Olanda: rivolte contro il coprifuoco, scontri e arresti

Pubblicato il 25 gennaio 2021 alle 20:09 in Europa Paesi Bassi

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In Olanda, il primo ministro, Mark Rutte, ha condannato le rivolte che hanno visto i manifestanti attaccare la polizia e appiccare incendi per protestare contro il coprifuoco notturno volto a rallentare la diffusione del coronavirus. Atti di “violenza criminale” li ha definiti il premier olandese.

La polizia ha arrestato centinaia di persone in relazione alle proteste, che sono andate avanti da sabato 23 fino a lunedì 25 gennaio. Alcuni rivoltosi hanno lanciato pietre e coltelli contro la polizia e incendiato una stazione di test anti-COVID.

“Questo non ha nulla a che fare con le proteste, questa è una violenza criminale e la tratteremo come tale”, ha detto Rutte davanti ai giornalisti fuori dal suo ufficio a L’Aia. Scuole e negozi non essenziali nei Paesi Bassi sono chiusi da metà dicembre, una misura che ha seguito la chiusura di bar e ristoranti stabilita due mesi prima. Il governo di Rutte ha dunque deciso di introdurre il coprifuoco come ulteriore restrizione dati i timori che la cosiddetta “variante britannica” possa presto portare ad un aumento del numero di casi.

Almeno 13.540 persone sono morte a causa del COVID-19 nei Paesi Bassi. I casi totali registrati sono attualmente circa 944.000. I disordini, scoppiati durante il fine settimana, hanno segnato la peggiore ondata di violenza nei Paesi Bassi dall’inizio della pandemia e ha visto i rivoltosi scontrarsi con la polizia in circa 10 città.

Gli agenti hanno usato cannoni ad acqua in una piazza della capitale, Amsterdam, dove centinaia di persone si sono radunate durante il coprifuoco, iniziato sabato 23 gennaio. Alcuni video, diffusi online, hanno mostrato la polizia mentre spruzza con i cannoni le persone radunate davanti al muro del Museo di Van Gogh. I manifestanti, molti dei quali proprietari di ristoranti stanchi delle misure di blocco, hanno alzato striscioni con scritto “Stop The Lockdown”. La folla, composta da centinaia di persone, ha incluso anche sostenitori del gruppo anti-immigrati, PEGIDA.

Quasi 200 persone, alcune delle quali hanno lanciato pietre e petardi, sono state trattenute dalla polizia. Nella città meridionale di Eindhoven, gli agenti hanno sparato gas lacrimogeni per disperdere la folla, secondo quanto riferito dalla televisione regionale Omroep Brabant. Diversi veicoli sono stati bruciati e i negozi nella stazione ferroviaria di Eindhoven saccheggiati. Per il momento, non ci sono state segnalazioni immediate di feriti.

La compagnia ferroviaria olandese NS ha invitato i viaggiatori ad evitare la stazione di Eindhoven, dove la circolazione dei treni è stata interrotta a causa dell’intervento dei servizi di emergenza situati nelle vicinanze. A Enschede, una città vicino al confine con la Germania, i manifestanti si sono radunati nei pressi di un ospedale e hanno tentato di rompere le finestre, mentre un centro di test anti-COVID-19 è stato dato alle fiamme, sabato 23 gennaio, nel villaggio di Urk, nel Nord del Paese. “L’incendio in un centro di screening a Urk va oltre ogni limite”, ha dichiarato domenica il ministro della Salute olandese, Hugo de Jonge.

Il sindacato di polizia NPB ha riferito che potrebbero esserci nuove proteste in vista poiché le persone diventano sempre più frustrate a causa del blocco, che dura ormai da mesi. “Non abbiamo visto tanta violenza in 40 anni”, ha affermato il membro del consiglio sindacale, Koen Simmers, durante il programma televisivo Nieuwsuur.

Il coprifuoco è stato imposto nei Paesi Bassi dalle 21:00 alle 4:30. Si tratta del primo introdotto nella nazione dalla seconda guerra mondiale. Rutte ha affermato che è necessario ridurre il numero dei casi di coronavirus. I trasgressori rischiano una multa di 95 euro. Sono possibili esenzioni, in particolare per chi rientra dai funerali o per chi deve lavorare, ma a condizione che presenti un certificato.

In un altro tentativo di ridurre i tassi di infezione, la scorsa settimana il governo di Rutte ha anche introdotto un divieto sui voli dal Regno Unito, dal Sud Africa e dal Sud America, nonchè un taglio del numero di ospiti ammessi nelle abitazioni altrui da due a una persona. Le nuove varianti del virus hanno suscitato profonda preoccupazione in tutta Europa, in particolare il ceppo emerso per la prima volta nel Regno Unito.

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Chiara Gentili

di Redazione

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