Equipaggio turco rapito nel Golfo di Guinea: primi contatti con i pirati

Pubblicato il 29 gennaio 2021 alle 20:28 in Turchia

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I pirati che hanno rapito 15 marinai turchi da una nave cargo al largo del Golfo di Guinea, nell’Africa occidentale, hanno stabilito il loro primo contatto con la compagnia di navigazione per discutere di un riscatto. Lo hanno riferito i media statali turchi, giovedì 28 gennaio.

“La comunicazione è stata stabilita con i membri dell’equipaggio della nave portacontainer Mozart”, ha affermato la compagnia Boden Shipping, con sede a Istanbul, che si occupa di fornire servizi di gestione tecnica all’imbarcazione, battente bandiera della Liberia. “Sono state ottenute informazioni sul fatto che tutti i 15 membri dell’equipaggio sono in buona salute, non sono feriti e si trovano insieme”, ha aggiunto. L’azienda ha poi specificato che non avrebbe rilasciato ulteriori dichiarazioni per proteggere la “sicurezza e la salute” dell’equipaggio e delle loro famiglie.

Un marinaio, un cittadino azero, è stato ucciso nello scontro tra i pirati e i membri dell’equipaggio. Tre, invece, sono rimasti sull’imbarcazione dopo l’attacco e hanno fatto ritorno a Port-Gentil, in Gabon, dove la nave è attualmente ancorata. Il corpo del marinaio ucciso, Farman Ismayilov, è stato recuperato dopo l’arrivo dell’imbarcazione nel porto ed è stato trasportato in aereo dalla capitale del Gabon, Libreville, a Istanbul, fino poi alla capitale azera Baku, dalla Turkish Airlines.

I resoconti dell’equipaggio, dei membri della famiglia e delle fonti di sicurezza hanno descritto un attacco sofisticato e ben orchestrato, avvenuto il 24 gennaio, quando un gruppo di pirati armati è salito a bordo della nave e ha disabilitato la maggior parte dei sistemi, lasciando attivo all’equipaggio rimanente solo il sistema di navigazione per trovare la strada verso il porto. L’attacco si è verificato a 160 chilometri dall’isola di Sao Tome e Principe.

Il Golfo di Guinea, al largo delle coste di Nigeria, Togo, Guinea, Benin e Camerun, è uno dei luoghi più pericolosi della regione a causa della minaccia della pirateria. Nel luglio 2019, 10 marinai turchi sono stati rapiti nelle acque davanti la Nigeria, in prossimità del Golfo, e rilasciati meno di un mese dopo. Le compagnie di navigazione hanno aumentato l’allerta negli ultimi tempi a causa dei pericoli che incontrano le navi che attraversano il Golfo di Guinea, soprattutto intorno alla Nigeria. 

Benché la pirateria sia diminuita in tutto il mondo, il Golfo, nell’Africa occidentale, rimane un’area ad alto rischio di sequestri e rapimenti a mano armata. Secondo quanto dichiarato nell’ottobre 2019 dall’Ufficio Marittimo Internazionale (IMB), un’unità della Camera di commercio internazionale, nel Golfo di Guinea si registrano circa i 4/5 dei sequestri d’equipaggio globali. I pirati spesso dirottano le navi per diversi giorni, abbastanza a lungo per saccheggiare il carico e richiedere enormi riscatti prima di liberare l’equipaggio. Nel 2019, circa 62 membri del personale di bordo sono stati catturati al largo delle coste di Nigeria, Guinea, Togo, Benin e Camerun. Secondo l’IMB, la regione rimane fortemente colpita dagli attentati di pirateria sebbene vi sia stata una generale diminuzione del trend nei primi 9 mesi del 2019, se paragonato allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo le indicazioni dell’Ufficio Marittimo, le navi che percorrono il Golfo di Guinea dovrebbero mantenersi ad una distanza di almeno 200 miglia nautiche dalla costa.

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Chiara Gentili

 

di Redazione