Moldavia: Corte Costituzionale sopprime status privilegiato della lingua russa

Pubblicato il 22 gennaio 2021 alle 10:53 in Moldavia Russia

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L’ex presidente della Moldavia e leader del Partito socialista, Igor Dodon, non ha escluso che possano scoppiare proteste in risposta alla soppressione dello status speciale della lingua russa nel Paese.

“Sono sicuro che la decisione presa dalla Corte costituzionale ieri [21 gennaio] avrà gravi conseguenze. Non escludo che la prossima settimana possano scoppiare proteste in molte città della Moldavia, compresa la capitale Chisinau. Qualcuno vuole un nuova ondata di nazionalismo, che è una tendenza molto pericolosa”, ha detto Dodon in un video messaggio pubblicato su Facebook in cui attacca apertamente la politica linguistica della nuova presidente Maia Sandu, che ha sconfitto Dodon alle elezioni presidenziali lo scorso 15 novembre.

Gli attacchi allo status della lingua russa nella repubblica ex-sovietica sono iniziati nel periodo in cui la nuova presidente del Paese, Maia Sandu, era ministro dell’istruzione, nel 2012. Durante la campagna elettorale del 2020, ha promesso di sostenere gli elettori di lingua russa, ma non ha mantenuto la sua promessa, ha ricordato l’ex presidente.

Ha inoltre annunciato che il 22 gennaio il Parlamento registrerà un nuovo disegno di legge sul funzionamento delle lingue, che sarà votato nella prossima riunione legislativa.

Il 4 giugno 2018, la Corte costituzionale della Moldavia ha stabilito in una sentenza che la legge sul funzionamento delle lingue approvata ai tempi dell’Unione Sovietica, che concedeva al russo lo status di lingua di trattamento internazionale, era “obsoleta” e invitava il governo a legiferare in materia.

Nel dicembre 2020, il parlamento moldavo ha approvato una nuova legge sul funzionamento delle lingue, riportando il russo al suo status speciale e obbligando le organizzazioni pubbliche a fornire informazioni in quella lingua ai cittadini russi o ai moldavi con doppio passaporto che ne facciano richiesta.

La Corte costituzionale della repubblica ha stabilito il 21 gennaio 2021 che questa nuova legge contraddice la Costituzione ed ha abolito lo status speciale conferito alla lingua russa.

Secondo il presidente della Corte costituzionale Domnica Manole, l’articolo 2 della legge sul funzionamento delle lingue in Moldova, adottata dal Parlamento il 16 dicembre 2020, “conferisce alla lingua russa uno status privilegiato rispetto alle altre lingue delle minoranze nazionali nella Repubblica di Moldova”, un privilegio che non è previsto dalla costituzione moldava. Sulla base dei risultati del censimento del 2014, la Corte ha osservato che ci sono regioni in Moldova dove, ad esempio, l’ucraino è parlato più diffusamente del russo e in alcune regioni il russo è usato da meno del 3% della popolazione. “Nonostante questo, elevandosi al livello di linguaggio della comunicazione interetnica, acquisisce lo status di quasi-ufficiale alla pari della lingua rumena”, ha detto Manole ai giornalisti. Il rumeno è la lingua ufficiale della Mondavia.

La legge sul funzionamento delle lingue in Moldova prevede di attribuire alla lingua russa lo status di lingua di comunicazione interetnica e la capacità di rivolgersi in russo agli organi di governo. Questa legge prevede anche la punizione per i funzionari che si rifiutano di rispondere alle richieste in russo.

Avendo riconosciuto la nuova legge come contraddittoria con la costituzione, la Corte costituzionale ha concordato con le argomentazioni dei parlamentari dell’opposizione, che hanno sostenuto che il documento viola i diritti della maggioranza dei cittadini e sminuisce il ruolo della lingua di stato.

La decisione della Corte Costituzionale è vincolante e non impugnabile. Suddetta legge cessa dal momento in cui viene adottata la decisione della Corte costituzionale.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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