Nuova Zelanda: confermato il primo caso di coronavirus negli ultimi tre mesi

Pubblicato il 25 gennaio 2021 alle 12:35 in Nuova Zelanda

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La Nuova Zelanda ha confermato, il 25 gennaio, di aver individuato il primo caso di trasmissione a livello locale del coronavirus negli ultimi mesi in una donna di 56 anni rientrata dall’estero e colpita dalla variante Sud-africana.

In base a quanto reso noto dal ministro per la Risposta al Covid-19, Chris Hipkins, la donna era tornata in Nuova Zelanda lo scorso 30 dicembre e, in seguito ai controlli condotti al termine delle due settimane di quarantena obbligatorie, è risultata positiva alla variante Sud-africana del coronavirus. Durante la quarantena la donna, che vive a Northland ma ha passato i giorni di isolamento ad Auckland, era risultata negativa a due test.

Al momento, non sono stati registrati altri casi di diffusione del coronavirus tra la comunità neozelandese e i parenti della donna, così come le persone con cui è stata a più stretto contatto, sono risultati tutti negativi. Il direttore sanitario del Paese, Ashley Bloomfield, ha affermato che, in totale, sarebbero stati 15 i contatti ravvicinati avuti dalla donna e che sarebbero in atto le procedure per contattarli e controllarli.

Secondo le autorità neozelandesi, l’infezione della donna potrebbe essere partita dal contatto con qualche altra persona rientrata nel Paese e presente nella struttura adibita alla quarantena di Auckland. Per tale ragione, le autorità starebbero indagando sulla possibilità che il virus possa essersi diffuso attraverso i sistemi di ventilazione e aria condizionata nella struttura.

In seguito alla conferma del caso di coronavirus, il ministro della Salute di Canberra, Greg Hunt, ha annunciato che l’Australia ha sospeso la cosiddetta “bolla dei viaggi” tra i due Paesi per settantadue ore e chiunque sia arrivato dalla Nuova Zelanda dal 14 gennaio scorso dovranno isolarsi fin quando non avranno un risultato negativo ai test per il coronavirus. Hunt ha dichiarato che il proprio Paese sta adottando un approccio abbondantemente cauto fin quando non saranno disponibili maggiori informazioni sul caso neozelandese, aggiungendo che le maggiori preoccupazioni derivino dal fatto che la variante Sud-africana del coronavirus potrebbe essere particolarmente contagiosa.

La premier della Nuova Zelanda, Jacinda Ardern, ha dichiarato di essere stata informata della scelta australiana direttamente dalla sua controparte, ovvero il primo ministro Scott Morrison, nella giornata del 25 gennaio.

La Nuova Zelanda è stata uno tra i Paesi che hanno registrato il maggior successo nella gestione della pandemia di coronavirus, adottando rigide misure di isolamento ed essendo facilitata dalla posizione geografica del Paese, che conta circa 5 milioni di abitanti. L’ultimo caso di trasmissione locale prima del 25 gennaio risale al mese di novembre 2020. In totale, il Paese ha registrato 2.288 casi di positività al coronavirus e 25 decessi.

Il coronavirus  è stato identificato per la prima volta in Cina, nella città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati riscontrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Il 7 gennaio 2020, è stato identificato un nuovo virus, denominato provvisoriamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con il nome: “2019-nCoV” e poi chiamato ufficialmente: “Covid-19”, l’11 febbraio successivo. Il 30 gennaio 2020, l’OMS ha dichiarato il virus un’emergenza mondiale e poi una pandemia l’11 marzo successivo.  Al momento, a livello globale 99.245.800 persone hanno contratto il coronavirus e 2.130.657 ne sono morte. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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