Gas del Mar Caspio: accordo tra Azerbaigian e Turkmenistan

Pubblicato il 26 gennaio 2021 alle 13:21 in Azerbaigian Turkmenistan

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L’Azerbaigian e il Turkmenistan hanno firmato un accordo per lo sviluppo congiunto di un giacimento di gas del Caspio a lungo conteso, una mossa che potrebbe aprire la strada al transito delle massicce riserve di gas del Turkmenistan verso l’Europa.

Il 21 gennaio, il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev e il presidente del Turkmenistan Gurbanguly Berdymukhamedov hanno firmato un memorandum d’intesa, tramite videoconferenza, sull’esplorazione congiunta del giacimento di idrocarburi ora noto come “Dostluk” o “Dostlug” – “amicizia” nelle rispettive lingue.

Precedentemente noto come “Kyapaz” in Azerbaijan e “Sardar” in Turkmenistan, il campo al confine marittimo tra le due repubbliche ex-sovietiche è stato oggetto di controversia da quando i due Paesi hanno ottenuto l’indipendenza allo scioglimento dell’URSS nel 1991. La tensione ha raggiunto l’auge nel 2008 quando una serie di cablogrammi diplomatici degli Stati Uniti, diffusi da Wikileaks, ha descritto in dettaglio come la disputa si sia trasformata in insulti personali tra i due leader, con tanto di navi da guerra schierate per impedire l’esplorazione petrolifera.

Tutto ciò sembra essere passato con la firma del nuovo accordo.

Di per sé, Dostluk non è un giacimento particolarmente ricco. La compagnia petrolifera statale dell’Azerbaigian SOCAR ha suggerito che è paragonabile al giacimento “Karabakh” che sta già perforando, che dovrebbe produrre circa 21 milioni di tonnellate di greggio e circa 13 miliardi di metri cubi di gas.

In quanto tale, sarà una fonte di nuove entrate per i due paesi, che sono stati entrambi duramente colpiti dalla caduta dei prezzi globali del petrolio e del gas durante la pandemia COVID-19, ma non tanto da modificarne sensibilmente le economie. 

Molto più significativo è l’accordo politico, che segna un primo passo importante verso ulteriori accordi che potrebbero cambiare il quadro energetico regionale e aiutare il gas del Turkmenistan a raggiungere l’Europa.

Più specificamente, lo sviluppo congiunto di Dostluk richiederebbe un’ulteriore stretta cooperazione per sviluppare l’infrastruttura necessaria per portare petrolio e gas dal giacimento ai mercati di esportazione – infrastruttura che potrebbe essere utilizzata anche per esportare petrolio e gas da altri giacimenti turkmeni.

Lo sviluppo di Dostluk dovrebbe dare al Turkmenistan un modesto nuovo flusso di entrate, ma soprattutto apre anche la prospettiva di un collegamento diretto del gas tra i due paesi, che si rivelerebbe più redditizio e avrebbe un significato di vasta portata.

Il Turkmenistan ha la quarta più grande riserva di gas naturale al mondo: si stima che 19,5 trilioni di metri cubi , quasi il 10% del totale mondiale. Includono il giacimento di gas di Galkynysh, con 2,8 trilioni di metri cubi di riserve recuperabili, che lo rendono il secondo giacimento di gas più grande al mondo.

Con una tale abbondanza, il Turkmenistan potrebbe competere con i maggiori esportatori di gas del mondo come Russia, Qatar e Norvegia. Invece, senza sbocco sul mare in Asia centrale, ha avuto fino ad ora solo limitate opportunità di monetizzare le sue riserve e nessuna opportunità di esportare gas verso lucrosi mercati europei.

Alla fine degli anni ’90 era stato progettato un gasdotto per trasportare il gas del Turkmenistan attraverso il Mar Caspio verso l’Azerbaigian e poi verso la Turchia e l’Europa, sponsorizzato da un consorzio di Shell, Bechtel e General Electric. Quel progetto è però fallito in seguito alla scoperta dell’enorme giacimento di gas di Shah Deniz in Azerbaigian, dopo di che è diventato più conveniente per Baku sviluppare ed esportare le proprie riserve.

Con Baku e Ashgabat ora apparentemente riconciliati e che lavorano insieme, le cose potrebbero cambiare.

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Italo Cosentino, interprete di russo

 

di Redazione

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