L’India annuncia nuovi scontri di confine “minori” con la Cina

Pubblicato il 25 gennaio 2021 alle 11:53 in Cina India

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L’Esercito indiano ha reso noto, il 25 gennaio, che il precedente 20 gennaio si verificato uno scontro “minore” tra le truppe indiane e quelle cinesi schierate in corrispondenza del passo di Nathu La, che connette lo Stato indiano di Sikkim alla regione autonoma cinese del Tibet e che è situato lungo il settore centrale della Linea di Controllo Effettivo (LAC), il confine de facto tra i due Paesi.

La notizia è stata rivelata dalle forze armate indiane dopo che sui media locali erano circolate notizie rispetto ad un presunto scontro avvenuto al passo di Nathu La che aveva causato 20 feriti tra le forze cinesi e 4 tra quelle indiane. Ad innescare la vicenda, secondo i media indiani, sarebbe stato un tentativo di sconfinamento di una pattuglia cinese nel territorio indiano.  Tuttavia, nella dichiarazione rilasciata, l’Esercito indiano ha ridimensionato l’entità dei fatti, affermando che si sia trattato di uno scontro “minore” e che la questione sia stata risola velocemente a livello locale, dai comandanti presenti in loco, in base ai protocolli stabiliti dalle parti.

La Cina non ha ancora risposto ufficialmente alla dichiarazione dell’Esercito indiano. Tra i media cinesi, però, il direttore del quotidiano Global Times, Hu Xijin, dal suo profilo Twitter ha affermato che le notizie riguardanti lo scontro di confine sono false. In particolare, Hu ha specificato che lungo il confine sino-indiano si verificano spesso piccoli incidenti ma nei casi in cui avvengono scontri con più feriti la notizia è prontamente registrata e riportata.

Intanto, lo stesso 25 gennaio, durante la conferenza stampa giornaliera del Ministero Affari Esteri cinese, il portavoce Zhao Lijian ha confermato che India e Cina hanno organizzato un round di negoziati a livello militare per ridimensionare le tensioni tra le parti lungo la LAC e che informazioni in merito saranno rilasciate presto. L’incontro in questione sarebbe avvenuto il 24 gennaio nell’area di Chushul-Moldo, nel Ladakh, e sarebbe stato il primo incontro tra le parti negli ultimi due mesi. Né Pechino, né Nuova Delhi hanno però rilasciato dichiarazioni a conclusione dell’evento e, secondo indiscrezioni, sembrerebbe che l’India abbia richiesto il ritiro di tutte le forze armate. Il 22 gennaio scorso, il ministro della Difesa indiano, Rajnath Singh, aveva dichiarato che l’India non avrebbe ridotto gli uomini impiegati nelle aree di possibile attrito con l’Esercito cinese, fin quando anche la Cina si sarebbe impegnata a fare lo stesso.

La LAC rappresenta un punto di fragilità nelle relazioni sino-indiane e, nel 2020, si sono riaccese le tensioni tra gli eserciti indiano e cinese in più settori del confine conteso. In particolare, lo scorso 5-6 maggio, si erano verificati i primi scontri fisici tra i due eserciti nella zona del passo di Nathu La, nello Stato indiano del Sikkim, nel settore centrale della LAC. Successivamente, il 15 giugno, un altro scontro era culminato nella morte di circa 20 soldati indiani nella valle di Galwan, situata tra l’area di Aksai Chin, amministrata dalla Cina, e il territorio indiano di Ladakh, nel settore occidentale della LAC. Nonostante la Cina non abbia fornito un numero esatto di caduti, l’episodio è stato l’incidente che ha causato il maggior numero di vittime tra i due eserciti dal 1967.

In seguito, il 7 settembre, Nuova Delhi e Pechino si sono poi accusate reciprocamente di aver sconfinato nel territorio l’una dell’altra e di aver aperto il fuoco in segno di avvertimento, per la prima volta dal 1975, nella zona del lago Pangong Tso, un bacino che si estende dal territorio indiano di Ladakh fino alla regione autonoma del Tibet cinese e che è attraversato dalla LAC, violando un  accordo firmato dalle due potenze il 29 novembre 1996 che impedisce ad entrambe di aprire il fuoco o detonare esplosivi entro 2 km dalla LAC.

Parallelamente ai momenti di tensione, da maggio, sono in corso più round di negoziati a livello militare e diplomatico per cercare di ridimensionare gli attriti lungo la LAC ma ancora non hanno portato a risultati decisivi. Migliaia di soldati di entrambi i Paesi sono ancora dispiegati al confine.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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