Mediterraneo centrale: la Ocean Viking salva 268 migranti

Pubblicato il 22 gennaio 2021 alle 19:47 in Immigrazione Libia

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Dopo una serie di salvataggi, effettuati tra giovedì 21 e venerdì 22 gennaio, nelle acque adiacenti alle coste libiche, la Ocean Viking ha accolto a bordo un totale di circa 268 migranti, molti dei quali minorenni. Il primo soccorso è avvenuto nella giornata di giovedì, a 36 miglia nautiche dalla Libia. Circa 120 migranti sono stati tratti in salvo dall’equipaggio della Ocean Viking, gestita dalla ONG Sos Mediterranée e da Medici Senza Frontiere. Secondo quanto riferito dal portale InfoMigrants, tra le persone salvate c’erano anche quattro bambini piccoli, di cui uno di appena un mese.

Successivamente, nella mattinata di venerdì 22 gennaio, la nave umanitaria ha portato a termine altre due missioni di salvataggio nel Mediterraneo centrale, recuperando in totale altri 149 migranti. Almeno 59 risultano minorenni, mentre 34 sono donne, alcune delle quali incinta. Tra i minori di 18 anni, 24 sarebbero “non accompagnati”. 

I migranti recuperati venerdì si trovavano su due gommoni separati, entrambi al largo della Libia, nelle acque internazionali fra Tripoli e Zuwara, e versavano in condizioni precarie. A chiedere l’intervento dei soccorsi è stato il servizio di informazione Alarm Phone, il cosiddetto «centralino dei migranti», che avvisa le autorità e le ONG impegnate nel Mediterraneo della presenza di imbarcazioni a rischio naufragio. L’avviso è stato immediatamente raccolto dalla Ocean Viking, che era già in zona dopo l’intervento del giorno precedente. La nave umanitaria ha così anticipato la Guardia costiera libica che, nella giornata di venerdì 22, ha recuperato un altro barcone nelle acque del Mediterraneo riportando indietro tutti gli 81 migranti a bordo. 

Un gruppo di 81 migranti è stato riportato in Libia questa mattina dalla Guardia costiera”, ha scritto su Twitter Safa Msehli, portavoce di IOM-UN Migration. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni in Libia, in relazione allo stesso episodio, ha sottolineato che “quest’anno, circa 300 persone, comprese donne e bambini, sono state riportate nel Paese nordafricano e sono finite in detenzione”. “Ribadiamo che nessuno dovrebbe essere rimpatriato in Libia”, ha aggiunto l’IOM. In risposta al salvataggio della Ocean Viking, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha dichiarato su Twitter che è stata evitata una tragedia e che gli Stati dell’UE dovrebbero al più presto stabilire “un meccanismo di sbarco sicuro e prevedibile” e mostrare “solidarietà ai Paesi che ricevono un numero elevato di arrivi”.

Il 19 gennaio, 43 migranti sono morti in seguito ad un naufragio al largo delle coste libiche, nella prima tragedia consumata, dall’inizio del 2021, nelle acque del Mediterraneo centrale. La notizia è stata riportata da IOM e UNHCR che, in una dichiarazione congiunta, hanno specificato che il barcone era partito dalla città di Zawiya nella mattinata e che, poco dopo, era affondato a causa del maltempo. Almeno 10 migranti, originari della Costa d’Avorio, della Nigeria, del Ghana e del Gambia, sono sopravvissuti e sono stati riportati a terra dalle autorità libiche.

La Ocean Viking ha ripreso le sue operazioni l’11 gennaio, dopo circa 6 mesi di stop. L’imbarcazione era bloccata dal 22 luglio, per via di un provvedimento di sequestro amministrativo disposto dalle autorità italiane. Il 21 dicembre, dopo un’ispezione della Guardia Costiera, era stato tolto il fermo e la nave aveva potuto lasciare Porto Empedocle e recarsi a Marsiglia per rifornirsi e imbarcare le squadre mediche e di soccorso. Da quando è stato disposto il sequestro, Sos Mediterranée ha lavorato per apportare tutte le modifiche all’equipaggiamento di emergenza nel cantiere navale di Augusta e soddisfare i requisiti previsti dalle misure di sicurezza adottate da Roma durante l’emergenza coronavirus.

In base a quanto riferito dai dati del Ministero dell’Interno italiano, c’è stato un aumento del numero di persone che hanno cercato di raggiungere l’Italia nel 2020, con almeno 31.000 rifugiati arrivati l’anno passato, rispetto ai quasi 10.000 del 2019. 

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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