Italia-Afghanistan: conclusa la visita del ministro Guerini

Pubblicato il 26 gennaio 2021 alle 18:48 in Afghanistan Italia

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Il 26 gennaio, il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, ha concluso una visita di due giorni in Afghanistan, durante la quale ha ribadito che l’Italia rimane allineata con i partner internazionali e ripone fiducia nei negoziati intra-afghani. 

Il ministro Guerini, durante la sua visita a Kabul ha tenuto colloqui con il National Security advisor, Hamdullah Mohib, e poi con il chairman dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione Nazionale, Abdullah Abdullah, e ha ribadito che “l’Italia continuerà a fornire il suo supporto al Governo dell’Afghanistan al fine di non disperdere i risultati conseguiti con elevati sacrifici negli ultimi 20 anni ‘shona ba shona’, spalla a spalla”. Il ministro ha incontrato anche il presidente della Repubblica Islamica d’Afghanistan, Ashraf Ghani: “L’Italia confida fermamente nella centralità del dialogo intra-afgano quale unica via per il superamento degli ultimi anni di crisi e condanna con decisione ogni atto di violenza”. 

Guerini ha aggiunto che l’Italia parteciperà insieme agli Alleati della NATO al dibattito sul futuro della Missione nel Paese in rapporto agli sviluppi nei negoziati intra-afghani in corso a Doha, in Qatar. Secondo il ministro, la posizione italiana è riflessa nella formula che richiama l’impegno dei Paesi NATO in Afghanistan: insieme abbiamo avviato la Missione, insieme ne abbiamo adattato l’assetto ed insieme la concluderemo quando saranno soddisfatte le condizioni che garantiscono una pace duratura e il consolidamento dei risultati ottenuti attraverso l’assistenza alle istituzioni locali. 

In conclusione, sottolineando il significato della sua visita come ulteriore testimonianza della forte amicizia tra i due Paesi e i rispettivi popoli, il ministro ha affermato che “nell’anno appena iniziato Italia e Afghanistan celebreranno 100 anni delle relazioni bilaterali”. Guerini ha quindi sottolineato che l’Italia fu uno dei primi Paesi a instaurare relazioni diplomatiche con l’Afghanistan. “Siamo consapevoli che il 2021 sarà un anno decisivo per il futuro del Paese e, nell’ambito delle decisione assunte con gli alleati della NATO, continueremo a fornire tutto il supporto necessario”, ha aggiunto. 

Il ministro, accompagnato dal Senior Civilian Representative della NATO in Afghanistan, Stefano Pontecorvo, dall’ambasciatore Italiano in Afghanistan, Vittorio Sandalli, e dal Vicecomandante della Missione Resolute Support, il generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Italiano, Nicola Zanelli, ha anche partecipato alla cerimonia di avvicendamento tra la Multinational Land Force su base Brigata alpina “Julia” e la Brigata paracadutisti “Folgore” ad Herat dove l’Italia, presente in quell’area da 20 anni, ha contribuito al suo sviluppo con progetti per grandi infrastrutture, conservazione del patrimonio culturale, sostegno dell’agricoltura e alle piccole e medie imprese. 

Proprio nella provincia di Herat si sono verificate una serie di nuove violenze, la scorsa settimana. La sera del 19 gennaio, 6 poliziotti afghani sono rimasti feriti dall’esplosione di una mina nei pressi di un avamposto nella provincia di Herat. Il 20 gennaio, 3 soldati afghani sono deceduti a seguito di un attacco contro il loro veicolo. Herat è una città dell’Afghanistan occidentale, nei pressi del confine con l’Iran, che è rinomata per l’arte e la cultura, ma è anche nota per la presenza di clerici conservatori. Questi affermano di non essere affiliati ai talebani, tuttavia vigilano sull’osservanza di rigidi codici islamici e controllano di alcune zone della città, con il beneplacito delle autorità locali. 

di Redazione

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