Coronavirus: l’UE dà l’ok al vaccino di AstraZeneca

Pubblicato il 29 gennaio 2021 alle 19:45 in Europa

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Il vaccino contro il coronavirus sviluppato dall’azienda farmaceutica AstraZeneca e dall’Università di Oxford è stato approvato dal regolatore europeo dei farmaci, l’EMA. Venerdì 29 gennaio, l’agenzia dell’UE ha dichiarato di aver valutato la sicurezza e l’efficacia del vaccino anti-Covid e di aver raccomandato per consenso la concessione di un’autorizzazione formale all’immissione condizionale in commercio del farmaco da parte della Commissione europea. L’EMA ha poi affermato che il siero di AstraZeneca funzionerà anche negli anziani, nonostante un comitato tedesco sui vaccini abbia raccomandato di non somministrarlo agli over 65.

“Con questo terzo parere positivo, abbiamo ulteriormente ampliato l’arsenale di vaccini a disposizione degli Stati membri dell’UE e dell’Area Economica Europea (EEA) per combattere la pandemia e proteggere i loro cittadini”, ha dichiarato venerdì Emer Cooke, direttore esecutivo dell’EMA. “Come nei casi precedenti, il CHMP ha valutato rigorosamente questo vaccino e la base scientifica del nostro lavoro è alla base del nostro fermo impegno a salvaguardare la salute dei cittadini dell’UE”, ha aggiunto, riferendosi al comitato per i medicinali per uso umano dell’EMA.

Il vaccino è già in uso nel Regno Unito, essendo stato approvato alla fine di dicembre, e ora rappresenta la maggior parte delle dosi somministrate nel Paese, insieme a quelle del vaccino prodotto da Pfizer-BioNTech, che è già stato autorizzato per l’uso e la commercializzazione nell’UE.

L’approvazione del vaccino AstraZeneca arriva in un momento difficile per l’Unione, che sta avendo a che fare con un programma di vaccinazione lento e molto vulnerabile alle carenze di approvvigionamento. Due problematiche si sono verificate nelle ultime settimane. La prima ha coinvolto l’azienda Pfizer, che ha detto che avrebbe temporaneamente abbassato le forniture per potenziare la sua capacità produttiva nello stabilimento belga. La seconda ha riguardato invece AstraZeneca che, proprio venerdì scorso, il 22 gennaio, ha dichiarato che avrebbe fornito al blocco molte meno dosi in primavera di quanto inizialmente previsto, a causa di problemi di produzione nei suoi stabilimenti nei Paesi Bassi e in Belgio.

I ritardi hanno provocato una crisi nell’UE, che ha affermato che ora ridurrà le esportazioni di vaccini contro il coronavirus dal blocco nel tentativo di dare priorità ai suoi cittadini. Questi freni dovrebbero durare fino a marzo. Mercoledì 27 gennaio, la situazione sembrava essere diventata così tesa che l’Unione avrebbe chiesto ad AstraZeneca di adempiere al suo accordo per fornirle milioni di vaccini contro il coronavirus con qualsiasi mezzo necessario, suggerendo che la società dirottasse alcune forniture dai suoi stabilimenti di produzione del Regno Unito all’UE. In seguito, giovedì 28, i dubbi sull’autorizzazione del siero di AstraZeneca sono aumentati dopo che il comitato tedesco per i vaccini ha raccomandato di offrirlo solo a persone di età compresa tra i 18 e i 64 anni. Questo perché l’azienda non ha portato sufficienti dati per la fascia oltre i 65 anni. I partecipanti anziani alla sperimentazione sono stati ammessi successivamente alla fase tre degli studi clinici del vaccino AstraZeneca, che ha avuto luogo nel Regno Unito e in Brasile, e prima in Sud Africa, dunque ci sono meno dati disponibili sulla sua efficacia negli over 65. “Poiché i gruppi di età più avanzata sono stati reclutati più tardi rispetto ai gruppi di età più giovane, c’è stato meno tempo per l’accumulo dei casi e, di conseguenza, i dati di efficacia in queste fasce sono attualmente limitate dal piccolo numero di casi, ma ulteriori dati saranno disponibili nelle analisi future”, ha dichiarato AstraZeneca in un’intervista alla rivista medica The Lancet, a dicembre.

Venerdì 29 gennaio, quando è stata annunciata l’approvazione di AstraZeneca, l’EMA ha affermato che non c’erano ancora risultati sufficienti nei partecipanti più anziani, nello specifico in quelli oltre i 55 anni, per fornire una cifra sull’efficacia del vaccino in questo gruppo. Tuttavia, ha sottolineato, “è prevista una protezione, dato che una risposta immunitaria è stata osservata in questa fascia di età e sulla base di esperienze con altri vaccini”. Il regolatore dell’Unione ha deciso di dare l’ok al vaccino per tutte le fasce di età al di sopra dei 18 anni, dunque anche per gli over 55.

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Chiara Gentili

di Redazione

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