Venezuela: gasdotto in fiamme, Maduro accusa l’opposizione

Pubblicato il 25 gennaio 2021 alle 11:00 in America Latina Venezuela

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Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha denunciato sabato 23 gennaio un attacco terroristico al gasdotto di Oriente, che rifornisce l’est del Paese, con l’obiettivo di compromettere l’approvvigionamento di gas nel Paese.

In un discorso pubblico dal balcone del Palazzo Miraflores di Caracas, sede dell’Esecutivo, per commemorare il 63° anniversario dell’insurrezione popolare del 23 gennaio 1958 che pose fine alla dittatura di Marcos Pérez Jiménez il presidente ha riferito di un incendio che si è verificato nella struttura, senza riportare altri dettagli.

“Oggi abbiamo subito un attacco terroristico al gasdotto di Oriente, questo ha provocato un incendio nella zona (…) L’attacco aveva lo scopo di colpire l’approvvigionamento di gas in Venezuela, anche se non è riuscito”, ha indicato il capo dello stato.

Inoltre, il presidente venezuelano ha affermato che le autorità stanno già indagando sull’incidente e il fuoco è già stato domato, “abbiamo trionfato sulla via della moralità e della verità”, ha aggiunto, sottolineando la necessità di mantenere l’unità e la coscienza morale, politica e ideologica.

Maduro ha ricordato che nonostante le aggressioni e gli attacchi, il Venezuela continua a ottenere vittorie politiche come “la sconfitta del colpo di stato del 23 gennaio 2019”, quando il presidente dell’Assemblea nazionale (AN) Juan Guaidó, si è proclamato presidente ad interim.

“Solo la volontà del popolo decide chi dirige i destini della nazione”, ha sottolineato il capo dello Stato nel suo intervento, in cui ha anche ricordato che “chi voleva imporre un presidente a Caracas della Casa Bianca di Washington non c’è più”, alludendo al governo di Donald Trump (2017-2021).

Il presidente venezuelano ha citato inoltre i tentativi di omicidio e di deposizione orchestrati dall’opposizione con Washington e Bogotà, tra questi il fallito golpe del 30 aprile 2019 e la tentata invasione marittima del 3 maggio 2020, in cui erano coinvolti mercenari statunitensi e di cui alcuni politici dell’opposizione hanno rivendicato la paternità.

“Abbiamo trionfato con umiltà, coraggio e vero patriottismo su Donald Trump, hanno pensato che questa fosse una colonia che poteva essere assegnata a piacimento, la nostra strada sarà sempre quella della pace, la via costituzionale, sempre con il popolo. Tutto quello che siamo, lo siamo grazie al voto del popolo”, ha assicurato ancora Maduro, che, tuttavia, ha ribadito il suo interesse a tenere un dialogo con la nuova amministrazione statunitense sulla base del rispetto e dell’interesse reciproci.

Siamo pronti, ha detto, “a costruire nuove strade di rispetto, dialogo e comunicazione diplomatica”. “Il Venezuela è pronto a voltare pagina”, ha affermato rivolgendosi direttamente all’amministrazione Biden.

La denuncia dell’incendio al gasdotto come atto di sabotaggio non è una novità nella crisi politica, economica e sociale che attraversa il Venezuela. Negli ultimi anni centrali elettriche, dighe, trivelle petrolifere e altre infrastrutture hanno subito danni per atti che il governo considera dolosi e l’opposizione attribuisce invece al pessimo stato di manutenzione.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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