Yemen: l’Iran ha inviato armi alle milizie Houthi

Pubblicato il 27 gennaio 2021 alle 11:55 in Iran Yemen

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Esperti delle Nazioni Unite hanno riferito al Consiglio di Sicurezza di avere prove che dimostrano il sostegno dell’Iran alle milizie di ribelli sciiti Houthi. Questi ultimi, nel frattempo, continuano a violare il cessate il fuoco nel governatorato occidentale di Hodeidah.

La notizia è stata riportata dal quotidiano al-Arabiya, sulla base di un rapporto visionato da Reuters, in cui osservatori indipendenti delle Nazioni Unite affermano che individui ed entità provenienti dall’Iran hanno inviato armi e loro componenti alle milizie sciite, in violazione dell’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite. Sebbene gli Houthi abbiano smentito tali informazioni, il gruppo di esperti ha affermato di avere un gran numero di prove che attestano il coinvolgimento di Teheran. Tuttavia, non sono stati riportati ulteriori dettagli.

Il governo legittimo yemenita, legato al presidente Rabbo Mansour Hadi, ha più volte evidenziato il ruolo dell’Iran a sostegno degli Houthi, nella cornice del perdurante conflitto scoppiato a seguito del colpo di Stato del 21 settembre 2014. Teheran, nello specifico, avrebbe inviato armi e missili, da impiegare contro l’esercito yemenita e le forze della coalizione a guida saudita. A tal proposito, un’indagine condotta da un comitato militare, affiliato al Ministero della Difesa yemenita, ha rivelato che la tipologia e le componenti dei missili lanciati contro i quartieri residenziali del governatorato Nord-orientale di Ma’rib fanno risalire ad armamenti di fabbricazione iraniana, i quali sarebbero stati trasferiti di nascosto in Yemen e installati su sistemi missilistici nella capitale Sana’a. Come specificato da al-Arabiya, l’Iran, in realtà, non ha mai nascosto il proprio sostegno alle milizie ribelli, che, al contrario, è stato confermato diverse volte dai propri funzionari. A tal proposito, a settembre 2020, un portavoce dell’esercito iraniano, Abu al-Fadl Shikaraji, affermò che Teheran aveva messo a disposizione degli “yemeniti” tecniche e strumenti di tipo “difensivo”, volti alla produzione di missili e droni.

Nel frattempo, le aree occidentali e Nord-occidentali yemenite continuano a essere testimoni di violente tensioni. In tale quadro, al-Arabiya ha riferito che, il 26 gennaio, un bambino è stato ucciso e un altro è rimasto ferito, dopo che gli Houthi hanno sparato contro i due minori, mentre questi pascolavano il proprio bestiame nei pressi di un checkpoint situato nella zona di Hadran, a Ovest di Taiz, città del Sud-Ovest dello Yemen contesa dalle due parti belligeranti. A detta di fonti locali, i militanti Houthi avrebbero chiesto ai bambini di dare loro dei frutti presumibilmente raccolti, ma al loro rifiuto hanno iniziato a sparare. Parallelamente, nella medesima giornata del 26 gennaio, sono state segnalate ulteriori violazioni Houthi nel governatorato occidentale di Hodeidah, dove le milizie hanno preso di mira con lanciarazzi i quartieri residenziali e il complesso commerciale Thabet Brothers all’interno della città.

Hodeidah rappresenta un porto essenziale per la popolazione yemenita, in quanto è qui che giunge gran parte degli aiuti umanitari destinati ad un popolo vittima di quella che è stata definita la peggior crisi umanitaria al mondo. Il governatorato è stato incluso nell’accordo siglato il 13 dicembre 2018, il cosiddetto Accordo di Stoccolma, il quale rappresenta, sino ad ora, una delle poche intese che ha visto sedersi al tavolo dei negoziati le due parti belligeranti, i ribelli Houthi e il governo legittimo yemenita. In base a tale patto, i ribelli sciiti avevano accettato di porre fine alle tensioni e di ritirarsi da tutti e tre i porti principali dello Yemen, Hodeidah, Saleef e Ras Isa, lasciando svolgere a una delegazione dell’Onu le necessarie attività di monitoraggio e gestione dell’area. La fase di relativa tregua ha consentito alla Missione delle Nazioni Unite di istituire posti di blocco e di monitoraggio nel governatorato dal 19 ottobre 2019, con il fine di garantire il rispetto del cessate il fuoco. Nonostante ciò, la tregua è stata ripetutamente violata.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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