Messico: López Obrador positivo al coronavirus

Pubblicato il 25 gennaio 2021 alle 13:01 in America Latina Messico

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, ha annunciato questa domenica, 24 gennaio, di essere risultato positivo al covid-19. Il presidente 67enne lo ha reso pubblico tramite un messaggio sul suo account Twitter. “I sintomi sono lievi, ma sono già sottoposto a cure mediche. Come sempre, sono ottimista. Andiamo avanti”, ha scritto il presidente, che durante la pandemia ha ripetutamente rifiutato di usare la mascherina nei suoi atti pubblici. Il presidente, che questo fine settimana ha fatto un tour negli stati di Nuevo León e San Luis Potosí insieme a sette membri del Gabinetto e a due leader locali, ha riferito che il Segretario agli Interni, Olga Sánchez Cordero, lo sostituirà alle conferenze della stampa mattutina del Palazzo Nazionale mentre è in convalescenza. Nel caso in cui la malattia degenerasse e rendesse temporaneamente incapace il capo dello stato, la Costituzione prevede che la presidenza sia occupata dal Segretario agli Interni.

“Il presidente è stabile, ha sintomi lievi da infezione di coronavirus, è ricoverato a casa sua ed è sotto le cure di un team di medici”, ha riferito José Luis Alomía, direttore generale di Epidemiologia nel Comitato Tecnico Scientifico del governo messicano. Il team di specialisti è coordinato dal Segretario alla Salute, Jorge Alcocer, un immunologo. Alomía, uno dei portavoce dell’esecutivo nel corso della pandemia, ha detto che il presidente andrà avanti con incontri virtuali e telefonate. In questo senso, lo stesso López Obrador ha assicurato che oggi, lunedì 25 gennaio, terrà una telefonata con il presidente della Russia, Vladimir Putin.

López Obrador, che è iperteso, ha avuto un attacco di cuore nel dicembre 2013. Pertanto, l’équipe di medici mantiene un “monitoraggio permanente” dei livelli di ossigenazione del presidente. Alomía ha spiegato che i pazienti con diabete e ipertensione hanno maggiori difficoltà ad affrontare la malattia solo se non sono controllati. Il presidente del Messico ha mantenuto una posizione controversa con l’uso della mascherina. Pubblicamente, ad eccezione dei voli, si è mostrato restio a usare una semplice misura adottata dai maggiori specialisti di tutto il mondo e da molti dei suoi collaboratori in Gabinetto. A novembre si è rifiutato di imporla su base obbligatoria a livello nazionale con la motivazione che “la cosa più importante è la libertà”. “Le persone dovrebbero decidere liberamente di usarle o meno e ci si dovrebbe fidare della loro saggezza”, ha aggiunto.

Sabato scorso, 23 gennaio, il presidente ha ammesso che la pandemia “ha colpito duramente” il Messico, un paese che ha un totale di 1,7 milioni di infezioni ed è vicino ai 150.000 morti, oltre ad essere uno dei paesi latinoamericani con il più alto eccesso di deceduti. “Fa molto male, le vite di amici, familiari, conoscenti, molti cari messicani, sono andate perse, ma dobbiamo andare avanti”, ha detto López Obrador durante un evento. Il presidente, che in più occasioni ha sminuito l’emergenza che sta vivendo il Paese, aveva detto proprio in questo fine settimana: “C’è già un po’ di luce che vediamo in fondo al tunnel in cui ci troviamo”. Il governo messicano ha scommesso sull’acquisto di 120 milioni di dosi di vaccini come strategia principale per combattere la pandemia. “Il problema è la disponibilità del vaccino”, ha aggiunto il presidente. Fino a questa domenica le brigate di vaccinazione hanno applicato 629.000 dosi.

Nonostante le modifiche apportate dalle grandi aziende farmaceutiche ai piani di distribuzione, il Messico mantiene l’obiettivo di vaccinare 15 milioni di adulti di età superiore ai 60 anni entro la fine di marzo. “Se vaccinassimo tutti, ridurremo la mortalità da covid dell’80%”, ha detto López Obrador, che pochi giorni fa ha riferito che avrebbe rispettato il suo turno di vaccinazione, che corrisponderebbe alla fine di febbraio con una dose dell’azienda farmaceutica cinese CanSino.

Durante la telefonata prevista per oggi, López Obrador e Putin parleranno del vaccino Sputnik V. Il governo del Messico e quello della Russia stanno negoziando l’acquisto di milioni di dosi del vaccino, che è ancora in attesa dell’autorizzazione di emergenza da parte delle autorità sanitarie messicane.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.