Yemen: la nuova amministrazione USA potrebbe cancellare gli Houthi dalla lista nera

Pubblicato il 21 gennaio 2021 alle 8:32 in USA e Canada Yemen

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La squadra del presidente statunitense neoeletto, Joe Biden, si è impegnata a rivedere “immediatamente” la decisione dell’ex capo della Casa Bianca, Donald Trump, in merito alla classificazione dei ribelli sciiti Houthi come organizzazione terroristica.

Secondo quanto riportato da al-Jazeera il 20 gennaio, giorno dell’insediamento di Biden, il candidato statunitense alla posizione di Segretario di Stato, Antony John Blinken, ha dichiarato che avrebbe preso nuovamente in esame la decisione del Segretario di Stato uscente, Mike Pompeo. Quest’ultimo, il 10 gennaio scorso, aveva affermato che gli Stati Uniti avrebbero classificato “Ansar Allah”, ovvero le milizie Houthi, una organizzazione terroristica, rendendo il gruppo responsabile per gli attentati commessi nel corso del conflitto yemenita. Il provvedimento è poi entrato in vigore il 19 gennaio, attraverso un comunicato ufficiale del Dipartimento del Tesoro statunitense.

Tuttavia, nel corso dell’udienza di conferma della sua nomina a Segretario di Stato in Senato, Blinken ha dichiarato che la nuova squadra statunitense riconsidererà immediatamente la decisione della precedente amministrazione, al fine di garantire che gli aiuti umanitari non vengano ostacolati. Gli Houthi, è stato chiarito da Blinken, hanno una “grande responsabilità” nell’aver provocato la crisi umanitaria attuale in Yemen, considerata la peggiore al mondo. Tuttavia, la coalizione a guida saudita non può dirsi immune, in quanto anch’essa ha contribuito a creare un quadro simile. Alla luce di ciò, secondo quanto affermato dal segretario di Stato neoeletto, Biden ha chiarito che si impegnerà per porre fine al sostegno di Washington alla campagna militare saudita in Yemen. “Lo faremo molto rapidamente”, sono state le parole di Blinken riportate da al-Jazeera.

La mossa di Washington, sebbene accolta dal governo legittimo yemenita, ha suscitato preoccupazione tra alcune organizzazioni internazionali che operano in ambito umanitario. Questo perché designare gli Houthi terroristi impedisce a diversi individui ed entità di attuare transazioni, trasferimenti bancari o di acquistare cibo e benzina, sebbene le misure adottate in tal senso risultino essere ancora poco chiare. Inoltre, l’inclusione degli Houthi nell’elenco delle organizzazioni terroristiche straniere del Dipartimento USA implica che i combattenti yemeniti saranno esclusi dalle operazioni di sostegno finanziario e di risorse materiali inviate attraverso le banche o istituzioni statunitensi, mentre gli yemeniti all’estero potrebbero non essere più in grado di trasferire denaro alle proprie famiglie, provocando un ulteriore deterioramento della situazione umanitaria.

Per sopperire alle problematiche di carattere umanitario, il Dipartimento del Tesoro ha emesso esenzioni per le attività di alcune organizzazioni, comprese le Nazioni Unite e il Comitato internazionale della Croce Rossa, oltre alle organizzazioni non governative che supportano “progetti umanitari”. Tra le attività esentate dalle sanzioni connesse all’inclusione degli Houthi nella lista nera, vi sono “alcune transazioni relative all’esportazione o riesportazione di prodotti agricoli, medicinali, dispositivi medici, pezzi di ricambio e componenti per dispositivi medici o aggiornamenti software per dispositivi medici” verso lo Yemen. Tuttavia, è stato affermato da più parti, ciò potrebbe non essere sufficiente ad esacerbare la situazione in Yemen, che rischia di assistere alla peggiore carestia degli ultimi 40 anni.

Per il governo legittimo yemenita, legato al presidente Rabbo Mansour Hadi, includere gli Houthi tra le organizzazioni terroristiche internazionali potrebbe limitare “l’influenza dell’Iran”, considerato un forte sostenitore dei ribelli anche a livello economico e finanziario. Pertanto, ha specificato l’esecutivo il 20 gennaio stesso, la decisione dell’amministrazione statunitense uscente potrebbe contribuire a portare maggiore stabilità sia in Yemen sia nella regione mediorientale. Questo perchè si potrà prevenire e porre fine ai legami già esistenti tra Teheran e le organizzazioni terroristiche, facendo sì che queste non abbiano più accesso a finanziamenti e armi contrabbandate. In tal modo, secondo il governo yemenita, gli Houthi non potranno fare altro altro che arrendersi al tavolo dei negoziati e accettare l’unica opzione possibile, la pace.

Inoltre, ha poi affermato la squadra dell’esecutivo di recente formazione, quanto stabilito da Washington indica che il mondo intero ha oramai consapevolezza della natura “razzista e terroristica” del gruppo ribelle, oltre che dei crimini e delle violazioni dei diritti umani perpetrati, e delle minacce poste alla sicurezza e alla stabilità regionale e al commercio marittimo internazionale. Parallelamente, il governo si è detto impegnato a creare tutti i meccanismi e i mezzi necessari a garantire che la situazione umanitaria dei cittadini yemeniti non sia ulteriormente influenzata dalla designazione degli Houthi come terroristi. Nello specifico, l’esecutivo lavorerà, in continuo coordinamento con gli Stati Uniti, per prendere tutte le misure appropriate per limitare l’impatto sulle attività delle operazioni umanitarie e di soccorso in Yemen, specialmente nelle aree che sono ancora sotto il controllo dei ribelli, e si prevede che verrà altresì creato un comitato ministeriale apposito. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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