Russia e Ungheria siglano accordo per consegna vaccino Sputnik V

Pubblicato il 24 gennaio 2021 alle 6:11 in Russia Ungheria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Mosca e Budapest hanno firmato un accordo sulle consegne del vaccino contro il coronavirus prodotto dalla Russia. A riferirlo nella giornata di venerdì è stato il ministro per gli Affari Esteri e il Commercio ungherese Peter Szijjarto.

“L’accelerazione della vaccinazione è una priorità nazionale. A causa della lentezza delle consegne del vaccino, siamo stati costretti a cercare una nuova fonte per garantire consegne rapide di un vaccino affidabile. È un grande onore e piacere per me annunciare che abbiamo firmato un accordo oggi, in base al quale la Russia consegnerà il vaccino all’Ungheria in tre fasi”, ha dichiarato il ministro a margine dei colloqui con il ministro della Salute russo Mikhail Murashko a Mosca.

“Le parti hanno discusso dell’attuazione degli accordi raggiunti alla 13° sessione della commissione intergovernativa, che si è tenuta a Budapest il 27 novembre 2020. La cooperazione nel settore sanitario e le consegne di vaccini russi Sputnik V in particolare in Ungheria, sono stati l’argomento chiave”, ha dichiarato Murashko in un comunicato.

Giovedì, l’Ungheria è divenuto il primo Paese dell’Unione Europea ad aver autorizzato il vaccino russo contro il Covid-19 Sputnik V.

Bloomberg in precedenza aveva riferito che il regolatore ungherese dei farmaci aveva emesso una raccomandazione per autorizzare l’uso del vaccino Sputnik V nel Paese.

Il capo dell’amministrazione del primo ministro ungherese, Gergely Gulyas, ha annunciato giovedì che l’Ungheria ha approvato il vaccino elaborato dalla Russia contro il COVID-19 e il vaccino AstraZeneca, ha riferito Reuters.

Il Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF) ha successivamente confermato la decisione, affermando che l’Ungheria è diventata dunque il primo paese dell’Unione europea ad aver autorizzato l’uso su larga scala del vaccino Sputnik V.

L’11 agosto la Federazione Russa ha registrato lo Sputnik V che è divenuto, di fatto, il primo vaccino contro il COVID-19 al mondo. Il preparato, che si trova attualmente nella terza fase della sperimentazione clinica che dovrebbe concludersi a maggio, è stato sviluppato dal Centro Gamaleya in collaborazione con il Fondo russo per gli investimenti diretti.

È costituito da due componenti: il primo è basato sull’adenovirus umano di tipo 26, il secondo sull’adenovirus umano ricombinante di tipo 5. Il farmaco viene somministrato due volte a un intervallo di 21 giorni. Complessivamente 40mila volontari hanno preso parte allo studio, di cui 10mila hanno ricevuto un placebo, necessario per testare l’efficacia del vaccino. La sicurezza, l’efficacia e la mancanza di effetti avversi a lungo termine dei vaccini ad adenovirus sono state provate da più di 250 studi clinici nell’arco di due decenni.

Secondo lo sviluppatore del vaccino, lo Sputnik V è in grado di rafforzare l’immunità per più di due anni e ha dimostrato di essere più del 90% efficace nel prevenire il COVID-19.

Ad oggi, più di 1,5 milioni di persone sono già state vaccinate con Sputnik V, dimostrando che il vaccino non provoca gravi allergie.

Un altro punto a favore del preparato russo è la temperatura di conservazione (+2 – +8 gradi Celsius), che consente di conservarlo in un normale frigorifero senza la necessità di infrastrutture aggiuntive per la catena del freddo.

Inoltre il suo costo, circa 10 dollari per dose, lo rende disponibile in tutto il mondo.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.