Cristina Fernández si vaccina con lo Sputnik V

Pubblicato il 26 gennaio 2021 alle 6:22 in Argentina Russia

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Cristina Fernández de Kirchner, ex presidente e attuale vicepresidente del Paese sudamericano, ha ricevuto la prima dose del vaccino Sputnik V contro il coronavirus, un farmaco di produzione russa. A dare la notizia è la stessa Fernández sul suo account Instagram ufficiale.

“In questo modo, non mi prendo cura solo di me stessa, ma anche degli altri. Grazie al personale sanitario per l’enorme sforzo che stanno facendo in questa pandemia”, ha commentato l’ex presidente sul social network, dove ha colto l’occasione anche per ringraziare tutto il personale sanitario.

L’attuale vicepresidente ha ricevuto la prima dose del farmaco presso l’ospedale Presidente Perón de Avellaneda, alla periferia di Buenos Aires.

Il 21 dicembre, anche l’attuale presidente, Alberto Fernández, è stato vaccinato con il farmaco russo presso l’ospedale Posadas, nella provincia di Buenos Aires.

“Ringrazio l’Istituto Gamaleya per il suo lavoro scientifico e tutto il personale sanitario del nostro Paese per il loro enorme impegno”, aveva dichiarato il presidente dopo aver ricevuto la prima dose.

Fernández, 61 anni, ha ricevuto il farmaco presso l’ospedale Posadas di Buenos Aires, dopo che l’ente nazionale regolatore dei medicinali, degli alimenti e della tecnologia medica (ANMAT) ne ha raccomandato l’uso a persone di età superiore ai 60 anni.

Il presidente non è stato tuttavia la prima persona di quell’età a ricevere il preparato russo contro il Covid-19 nel Paese latinoamericano. In precedenza, il ministro della Salute della provincia di Buenos Aires, Daniel Gollán, era diventato la prima persona di età superiore ai 60 anni a ricevere il vaccino Sputnik V in Argentina.

L’Argentina è il primo paese dell’America Latina ad aver autorizzato l’uso dello Sputnik V. Al momento, il vaccino russo è l’unico vaccino finora approvato e fornito dal governo argentino, che prevede di vaccinare 10 milioni di cittadini nei primi mesi dell’anno.

La campagna per immunizzare la popolazione è iniziata il 29 dicembre, dopo aver ricevuto le prime 300.000 dosi da Mosca.

Una seconda spedizione, con lo stesso numero di unità, è arrivata sabato scorso nel Paese sudamericano e questo martedì è iniziata la somministrazione della seconda dose a persone precedentemente vaccinate.

Più di 240.000 argentini hanno già ricevuto la prima dose del vaccino e poco più di 2.000 hanno ricevuto la seconda, secondo gli ultimi rapporti ufficiali.

Lo Sputnik V utilizza una tecnologia adenovirus umano di due diversi vettori, Ad26 e Ad5, che vengono somministrati in due iniezioni. Questa soluzione non contiene adenovirus umani vivi, ma vettori adenovirali, che non si moltiplicano e sono completamente sicuri per la salute.

Le due dosi del vaccino russo, come quella di Pfizer e BioNTech, vengono somministrate a 21 giorni di distanza. La prima iniezione avvia la risposta immunitaria con lo sviluppo di anticorpi contro SARS-CoV-2, mentre la seconda dovrebbe potenziarne gli effetti. La piena efficacia non viene raggiunta fino a circa una settimana dopo la seconda assunzione.

Secondo lo sviluppatore del vaccino, lo Sputnik V è in grado di rafforzare l’immunità per più di due anni e ha dimostrato di essere più del 90% efficace nel prevenire il COVID-19.

Ad oggi, più di 1,5 milioni di persone sono già state vaccinate con Sputnik V, dimostrando che il vaccino non provoca gravi allergie.

Un altro punto a favore del preparato russo è la temperatura di conservazione (+2 – +8 gradi Celsius), che consente di conservarlo in un normale frigorifero senza la necessità di infrastrutture aggiuntive per la catena del freddo.

Inoltre il suo costo, circa 10 dollari per dose, lo rende disponibile in tutto il mondo.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo e russo

di Redazione

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