Somalia: scontri tra forze governative e regionali nello Jubaland

Pubblicato il 25 gennaio 2021 alle 19:08 in Africa Somalia

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In Somalia, nella città di Beled Hawo, sono scoppiati pesanti combattimenti tra le forze governative e quelle del territorio federale dello Jubaland, che confina con il Kenya, in vista delle elezioni generali previste per il mese prossimo.

In una dichiarazione ufficiale, pubblicata lunedì 25 gennaio, il Ministero dell’Informazione somalo ha accusato i ribelli, finanziati dal Kenya, di aver attraversato la città di confine e attaccato le forze somale. Al contrario, il vicepresidente dello Jubaland, Mohamud Sayid Adan, ha riferito ai giornalisti che le forze regionali, di stanza fuori dalla città, sarebbero state colpite da truppe schierate di recente nella regione dal governo della capitale, Mogadiscio. Le autorità dello Jubaland si sono dette risentite per il dispiegamento di forze centrali in vista delle elezioni dei nuovi membri del Parlamento, che successivamente nomineranno il presidente.

Entrambe le parti hanno rivendicato la vittoria dopo gli scontri, ma i residenti della città sostengono che i combattimenti stiano continuando e che molti abitanti abbiano iniziato a fuggire dalle proprie case. Il Ministero dell’Informazione somalo ha affermato che le forze governative avrebbero ripreso il controllo della città. Per il momento, non ci sono stati dettagli sul numero delle vittime.

Le accuse della Somalia secondo cui il Kenya starebbe sostenendo il leader dello Jubaland sono arrivate dopo che Mogadiscio, il 16 dicembre, ha deciso di tagliare i rapporti diplomatici con Nairobi “per salvaguardare l’unità, la sovranità, la stabilità del Paese”. I critici accusano il presidente in carica, Abdullahi Mohamed Abdullahi, di voler fomentare le tensioni per ottenere maggiore sostegno e guadagnarsi un nuovo mandato. A settembre, il presidente aveva accettato di ritirare le forze centrali dalla regione di Gedo, dove si trova Beled Hawo, ma ciò non è ancora avvenuto. Le forze somale sono state dispiegate nella città verso la metà del 2020. Lo Jubaland, tra le altre cose, ospita la redditizia città portuale di Kismayo, dove le forze keniote sono dispiegate come parte di una forza multinazionale dell’Unione Africana.

La rottura dei legami tra Nairobi e Mogadiscio ha segnato il culmine di un progressivo deterioramento dei legami tra i due vicini. Il 30 novembre, la Somalia aveva espulso l’ambasciatore del Kenya e richiamato il proprio inviato da Nairobi, accusando il Paese di interferire nel processo elettorale nello Jubaland, uno dei suoi cinque Stati semiautonomi. Le relazioni tra il governo centrale della Somalia e lo stato meridionale di Jubaland, che confina con il Kenya, sono tese poiché le autorità della regione accusano Mogadiscio di cercare di rimuovere il presidente, Ahmed Madobe, e di mettere un lealista al potere per aumentare il controllo del governo centrale. Madobe è un alleato chiave del Kenya, che vede lo Jubaland come un Stato cuscinetto contro l’avanzata dei combattenti di al-Shabaab, spesso operativi anche oltre il confine. Il Kenya è poi ulteriormente coinvolto nella controversia con Mogadiscio perché accusato di ospitare un ministro latitante dello Jubaland, accusato dalla Somalia di “gravi crimini” ma evaso di prigione a gennaio. Nairobi e Mogadiscio sono infine in disaccordo su una questione riguardante i confini terrestri e marittimi tra i due vicini del Corno d’Africa. L’istanza era stata anche presentata dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja nel 2014, dopo che le negoziazioni sui 100.000 km²di tratto di fondo marino conteso dalle due parti erano state interrotte. I toni della polemica, però, si sono riaccesi a febbraio, quando la Somalia ha accusato il Kenya di aver messo all’asta alcune aree marittime contese per l’esplorazione di gas e petrolio. Da quel momento, le relazioni tra i due Paesi africani si sono notevolmente raffreddate.

La Somalia è divisa in 6 Stati regionali, quali Puntland, Galmudug, Jubaland, South West State, Hirshabelle e Somaliland. La creazione dello Stato di Jubaland è stata dichiarata nell’aprile 2011, da Mohamed Abdi Mohamed, sopranominato Gandhi, ex ministro della Difesa dell’allora dittatore Siad Barre. Inizialmente lo Stato prendeva il nome di Azania. Il presidente Ahmed Madobe e lo Stato di Jubaland sono considerati dal governo centrale come un serio pericolo per l’integrità territoriale della federazione somala. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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