Afghanistan: attacchi letali a Nimroz e Baghlan

Pubblicato il 22 gennaio 2021 alle 19:00 in Afghanistan Asia

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Almeno 8 membri delle forze afghane sono stati uccisi in presunti attacchi dei talebani nelle province di Nimroz e Baghlan, il 21 gennaio. 

Secondo quanto riferito da Tolo News, sei agenti di polizia sono stati uccisi in un attacco effettuato dai talebani contro il loro avamposto nel distretto di Khashrod, nella provincia Sud-occidentale di Nimroz. La notizia è stata poi confermata dal colonnello Abdul Wahab Balakarzai, che ha aggiunto che anche i talebani hanno subito vittime nell’assalto. Tuttavia, i militanti non hanno ancora commentato o rivendicato l’offensiva. 

Nel frattempo, due membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi in due attacchi separati effettuati dai talebani nella provincia centro-settentrionale di Baghlan. Uno è avvenuto presso un avamposto della polizia locale nel PD2 della città di Pul-e-Khumri, in cui un membro delle forze di sicurezza è stato ucciso e un comandante della polizia locale e un soldato sono rimasti feriti. Il secondo assalto ha preso di mira un avamposto delle forze di sicurezza nella zona di Chashma-e-Shibar lungo l’autostrada Baghlan-Samangan, nel Nord dell’Afghanistan, uccidendo un soldato e ferendone altri tre. Alcuni funzionari locali hanno riferito che gli attacchi dei talebani sono stati respinti e che i militanti hanno subito perdite. 

Tuttavia, altre fonti riferiscono che i talebani hanno creato una serie di posti di blocco nelle autostrade del Nord del Paese e stanno estorcendo denaro alle persone in transito, specialmente i camionisti. Da parte loro, i talebani hanno negato tali accuse. Tutto ciò sta avvenendo mentre, dallo scorso 5 gennaio, sono ripresi a Doha, in Qatar, i negoziati di pace intra-afghani, iniziati lo scorso 12 settembre, tra una delegazione del governo di Kabul e una dei talebani, per porre fine ai 19 anni di conflitto interno che hanno finora afflitto l’Afghanistan. 

Dopo un periodo d’impasse, nel quale non erano stati raggiunti progressi significativi, il 2 dicembre scorso, i rappresentanti delle due parti avevano ufficialmente raggiunto un accordo sulle regole procedurali per avviare i veri e propri negoziati di pace e avevano stabilito un periodo di pausa che sarebbe durato fino al 5 gennaio scorso, quando sono ripresi. Tuttavia, già dall’11 gennaio successivo, sembrerebbero essere emerso un nuovo stallo riguardante l’accordo sui temi da trattare. In particolare, per quanto riguarda la diminuzione delle violenze sul campo, il governo di Kabul ha richiesto che il cessate il fuoco nel Paese sia il tema prioritario da trattare nei veri e propri colloqui di pace, che ancora devono iniziare, ma i talebani ritengono che la discussione sulla diminuzione delle violenze sarà affrontata solo dopo un accordo su un futuro governo, che includa i militanti islamisti afghani.

L’apertura di un dialogo intra-afghano era stata a sua volta resa possibile da un accordo di pace siglato tra gli Stati Uniti e i talebani lo scorso 29 febbraio, sempre a Doha, in base al quale, Washington si è impegnata a ridurre le proprie truppe in Afghanistan. A tal proposito, il 15 gennaio, il Pentagono ha annunciato di aver completato il ridimensionamento delle proprie truppe in Afghanistan a 2.500 uomini raggiungendo il livello più basso degli ultimi vent’anni. Il 16 gennaio, i talebani hanno commentato l’annuncio accogliendolo con favore.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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