Oman: prosegue il cambiamento, ora si pensa alla difesa

Pubblicato il 28 gennaio 2021 alle 15:09 in Medio Oriente Oman

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Il sultano dell’Oman, Haitam bin Tariq, ha attuato operazioni volte a ristrutturare i sistemi di sicurezza e difesa del Sultanato, cambiando volti definiti “influenti” anche all’interno del più alto organismo responsabile per le questioni in materia di difesa.

Il riferimento va al Consiglio di Difesa, il cui lavoro viene coadiuvato dal Consiglio di Sicurezza. La notizia delle recenti modifiche strutturali e delle nuove nomine è giunta il 25 gennaio, e si aggiungono alla spirale di cambiamenti apportati dal sultano bin Tariq a livello sia politico sia economico sin dalla sua nomina alla guida di Muscat, avvenuta a seguito della morte del suo predecessore, Qaboos bin Said al-Said, deceduto il 10 gennaio 2020. In particolare, il 25 gennaio, il sultano ha emanato tre decreti. Con i primi due sono stati riorganizzati rispettivamente il Consiglio di Difesa e il Consiglio di Sicurezza nazionale, mentre con il terzo sono state concesse promozioni e nomine a personalità operanti nel settore militare.

Nello specifico, il Consiglio di Difesa continuerà ad avere al vertice il sultano stesso, ma verrà affiancato dal vice primo ministro per la Difesa, Sayyid Shihab bin Tariq, altresì fratello del monarca, e dal ministro del cosiddetto “ufficio reale”, dal capo dell’autorità di comunicazione e coordinamento, dal capo dell’Agenzia per la sicurezza interna, dall’ispettore generale della polizia e delle dogane e dal capo di Stato maggiore delle forze armate. Il Consiglio di Sicurezza, invece, non includerà membri della famiglia reale, sebbene alcuni suoi membri, tra cui il segretario generale, verranno eletti tramite decreto reale.

Compito del primo organismo è la “difesa dell’integrità” del Paese e si riunirà ogniqualvolta sarà necessario annunciare una mobilitazione generale, il che avviene solitamente in situazioni straordinarie, quali guerre o gravi crisi. Il secondo, dovrà, invece, prendere in esame tutte le questioni legate alla sicurezza del Sultanato e verrà anch’esso consultato in caso di necessità.

Tali cambiamenti, combinati all’emendamento alla Legge fondamentale, risalente all’11 gennaio scorso e che prevede un meccanismo di nomina del principe ereditario, fanno sì che, con la nuova ristrutturazione nessuna autorità civile o militare esterna potrà prendere decisioni riguardanti la famiglia reale. Parallelamente, d’ora in poi, il Consiglio di Difesa verrà costantemente supervisionato da un membro anziano della famiglia reale. Le nuove nomine, i cambiamenti e le promozioni concesse ad alcuni membri della Marina e della Guardia reale sono indice del fatto che il Consiglio di Difesa, a cui era stato affidato il compito di svelare e mettere in atto quanto scritto nel testamento del Sultano defunto, ha completamente cambiato forma e sostanza. Per quanto riguarda il livello strutturale, l’organismo non include più nessun membro dell’esercito, tranne che per il capo di Stato maggiore. Circa il “contenuto”, invece, i comandanti dell’aeronautica, della Marina e della Guardia reale sono stati sostituiti.

Dalla sua ascesa al potere, il sultano Haitam ha apportato una serie di modifiche alla gerarchia del potere del Sultanato e ha abbandonato una serie di Ministeri, precedentemente posti sotto la guida del sultano Qaboos e del Consiglio dei ministri. Oltre a ristrutturare il sistema di difesa e sicurezza, il monarca sta cercando altresì di promuovere misure volte a far uscire le istituzioni statali da una fase di stallo, oltre che a risanare un quadro economico che risente dell’impatto della pandemia di coronavirus e della crisi dei prezzi di petrolio. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) aveva previsto un deficit di bilancio pari a circa il 18% del PIL per il 2020, oltre a una contrazione economica del 10%. Alla luce di ciò, secondo alcuni, le mosse del sultano compiute nel campo della sicurezza mirano a consolidare un sistema già forte, così che il governo possa dedicarsi alle problematiche di tipo economico ed occupazionale e portare avanti il processo di apertura politica e sociale auspicato da Muscat.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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