Golfo di Guinea: pirati rapiscono equipaggio turco, ancora nessun contatto

Pubblicato il 27 gennaio 2021 alle 20:40 in Africa Turchia

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Il Ministero degli Esteri della Turchia ha riferito di non essere riuscito a stabilire ancora nessun contatto con i sospetti pirati nigeriani che, il 24 gennaio, hanno rapito 15 membri dell’equipaggio turco di una nave da carico al largo del Golfo di Guinea. L’imbarcazione, dal nome MV/Mozart è stata presa d’assalto a circa 180 miglia dalla costa di Lagos, dove un gruppo di pirati armati ha sequestrato 15 marinai e ne ha ucciso uno, un cittadino azerbaigiano, l’unico non turco della nave. Tre membri dell’equipaggio sono rimasti sull’imbarcazione dopo l’attacco, secondo quanto riferito dalla compagnia Boden, con sede a Istanbul, proprietaria della nave.

“I pirati non sono entrati in contatto né con noi, né con la compagnia né con le famiglie dei marinai”, ha dichiarato, davanti ai giornalisti, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu. “Siamo in contatto con i Paesi vicini. Tutti stanno compiendo grandi sforzi”, ha aggiunto, sottolineando che il recente incidente sarà un monito per tutti gli Stati e le aziende che operano in Africa occidentale, dove continua ad essere alto il numero di incursioni da parte dei pirati. La nave si trova attualmente ancorata a Port-Gentil, in Gabon, dove i tre membri dell’equipaggio rimasti hanno fatto ritorno dopo l’attacco. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha parlato due volte con l’ufficiale senior dell’equipaggio, Furkan Yaren, risparmiato dai pirati, e ha emesso ordini per il recupero dei marinai rapiti. Yaren è stato lasciato con una gamba ferita dopo uno scontro con gli assalitori. 

La nave Mozart, battente bandiera della Liberia, stava navigando da Lagos, in Nigeria, a Città del Capo in Sud Africa, quando è stata attaccato a 100 miglia nautiche dalla nazione insulare di Sao Tome e Principe. Secondo i rapporti, i pirati hanno disabilitato la maggior parte dei sistemi della nave, lasciando attivo all’equipaggio rimanente solo il sistema di navigazione per trovare la strada verso il porto.

Il Golfo di Guinea, al largo delle coste di Nigeria, Togo, Guinea, Benin e Camerun, è uno dei luoghi più pericolosi della regione a causa della minaccia della pirateria. Nel luglio 2019, 10 marinai turchi sono stati rapiti nelle acque davanti la Nigeria, in prossimità del Golfo, e rilasciati meno di un mese dopo. Le compagnie di navigazione hanno aumentato l’allerta negli ultimi tempi a causa dei pericoli che incontrano le navi che attraversano il Golfo di Guinea, soprattutto intorno alla Nigeria. 

Benché la pirateria sia diminuita in tutto il mondo, il Golfo, nell’Africa occidentale, rimane un’area ad alto rischio di sequestri e rapimenti a mano armata. Secondo quanto dichiarato nell’ottobre 2019 dall’Ufficio Marittimo Internazionale (IMB), un’unità della Camera di commercio internazionale, nel Golfo di Guinea si registrano circa i 4/5 dei sequestri d’equipaggio globali. I pirati spesso dirottano le navi per diversi giorni, abbastanza a lungo per saccheggiare il carico e richiedere enormi riscatti prima di liberare l’equipaggio. Nel 2019, circa 62 membri del personale di bordo sono stati catturati al largo delle coste di Nigeria, Guinea, Togo, Benin e Camerun. Secondo l’IMB, la regione rimane fortemente colpita dagli attentati di pirateria sebbene vi sia stata una generale diminuzione del trend nei primi 9 mesi del 2019, se paragonato allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo le indicazioni dell’Ufficio Marittimo, le navi che percorrono il Golfo di Guinea dovrebbero mantenersi ad una distanza di almeno 200 miglia nautiche dalla costa.

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Chiara Gentili

di Redazione

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