Cile: al via il piano di vaccinazione di massa

Pubblicato il 29 gennaio 2021 alle 8:52 in America Latina Cile

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Con l’arrivo di quasi due milioni di dosi del vaccino cinese Sinovac questo giovedì, 28 gennaio, il Cile ha annunciato l’inizio del suo piano di vaccinazione di massa contro il covid-19, che inizierà mercoledì della prossima settimana, 3 febbraio. Secondo il calendario diffuso dal Ministero della Salute fino al 12 febbraio, e che verrà aggiornato di ora in ora, i vaccini consentiranno ai cittadini di età superiore ai 71 anni di essere immunizzati con la prima dose, tra gli altri gruppi a rischio, come i residenti di case di riposo e case di cura, gli impiegati e i lavoratori delle stesse strutture, i farmacisti e i tecnici di laboratori medici e biomedici e membri in divisa delle Forze Armate e dell’Ordine che lavorano ai piani d’azione per il coronavirus. La seconda dose verrà applicata 28 giorni dopo.

Con 18.174 morti confermate da covid-19 e 714.143 infezioni accumulate da marzo 2020, le prime vaccinazioni nel Paese sudamericano sono state effettuate il 25 dicembre, con il vaccino Pfizer. Erano rivolti principalmente agli operatori sanitari che lavorano in unità di pazienti critici (UPC, le terapie intensive del sistema sanitario cileno) di diversi ospedali del paese. Da allora, 56.764 persone sono state vaccinate con la prima dose e 10.349 con la seconda. Ma il vaccino cinese Coronavac dell’azienda farmaceutica Sinovac – che è stato approvato dall’Istituto di sanità pubblica (ISP) e potrebbe essere fornito alle persone con più di 60 anni, come determinato ieri dal Ministero della Salute – consentirà di avviare una massiccia politica sanitaria, come hanno annunciato le autorità di Santiago.

“Aggiorneremo quel calendario e sarà utile e necessario portare avanti un processo in base a ciò di cui hanno bisogno i cileni”, ha detto il presidente Piñera, 71 anni , che secondo il programma sarebbe stato vaccinato venerdì 12 febbraio, insieme al ministro della salute, Enrique Paris, settantaduenne.

L’ISP, l’ente autonomo che autorizza i farmaci a livello nazionale, ha approvato tre vaccini: lo statunitense Pfizer-BioNTech, quello cinese di Sinovac e, poche ore fa, quello prodotto da AstraZeneca insieme all’Università di Oxford (Regno Unito).

L’esecutivo di Piñera ha intrapreso una serie di misure per garantire circa 10 milioni di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech e altri 10 milioni di dosi del vaccino Sinovac. Inoltre, il Cile ha stabilito accordi e contratti con altre industrie farmaceutiche come AstraZeneca-Oxford, Janssen (Johnson & Johnson) e ha aderito all’accordo COVAX, il piano globale per la distribuzione dei vaccini, che garantirebbe al Cile 30 milioni di dosi.

Il governo cerca di vaccinare i gruppi prioritari durante il primo trimestre del 2021 (circa cinque milioni di persone) e raggiungere l’80% della popolazione (15 milioni di persone, circa) entro la fine del primo semestre dell’anno in corso.

Grazie all’accordo con Sinovac, che ha fornito 2 milioni di dosi il Cile diventa il primo paese della regione a lanciare un piano di vaccinazione di massa dopo l’Argentina, che ha iniziato a metà gennaio con il vaccino russo Sputnik V.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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