Kuwait: Khalid al-Sabah riconfermato come premier

Pubblicato il 25 gennaio 2021 alle 15:37 in Kuwait Medio Oriente

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Nel quadro di una crisi di governo, l’emiro del Kuwait, lo sceicco Nawaf al-Ahmad al-Sabah, ha conferito al primo ministro precedentemente in carica, Sheikh Sabah al-Khalid al-Sabah, il compito di formare una nuova squadra governativa.

L’annuncio è giunto dall’agenzia di stampa dell’emirato il 24 gennaio, a pochi giorni di distanza dalle dimissioni dei ministri dell’esecutivo kuwaitiano, giunte il 13 gennaio, seguite da quelle dello stesso premier. L’inizio della crisi di governo è da far risalire al 12 gennaio, quando il vice primo ministro e il ministro della Difesa hanno presentato per primi le proprie dimissioni, seguiti, poi, dagli altri membri della squadra governativa. Quest’ultima era stata approvata dall’emiro del Kuwait solo un mese prima, il 14 dicembre 2020. Tuttavia, la spaccatura tra l’organo legislativo, anch’esso di recente formazione, e l’esecutivo, che ha caratterizzato il Paese nel corso dell’ultimo anno, ha continuato a rappresentare una delle maggiori sfide per il capo di Stato. In tale quadro, poi, l’operato del premier è stato messo in questione dal Parlamento, che l’ha accusato di aver precedentemente formato un gabinetto non in linea con i risultati delle elezioni, oltre che di “interferenza” nell’elezione del presidente e dei membri delle commissioni parlamentari.

Già a seguito delle elezioni parlamentari del 6 dicembre, erano emersi segnali che hanno fatto presagire una mancanza di “compatibilità” tra l’organo legislativo e quello esecutivo. Il primo, controllato in gran parte da partiti di opposizione, ha esercitato pressioni sul governo affinché questo approvasse leggi che avevano rappresentato, fino ad allora, fonte di attrito tra le autorità kuwaitiane e l’opposizione.

Come evidenziato da analisti ed esperti, i frequenti dissidi tra governo e Parlamento continuano ad ostacolare i progetti di riforma economica e finanziaria di cui il Paese necessita. Il Kuwait, al pari di un gran numero di Paesi a livello regionale e internazionale, deve far fronte alla pandemia di Coronavirus e alle ripercussioni che questa ha avuto sul proprio sistema economico, altresì colpito dal calo dei prezzi di petrolio. A destare maggiore preoccupazione, vi è un deficit pari a 46 miliardi di dollari per quest’anno fiscale, e la possibile incapacità del Paese di adempiere ad “obblighi di base”, tra cui il pagamento dei salari dei dipendenti.

Come riportato dal quotidiano al-Arab, lo slogan del premier, riconfermato per la terza volta consecutiva, sembra essere proprio quello della collaborazione tra Parlamento e governo, il che segnerebbe “l’inizio di una nuova pagina”, con l’obiettivo di allentare le tensioni dell’ultimo anno. In particolare, al-Khalid ha riferito che, prima di annunciare una nuova squadra di governo, intende lavorare per colmare le divergenze sorte con i deputati e rafforzare i legami di cooperazione e il coordinamento con l’organo legislativo, così da identificare le priorità e proseguire con le riforme auspicate.

Ciò, ha specificato al-Khalid, avverrà attraverso una serie di legislazioni volte a eliminare la corruzione e le sue cause, a cui verranno affiancate leggi sulle elezioni parlamentari e sui media. Ampia attenzione verrà poi data agli affari economici e sociali, allo sviluppo delle infrastrutture e dei servizi pubblici. A tal proposito, si prevede vi sarà una équipe di specialisti, che verrà consultata per definire una tabella di marcia precisa.

Ad ogni modo, sottolineano alcuni esperti, è difficile che le problematiche attuali vengano risolte senza prima cambiare i meccanismi di nomina dei ministri e quanto regola i rapporti tra governo e Parlamento. Inoltre, all’interno di quest’ultimo si è oramai formato un “fronte di opposizione” al premier, come dimostrato dalla mozione presentata, il 5 gennaio, da tre deputati e supportata da altri 34 membri dell’Assemblea Nazionale. Alla luce di ciò, secondo alcuni, compito del primo ministro sarà ora formare una squadra omogenea, dotata di esperienza e di “mani pulite”, in grado di riacquistare la fiducia del Parlamento.

Inoltre, alcuni credono che la riconferma di al-Khalid a capo dell’esecutivo sia indice di una “indulgenza” dell’emiro di fronte alle correnti di opposizione, determinate a portare avanti i propri progetti. Alcuni deputati si sono, però, detti disposti a cooperare con il futuro esecutivo, a condizione che venga data priorità alla legislazione che disciplinerà i rapporti con il governo, alla legge sulle libertà dei media, e a quelle sull’amnistia e la “riconciliazione nazionale”.

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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