Libia: Sarraj chiede aiuto alle Nazioni Unite per le elezioni

Pubblicato il 22 gennaio 2021 alle 10:58 in Africa Libia

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Il primo ministro del governo di Tripoli, altresì capo del Consiglio presidenziale, Fayez al-Sarraj, si è rivolto alle Nazioni Unite per chiedere sostegno nel percorso politico libico verso le elezioni.

Secondo quanto riferito dal Ministero degli Affari Esteri del governo tripolino, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), al-Sarraj ha scritto una lettera indirizzata al Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres, e al Consiglio di Sicurezza, chiedendo il loro supporto per lo svolgimento delle elezioni presidenziali e legislative nazionali, previste per il 24 dicembre 2021. Ciò, è stato specificato, con il fine ultimo di rispondere alla volontà della popolazione libica e di coloro che si sono espressi a favore delle recenti misure in seno al Forum di dialogo politico.

In particolare, il premier di Tripoli ha chiesto al Consiglio di Sicurezza di emanare una risoluzione che garantisca lo svolgimento del percorso politico e delle elezioni nella data specificata, con cui concedere altresì un mandato alla Missione di Sostegno (UNSMIL), affinchè questa possa fornire l’assistenza tecnica necessaria e analizzare gli strumenti funzionali a portare avanti tutte le fasi del processo e il suo monitoraggio, fino al completamento del percorso politico e all’approvazione dei risultati finali delle elezioni. Infine, al-Sarraj ha chiesto alle Nazioni Unite di inviare quanto prima una squadra per consultarsi e coordinarsi con l’Alta Commissione elettorale e con le autorità competenti, al fine ultimo di rendere questo importante risultato nazionale un successo, in grado di portare alla formazione di uno Stato civile stabile e democratico.

La richiesta di al-Sarraj è giunta dopo che, il 19 gennaio, il 73% dei partecipanti al Forum di dialogo politico ha approvato il meccanismo di nomina, proposto dalle Nazioni Unite, con cui formare gli organi esecutivi che guideranno la Libia in una fase di transizione, ovvero fino alle elezioni di dicembre. Parallelamente, nella medesima giornata, la commissione costituzionale, formata da membri della Camera dei rappresentanti di Tobruk e dell’Alto Consiglio di Stato, ha concordato di tenere un referendum costituzionale, il quale verrà organizzato dall’Assemblea costituente preposta alla modifica della Costituzione.

Ora, la prossima mossa sarà la nomina effettiva dei membri del governo unitario e del Consiglio presidenziale, i quali saranno entrambi temporanei, in attesa dei futuri organismi scelti democraticamente. Secondo quanto riferito dalla Missione UNSMIL, i membri del Forum di dialogo politico voteranno i nuovi membri dell’esecutivo in un nuovo round di colloqui che si terrà, presumibilmente, in Svizzera dal primo al 5 febbraio prossimo. Nel frattempo, venerdì 22 gennaio, la città marocchina di Bouznika ospiterà un meeting volto a discutere del processo di nomina delle cosiddette “posizioni sovrane”, tra cui il governatore della Banca Centrale della Libia, il presidente della Corte dei Conti, il capo dell’Autorità di controllo amministrativo, il capo dell’Autorità anticorruzione, presidenti e membri dell’Alta Commissione elettorale, il presidente della Corte suprema e il procuratore generale. Si è trattato, sino ad ora, di cariche spesso aventi doppi rappresentanti, uno per l’Est e l’altro per l’Ovest libico.

L’accordo sul meccanismo di nomina degli organi esecutivi è stato ben accolto a livello internazionale. A tal proposito, il 21 gennaio, Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui hanno evidenziato come il consenso raggiunto rappresenti un passo significativo nella realizzazione di quanto richiesto dalla popolazione libica, ovvero il cambiamento dello status quo. Alla luce di ciò, i partecipanti al Forum sono stati invitati ad impegnarsi urgentemente e in buona fede affinchè possano essere raggiunti i risultati auspicati, in primis la formazione di un nuovo governo unitario e inclusivo. Da parte loro, i cinque Paesi, in quanto partecipanti alla conferenza di Berlino e partner della Libia, si sono impegnati a fornire il loro pieno sostegno agli sforzi del Forum, e hanno evidenziato la necessità di rispettare l’embargo sulle armi e il cessate il fuoco stabilito il 23 ottobre, oltre che di porre fine a tutte quelle forme di ingerenza straniera che ostacolano la realizzazione delle aspirazioni della popolazione libica.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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