Marocco: il Fronte Polisario attacca Guerguerat

Pubblicato il 24 gennaio 2021 alle 12:57 in Marocco Sahara Occidentale

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Il Fronte Polisario ha bombardato la zona cuscinetto di Guerguerat, un piccolo villaggio nell’estremo Sud-Ovest del Sahara occidentale controllato dal Marocco, con quattro missili, il 24 gennaio. Le autorità marocchine hanno affermato che l’attacco sia parte di una “guerra di propaganda”.

L’agenzia di stampa Saharawi, citata da Al-Jazeera English, ha dato l’annuncio dell’attacco riportando quanto appreso da un leader del Fronte Polisario non identificato e ha affermato che vi sono anche stati scontri tra le forze di Rabat e i combattenti.

Un funzionario marocchino rimasto anonimo ha rivelato a Agence France-Presse, citata da Al-Jazeera English, che, nonostante l’attacco contro Guerguerat, la strada statale locale non è stata danneggiata e che non sono state causate alterazioni al traffico. Tuttavia, il funzionario ha parlato di un ciclo di attacchi che si protrarrebbe da oltre tre mesi e che avrebbe rivelato il desiderio di creare una “guerra di propaganda e mediatica” volta a provare l’esistenza di un conflitto nel Sahara. Il funzionario ha, però, confermato che la situazione in loco è “normale”.

Lo scorso 13 novembre, Rabat aveva avviato un’operazione militare nella zona di Guerguerat creando un cordone di sicurezza in grado di garantire la libera circolazione di merci e persone, alla luce delle crescenti attività nella zona del Fronte Polisario. Il precedente 21 ottobre, gruppi armati fedeli a quest’ultimo avevano chiuso il valico di frontiera tra Marocco e Mauritania e si erano infiltrati nell’area di Guerguerat, ostacolando la circolazione di persone e merci. Il Fronte Polisario aveva risposto all’impiego dei soldati marocchini dichiarando nullo il cessate il fuoco sostenuto dall’Onu e firmato con Rabat nel 1991 e aveva sottolineato che la strada a cui protezione sono stati schierati gli uomini del Marocco non esistesse alla firma della tregua.

Il Sahara Occidentale è un’ex-colonia spagnola rivendicata da Rabat che ne controlla la maggior parte del territorio. La disputa per la sovranità su tale area ha avuto inizio nel 1975, anno in cui il Marocco ne ha annesso una parte collocata sulla costa Nord-occidentale dell’Africa, in seguito al ritiro del dominio spagnolo. In risposta, il Fronte Polisario, che si era formato come movimento il 10 maggio 1973, nel 1976, ha annunciato la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instituendo un governo in esilio in Algeria ed intraprendendo una guerriglia per l’indipendenza durata fino al 6 settembre 1991. In tale data, fu dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Ad oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale, mentre il Fronte Polisario continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiede circa mezzo milione di individui. 

Secondo quanto riferito da Al-Jazeera English, il cessate il fuoco del 1991 sarebbe dovuto servire proprio ad organizzare il referendum in questione e, nonostante il Marocco si sia detto disposto ad offrire autonomia all’area, ha anche più volte ribadito che essa fa parte del proprio territorio sovrano. Il Fronte Polisario, dal canto suo, pur dicendosi favorevole ad un dialogo mediato dall’Onu, non ha intenzione di deporre le armi.

In tale quadro, la posizione marocchina è stata rafforzata quando gli Stati Uniti hanno riconosciuto la sovranità di Rabat sul Sahara Occidentale dopo che il Marocco ha accettato di normalizzare i rapporti con Israele, ufficializzati il 22 dicembre scorso,  diventando così il quarto Paese arabo a normalizzare le relazioni con Israele dopo gli Emirati Arabi Uniti, il Regno del Bahrain e il Sudan, sotto gli auspici dell’ex-presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. 

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Camilla Canestri

di Redazione

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