul campo, nonostante siano in corso i negoziati con i talebani, in Qatar. Il Paese subisce fortemente le divisioni derivanti dalla sua complessa storia. A seguito della fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, i talebani avevano guadagnato il controllo di gran parte del Paese, intorno al 1998, ottenuto in seguito a una sanguinosa guerra civile combattuta contro varie fazioni locali. Nel 2001, in seguito agli attentati dell’11 settembre, gli Stati Uniti hanno invaso l’Afghanistan, accusato di essere la base logistica dalla quale al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli USA e dove si era a lungo nascosto il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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