Afghanistan: “nuovo capitolo” nelle relazioni con gli Stati Uniti

Pubblicato il 25 gennaio 2021 alle 18:31 in Afghanistan USA e Canada

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Il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, ha affermato che è stato aperto un nuovo capitolo nelle relazioni tra Kabul e Washington, con l’insediamento dell’amministrazione di Joe Biden. 

“Un nuovo capitolo è stato aperto nei rapporti con il nostro principale partner, gli Stati Uniti”, ha dichiarato Ghani in una riunione di gabinetto, il 25 gennaio. “I rapporti andranno avanti a livello governativo”, ha aggiunto. Il presidente dell’Afghanistan ha quindi sottolineato che gli Stati Uniti stanno rivedendo l’accordo firmato con i talebani e, dopo la revisione, il governo degli Stati Uniti consulterà Kabul per definire una tabella di marcia comune per l’accordo. “Una rapida revisione dell’accordo degli Stati Uniti con i talebani verrà effettuata dal Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti e poi verrà effettuata una consultazione fondamentale con noi”, ha aggiunto Ghani.

Il consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan, ha parlato con la sua controparte afgana, Hamdullah Mohib, il 22 gennaio, in merito all’impegno statunitense in Afghanistan. Sullivan ha sottolineato che gli USA “sosterranno il processo di pace con uno sforzo diplomatico forte e regionale, che mirerà ad aiutare le due parti a raggiungere una soluzione politica durevole e giusta e un cessate il fuoco permanente”. In tale contesto è stata dichiarata l’intenzione di rivedere l’accordo USA-talebani del febbraio 2020, anche per valutare se i militanti stessero o meno rispettando i propri impegni: questi prevedono la fine dei legami con i gruppi terroristici, tra cui al-Qaeda, la riduzione della violenza in Afghanistan, sopratutto nei pressi dei grandi centri abitati, e l’impegno in negoziati con il governo afghano e le altre parti interessate. 

Tuttavia, un portavoce dei talebani, Mohammad Naeem, ha dichiarato che il gruppo rimane impegnato nell’accordo e che continuerà a cooperare con gli USA. “Penso che Biden continuerà il processo di pace in Afghanistan, ma è tutt’altro che concepibile aspettarsi che darà la priorità all’Afghanistan”, ha dichiarato Idris Rahmani, un analista afgano che vive negli Stati Uniti. Intanto, il presidente Ghani ha incontrato il 24 gennaio sera Abdullah Abdullah, capo dell’Alto consiglio per la Riconciliazione Nazionale, con il quale ha discusso del processo di pace, sottolineando la necessità di negoziare un cessate il fuoco nei negoziati intra-afghani in corso a Doha, in Qatar. 

A tale proposito, dopo un periodo d’impasse, nel quale non erano stati raggiunti progressi significativi, il 2 dicembre 2020, i rappresentanti delle due parti avevano ufficialmente raggiunto un accordo sulle regole procedurali per avviare i veri e propri negoziati di pace e avevano stabilito un periodo di pausa che sarebbe durato fino al 5 gennaio scorso, quando sono ripresi. Tuttavia, già dall’11 gennaio successivo, sembrerebbero essere emerso un nuovo stallo riguardante l’accordo sui temi da trattare. In particolare, per quanto riguarda la diminuzione delle violenze sul campo, il governo di Kabul ha richiesto che il cessate il fuoco nel Paese sia il tema prioritario da trattare nei veri e propri colloqui di pace, che ancora devono iniziare, ma i talebani ritengono che la discussione sulla diminuzione delle violenze sarà affrontata solo dopo un accordo su un futuro governo, che includa i militanti islamisti afghani.

L’apertura di un dialogo intra-afghano era stata a sua volta resa possibile da un accordo di pace siglato tra gli Stati Uniti e i talebani lo scorso 29 febbraio, sempre a Doha, in base al quale, Washington si è impegnata a ridurre le proprie truppe in Afghanistan. A tal proposito, il 15 gennaio, il Pentagono ha annunciato di aver completato il ridimensionamento delle proprie truppe in Afghanistan a 2.500 uomini raggiungendo il livello più basso degli ultimi vent’anni. Il 16 gennaio, i talebani hanno commentato l’annuncio accogliendolo con favore. Intanto, nel Paese, le violenze continuano a verificarsi su base quotidiana. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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