COVID-19: Il Messico rafforza la sua campagna vaccinale con lo Sputnik V

Pubblicato il 27 gennaio 2021 alle 6:22 in Messico Russia

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Il Messico ha rafforzato i suoi sforzi per acquisire il vaccino russo Sputnik V con l’obiettivo di rafforzare il suo piano di vaccinazione nazionale contro il COVID-19, che avanza verso la seconda fase di inoculazione su 15 milioni di anziani con i preparati forniti da Stati Uniti Stati Uniti, Cina e Russia.

La conversazione tenuta la mattina del 25 gennaio dal presidente messicano Andrés Manuel López Obrador con il suo omologo russo Vladimir Putin ha il duplice significato di aver innalzato la gestione al massimo livello bilaterale e di avvenire solo poche ore dopo che il presidente ha annunciato di essere risultato positivo al COVID-19.

“Abbiamo parlato con il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ed è stato sinceramente affettuoso; l’ho invitato a visitare il Messico e l’ho ringraziato per la decisione di inviarci 24 milioni di dosi del vaccino Sputnik V per i prossimi due mesi”, ha scritto su Twitter il capo di stato messicano.

Il governo del Messico ha riferito la scorsa settimana di aver stanziato 240 milioni di dollari per l’acquisto dei vaccini, una cifra sufficiente ad acquistare un volume di dosi per 12 milioni di persone.Il 18 gennaio, il presidente messicano ha dato informazioni molto precise sul vaccino russo.

“Stiamo per concludere un accordo con un’azienda farmaceutica russa e una risoluzione sulla qualità di questo vaccino sta per essere emanata da Cofepris (la Commissione Federale per la Protezione contro i Rischi Sanitari, ndr) in modo tale che il vaccino russo possa cominciare ad essere usato il prima possibile”, aveva annunciato AMLO.

Anche il Sottosegretario alla Salute, Hugo López-Gatell, la scorsa settimana aveva dichiarato che altri due vaccini che potrebbero presto ricevere le rispettive autorizzazioni sono il cinese CanSino Biologics e il russo Sputnik V.

L’11 agosto la Federazione Russa ha registrato lo Sputnik V che è divenuto, di fatto, il primo vaccino contro il COVID-19 al mondo. Il preparato, che si trova attualmente nella terza fase della sperimentazione clinica che dovrebbe concludersi a maggio, è stato sviluppato dal Centro Gamaleya in collaborazione con il Fondo russo per gli investimenti diretti.

È costituito da due componenti: il primo è basato sull’adenovirus umano di tipo 26, il secondo sull’adenovirus umano ricombinante di tipo 5. Il farmaco viene somministrato due volte a un intervallo di 21 giorni. Complessivamente 40mila volontari hanno preso parte allo studio, di cui 10mila hanno ricevuto un placebo, necessario per testare l’efficacia del vaccino. La sicurezza, l’efficacia e la mancanza di effetti avversi a lungo termine dei vaccini ad adenovirus sono state provate da più di 250 studi clinici nell’arco di due decenni.

Secondo lo sviluppatore del vaccino, lo Sputnik V è in grado di rafforzare l’immunità per più di due anni e ha dimostrato di essere più del 90% efficace nel prevenire il COVID-19.

Ad oggi, più di 1,5 milioni di persone sono già state vaccinate con Sputnik V, dimostrando che il vaccino non provoca gravi allergie.

Un altro punto a favore del preparato russo è la temperatura di conservazione (+2 – +8 gradi Celsius), che consente di conservarlo in un normale frigorifero senza la necessità di infrastrutture aggiuntive per la catena del freddo.

Inoltre il suo costo, circa 10 dollari per dose, lo rende disponibile in tutto il mondo.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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