Brasile: la gestione della pandemia rafforza le richieste di impeachment di Bolsonaro

Pubblicato il 28 gennaio 2021 alle 6:30 in America Latina Brasile

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La morte di pazienti negli ospedali dell’Amazzonia per mancanza di ossigeno e la lentezza con cui stanno procedendo le vaccinazioni in Brasile hanno dato nuovo slancio politico a chi vuole vedere il presidente Jair Bolsonaro sottoposto a impeachment.  Lo scorso fine settimana, ci sono state carovane di protesta convocate da movimenti di destra e sinistra. Le richieste di impeachment si moltiplicano, sono già circa 60 le richieste a riguardo. La pressione sta crescendo, ma in questo momento le probabilità che qualcuna di queste venga discussa dal Congresso di Brasilia sono scarse.

I più ferventi detrattori del presidente brasiliano sperano che la pandemia porterà alla sua rovina, come è successo a Donald Trump, anch’egli scettico nei confronti delle misure anti-covid e modello politico di Bolsonaro. I dati ufficiali indicano che un brasiliano su 1.000 è morto di covid (217.000 morti su 210 milioni di abitanti) e quasi nove milioni sono stati infettati. È il secondo paese per morti e il terzo per casi. Con ogni stato che decide come combattere la pandemia nel proprio territorio in assenza di indicazioni da parte del governo federale, il Brasile sta vivendo una seconda ondata, con casi in aumento in più della metà del territorio.

La storia mostra che in Brasile alcune richieste impeachment hanno successo, a differenza degli Stati Uniti. Due dei cinque presidenti eletti alle urne dal ripristino della democrazia nel 1985 sono stati rimossi dall’incarico in un processo politico: Fernando Collor de Mello nel 1992 e Dilma Rousseff nel 2016. Se Bolsonaro seguisse la loro stessa sorte, il suo attuale vice presidente, il generale Hamilton Mourão, rimarrebbe in carica fino alle prossime elezioni presidenziali del 2022.

Anche per una cittadinanza abituata agli eccessi verbali di Bolsonaro, quanto accaduto a Manaus è un caso limite. La notizia che il governo era stato avvertito con giorni di anticipo che c’era carenza di ossigeno a Manaus e non aveva fatto nulla è stata uno shock, non solo per coloro che sin dai primi contagi criticano la decisione di dare la priorità all’economia e sabotato le quarantene. La crisi dell’ossigeno nella capitale amazzonica, con almeno 50 morti sospette, è coincisa con l’inizio delle vaccinazioni, appesantite dalla mancanza di dosi e dall’insuccesso della diplomazia per ottenerle in tempo.

Questa situazione ha portato a una nuova ondata di petizioni di impeachment cui il presidente della Camera dei Deputati, Rodrigo Maia, ha avvertito di non voler dare seguito. Maia, di centrodestra, tuttavia, rimarrà in carica per meno di una settimana perché lunedì prossimo si rinnovano le presidenze delle due Camere del Congresso. Gli attuali presidenti e i candidati che succederanno loro non vedono una protesta popolare o un sostegno parlamentare sufficiente per sottoporre la questione a deputati e senatori, almeno in questo momento.

Il Partito dei lavoratori di Lula da Silva e il Partito Social-liberal, che contende all’ex presidente la leadership della sinistra, sono scesi in piazza sabato scorso contro Bolsonaro. I manifestanti hanno formato carovane di auto, in linea con gli usi dell’era del coronavirus. La notizia è che domenica molti dei movimenti civici più attivi nell’impeachment del 2016 di Dilma Rousseff sono scesi in piazza contro Bolsonaro, che hanno sostenuto fino a poco tempo fa.

La gestione della pandemia da parte del governo è stata a dir poco negligente, come dimostrano ritardi, scarsa applicazione delle misure di contenimento e anche appelli di Bolsonaro a non portare la mascherina. Il ritardo dell’India nella spedizione delle dosi acquistate del vaccino di AstraZeneca/Oxford e la notizia che il governo non ha nemmeno risposto a un’offerta di Pfizer mesi fa hanno alimentato l’indignazione.

Bolsonaro, che è stato contagiato dal covid lo scorso luglio, aveva annunciato tempo fa che non intende farsi vaccinare, ma nei giorni scorsi ha modulato il suo discorso. Dopo mesi di accuse a Pechino si è detto grato per la collaborazione cinese nel processo di immunizzazione, che questo martedì ha dichiarato “necessario per riattivare l’economia”. Il FMI ha migliorato le sue previsioni per l’America Latina e stima che il Brasile crescerà del 3,6%.

Frattanto, la Corte suprema ha aperto un’indagine contro il ministro della Salute, generale Eduardo Pazuello, che Bolsonaro ha inviato a Manaus ad affrontare l’emergenza. Le autorità stanno aprendo nuovi letti ospedalieri in città e stanno cercando di stabilizzare l’apporto di ossigeno alla regione mentre cercano di contenere la vertiginosa diffusione della malattia con dieci giorni di quarantena rigida.

Nonostante le accuse e le manifestazioni ad oggi l’impeachment sembra difficile, anche perché a Bolsonaro succederebbe Hamilton Mourão. Uno dei motivi per cui si ritiene che il clan Bolsonaro abbia scelto un militare come numero due nella candidatura presidenziale è stato quello di raffreddare gli spiriti di chi voleva attivare i meccanismi costituzionali per allontanarlo.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo e portoghese

di Redazione

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