Coronavirus: il Regno Unito registra oltre 100.000 morti

Pubblicato il 27 gennaio 2021 alle 18:54 in Europa UK

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Il Regno Unito è diventato il primo Paese in Europa a registrare oltre 100.000 decessi legati al coronavirus, secondo quando emerso dagli ultimi dati ufficiali. A livello mondiale, lo Stato è quinto per numero di vittime, dopo Stati Uniti, Brasile, India e Messico. Il governo britannico è sotto la massima pressione per cercare di elaborare risposte nuove e più efficaci alla pandemia. Gli oltre 100.162 morti registrati nel Paese sono superiori al bilancio delle vittime civili rilevato durante la seconda guerra mondiale nel Regno Unito. 

“Sono profondamente dispiaciuto per ogni vita che è stata persa e, naturalmente, come primo ministro, mi assumo la piena responsabilità di tutto ciò che il governo ha fatto”, ha dichiarato il primo ministro, Boris Johnson, il 26 gennaio. “Quello che posso dirvi è che abbiamo davvero fatto tutto il possibile, e che continuiamo a fare tutto il possibile, per ridurre al minimo la perdita di vite umane e ridurre al minimo la sofferenza”, ha aggiunto.

A inizio mese, Richard Horton, redattore capo di The Lancet, una delle riviste mediche più antiche e prestigiose al mondo, aveva riferito al quotidiano Al Jazeera, con tono molto critico, che il Regno Unito stava lottando per contenere la pandemia perché il suo governo si era “fermamente rifiutato di seguire la scienza, nonostante affermi il contrario”. “La lezione offerta dalla scienza è che quando c’è un aumento delle infezioni, è necessario dare immediatamente una stretta per sopprimere la trasmissione e ridurre l’incidenza dell’infezione nella comunità. Tuttavia, in ogni fase, il governo ha ritardato e ritardato e ritardato il blocco, con il risultato che il virus è sfuggito al controllo”, ha dichiarato Horton, sottolineando: “Il risultato di ciò è un aumento dei ricoveri e dei decessi. Questo sarebbe stato del tutto evitabile se il governo avesse agito prima e con maggiore risolutezza”.

Il leader dell’opposizione laburista, Keir Starmer, che ha ripetutamente accusato Johnson di essere troppo lento nel rispondere alla pandemia, ha detto che l’indecisione del primo ministro è costata vite umane e ha peggiorato l’effetto economico. Johnson, da parte sua, ha difeso il proprio operato e quello del suo governo, rispondendo alle accuse e affermando che è più facile trovare errori quando ci si guarda indietro.

L’Inghilterra, di gran lunga la più popolosa delle quattro nazioni che compongono il Regno Unito, è rientrata in lockdown nazionale il 5 gennaio. La misura include la chiusura di pub, ristoranti, negozi non essenziali e scuole alla maggior parte degli alunni. Sono state altresì introdotte ulteriori restrizioni di viaggio, mentre il governo cerca di lottare per accelerare la somministrazione dei vaccini e affrontare le varianti del virus, altamente contagiose.

Primo ad approvare i due vaccini prodotti da Pfizer/BioNTech e AstraZeneca, il Regno Unito ha autorizzato, l’8 gennaio, anche quello di Moderna, con la speranza di iniziare a somministrarlo questa primavera. Il governo di Londra si è posto l’obiettivo di offrire le prime dosi a tutti coloro che hanno più di 70 anni, alle persone clinicamente vulnerabili, agli operatori sanitari, agli assistenti sociali in prima linea e agli anziani nelle case di cura entro la metà del prossimo mese. Fino a lunedì 25 gennaio, un totale di 6.853.327 persone aveva ricevuto una prima dose e 472.446 una seconda dose.

Il governo britannico ha affermato che il tasso di vaccinazione e il suo successo sono fondamentali per poter allentare le restrizioni. “Sfortunatamente assisteremo a molte più morti nelle prossime settimane prima che gli effetti dei vaccini inizino a farsi sentire”, ha detto Chris Whitty, l’ufficiale medico capo del Regno Unito. Le nuove varianti hanno allarmato anche gli scienziati e Johnson ha avvertito che la possibilità di una mutazione che non sia attaccabile dal vaccino potrebbe portare a nuove e più durature misure di blocco. “I miei pensieri vanno ad ogni persona che ha perso una persona cara, dietro questi dati strazianti ci sono amici, famiglie e vicini”, ha dichiarato, martedì 26 gennaio, il Segretario di Stato per la Salute Matt Hancock. “So quanto sia stato difficile l’anno scorso, ma so anche quanto sia forte la determinazione del popolo britannico e quanto abbiamo unito le forze per superare tutto questo”, ha aggiunto.

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Chiara Gentili

di Redazione

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