Nagorno-Karabakh: Erevan accusa Baku di non liberare i prigionieri di guerra

Pubblicato il 22 gennaio 2021 alle 6:28 in Armenia Azerbaigian

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

A più di due mesi dalla fine dei combattimenti, l’Azerbaigian detiene ancora un numero sconosciuto di prigionieri di guerra armeni. Il loro destino poco chiaro è diventato una delle questioni più delicate e politicamente controverse nell’Armenia del dopoguerra.

Il numero di prigionieri di guerra che l’Azerbaigian continua a detenere è tenuto segreto da entrambe le parti e le stime variano. I difensori dei diritti umani hanno presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo per circa 200 prigionieri. Finora, 54 armeni, sia civili che soldati, sono tornati dalla custodia azera nel quadro degli scambi tra le due parti.

Tuttavia, altrisoldati armeni sono stati catturati a seguito delle schermaglie di metà dicembre, dopo il cessate il fuoco. L’Azerbaigian dice che ci sono stati 62 catturati nei combattimenti e che non li considera prigionieri di guerra ma membri di un “gruppo di sabotaggio” che intende processare in Azerbaigian con accuse penali.

Tra i prigionieri vi è certamente un recente emigrante libanese-armeno a Shusha nel Nagorno-Karabakh, Maral Najaryan, scomparso negli ultimi giorni di guerra. La sorella di Najaryan, Ani Najaryan, ha detto al servizio armeno di Radio Free Europe di essere una civile trasferitasi in Karabakh dopo l’esplosione del porto di Beirut dello scorso 4 agosto. I media azeri hanno descritto le sue origini libanesi come una prova che era un “mercenario” che combatteva per la parte armena.

La dichiarazione di cessate il fuoco del 10 novembre mediata dalla Russia invita le due parti a restituire i prigionieri di guerra e altri cittadini catturati, e gli ufficiali armeni hanno accusato l’Azerbaigian di tenere i prigionieri come ostaggi.

“Tutto questo viene fatto per causare sofferenza mentale alle famiglie dei prigionieri e alla società armena in generale, per giocare con le emozioni del popolo armeno e per mantenere l’atmosfera tesa”, ha scritto Arman Tatoyan, Difensore civico per i diritti umani dell’Armenia in un post Facebook dell’11 gennaio scorso.

La questione è diventata ancora più calda dopo il recente incontro a Mosca tra i leader di Armenia, Azerbaigian e Russia. Le tre parti hanno concordato un nuovo accordo sui trasporti, ma il primo ministro armeno Nikol Pashinyan è stato costretto ad ammettere che “Sfortunatamente, oggi non abbiamo risolto la questione dei prigionieri di guerra, ed è la questione più delicata e dolorosa”.

I molti oppositori politici di Pashinyan hanno detto che l’impossibilità di fare qualcosa per la situazione dei prigionieri di guerra è stato un fallimento nei negoziati e che l’Azerbaigian ha ottenuto ciò che voleva – l’accordo sui trasporti – e l’Armenia no.

“La parte armena voleva una cosa dall’incontro: un accordo sul rapido ritorno dei prigionieri di guerra, ma ciò non è accaduto”, ha detto Edmon Marukyan, il leader del partito di opposizione Bright Armenia, che contesta la leadership di Pashinyan , il giorno dopo l’incontro di Mosca.

Gli alleati di Pashinyan hanno difeso i negoziati, dicendo che la questione sarà risolta rapidamente. “Il presidente della Russia ha in linea di principio sostenuto la posizione armena”, ha detto Ruben Rubinyan, un membro del parlamento della coalizione My Step, guidata da Pashinyan, in un’intervista a Radio Free Europe. “Quella questione specifica [il ritorno dei prigionieri di guerra] nell’accordo di cessate il fuoco deve essere implementata. La soluzione è stata identificata, deve essere eseguita il prima possibile. “

Secondo quanto riferito da fonti azere, anche l’Armenia detiene anche alcuni prigionieri di guerra. I media azeri, citando non meglio specificati canali armeni di Telegram, hanno detto che ci sono tre prigionieri azerbaigiani rimasti in custodia armena. E Ismayil Akhundov, della Commissione statale dell’Azerbaigian su prigionieri, persone scomparse e ostaggi, ha detto in una conferenza stampa del 5 gennaio che l’Armenia detiene due civili azeri. Erevan ha liberato quattordici prigionieri in uno scambio del 14 dicembre.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.