Somalia: l’Esercito ugandese uccide 189 militanti di Al-Shabaab

Pubblicato il 23 gennaio 2021 alle 18:30 in Somalia Uganda

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L’Esercito dell’Uganda ha affermato di aver ucciso 189 militanti di Al-Shabaab, legati ad Al-Qaeda, il 22 gennaio, in un attacco a sorpresa condotto nell’ambito della missione in Somalia dall’Unione Africana, ovvero la African Union Mission in Somalia (AMISOM).

Le Forze di difesa del popolo dell’Uganda (UPFD) hanno rilasciato una dichiarazione in cui hanno affermato di aver condotto un’operazione aerea e terrestre contro i nascondigli dei militanti di Al-Shabaab nei villaggi somali di Sigaale, Adimole e Kayitoy, situati 100 km circa a Sud-Ovest della capitale, Mogadiscio. Nelle operazioni, 189 combattenti di Al-Shabaab legati ad Al-Qaeda sono stati uccisi e parte della loro strumentazione utilizzata per compiere attacchi terroristici è stata distrutta. Due comandanti del gruppo sono stati invece arrestati e consegnati all’Esercito somalo. Parallelamente, le UPFD avrebbero anche interrotto  un incontro di militanti di Al-Shabaab a Doncadaafeedow.

Parlando all’agenzia di stampa turca Anadolu, il colonnello luogotenente delle UPFD, Deo Akiki, ha affermato che nell’operazione condotta dal proprio contingente è stato ucciso il maggior numero di militanti di Al-Shabaab in una sola giornata e che le UPFD non hanno subito né perdite, né feriti e non hanno colpito obiettivi civili.  Al momento, Al-Shabaab, invece, non ha ancora commentato l’accaduto.

La Somalia ha vissuto decenni di sconvolgimenti interni dal 1991, in seguito alla caduta del dittatore Siad Barre, quando i vari gruppi che contribuirono alla sua deposizione non riuscirono a trovare un accordo, facendo cadere il Paese in una situazione di instabilità che si è protratta fino al 2012. In quell’anno, dopo circa dodici anni di tentativi, fu istituito un governo di unità nazionale, a seguito del primo giuramento del parlamento, avvenuto dopo vent’anni e delle prime elezioni dal 1967. 

Con il tempo, ad aggravare la già fragile situazione somala ha contribuito, nel 2006, la nascita nel Paese di Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, un’organizzazione politico-militare affiliata ad al-Qaeda. Il gruppo ha come obiettivo quello di ribaltare il governo di Mogadiscio, appoggiato da più Paesi esteri, per imporre la propria interpretazione della legge islamica. Per tale ragione, i suoi militanti conducono regolarmente attentati contro la capitale somala. Prima del 2011, Al-Shabaab controllava ampie zone del Paese ma, da quell’anno, i suoi militanti furono cacciati dai principali centri abitati e città della Somalia, tra cui Mogadiscio, dall’Esercito somalo e dalle truppe dell’Unione Africana. 

Per combattere Al-Shabaab sono operativi in Somalia circa 20.000 uomini dell’operazione di peacekeeping AMISOM. Anche gli Stati Uniti sono stati tra le Nazioni che hanno combattuto il gruppo islamico nel Paese del Corno d’Africa, conducendo ripetuti attacchi aerei che hanno avuto come bersaglio i jihadisti. Dopo il loro ritiro dalla Somalia nel 1994, le truppe di Washington erano state nuovamente inviate in Somalia nel gennaio 2007 ma lo scorso 5 dicembre, l’ormai ex-presidente degli USA, Donald Trump, aveva deciso di ritirare le truppe del proprio Paese dal territorio somalo entro il 15 gennaio. 

Nel Country Report on Terrorism del 2019, rilasciato dal governo di Washington, l’Africa orientale è stata indicata come un porto sicuro per Al-Shabaab, che ha il controllo de facto su ampie porzioni del territorio nella Somalia centro-meridionale, dove riscuote anche “tasse” e ha assoggettato i governanti locali. Stando alla relazione, da tali luoghi, i terroristi di Al-Shabab organizzano, pianificano e conducono attentati, agendo indisturbati, anche contro il confinante Kenya. Secondo il report, nel 2019, gli attacchi di Al-Shabaab sarebbero aumentati e si starebbero focalizzando su obiettivi governativi, cercando di uccidere membri e leader delle istituzioni, per minarne la credibilità e l’efficacia. Nel febbraio del 2017, il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Camilla Canestri

di Redazione

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