Palazzo di Putin: il Cremlino smentisce ogni accusa di Navalny

Pubblicato il 21 gennaio 2021 alle 9:18 in Russia

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Un’indagine video pubblicata dal principale esponente dell’opposizione russa Aleskej Navalny che afferma che il presidente Vladimir Putin ha speso fondi illeciti per un enorme palazzo sul Mar Nero ha raggiunto più di 20 milioni di visualizzazioni entro un giorno dalla pubblicazione.

La squadra di Navalny ha rilasciato il video dopo che l’oppositore è stato arrestato al suo ritorno a Mosca lo scorso 17 gennaio e condannato a 30 giorni di reclusione.

L’inchiesta sostiene che la proprietà sia costata 1,37 miliardi di dollari e sia stata pagata “con la più grande tangente della storia”.

Il rapporto afferma che la proprietà nella località turistica di Gelendzhik è stata costruita utilizzando fondi illeciti forniti dai membri della cerchia ristretta di Putin, compresi i capi petroliferi e i miliardari. “Hanno costruito un palazzo per il loro capo con questi soldi”, dice Navalny nel video e afferma che il servizio di sicurezza federale (FSB) russo possiede circa 70 chilometri quadrati di terreno che circonda la residenza privata.

Il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, ha definito le pubblicazioni sul “palazzo” del capo dello stato Vladimir Putin “fandonie senza senso”. Il portavoce del Cremlino ritiene che lo scopo principale di tali materiali sia ottenere denaro dai cittadini con mezzi fraudolenti.

“Alla fine di questo meraviglioso materiale ci sono numeri di conto corrente con una richiesta di trasferimento di denaro. Mi sembra che questo sia probabilmente il compito principale di tali materiali, tali pseudo-indagini, questa è la truffa principale”, ha detto Peskov, commentando pubblicazione.

“Mettiamo in guardia tutti i cittadini, soprattutto dato un così alto numero di visualizzazione: pensateci bene prima di trasferire denaro a tali truffatori, perché i metodi per ritirare denaro dalla popolazione a questi truffatori vengono costantemente migliorati. Pensateci dieci volte!” – ha chiamato il rappresentante del Cremlino.

Peskov ha sottolineato che il Cremlino è venuto a conoscenza di questa pubblicazione di Navalny. “Ne parliamo da molto tempo e recentemente abbiamo ribadito che sappiamo da tempo degli attacchi informativi preparati e riguardanti al capo dello Stato, ce ne sono stati in passato e, purtroppo, continueranno”, ha affermato il portavoce del Cremlino.

Secondo l’alto funzionario, “in questo caso, il presidente è accusato di qualcosa che non esiste”. “Tutte le proprietà del Presidente della Federazione russa vengono dichiarate annualmente, come stabilito nella dichiarazione dei redditi annuale pubblicata”, ha sottolineato.

A suo parere, nella pubblicazione “non viene presentato nulla di nuovo”, poiché “questo argomento è stato resi pubblico tre o quattro anni fa”. “In questo caso, sta traboccando da vuoto a vuoto, hanno già provato a usare queste insinuazioni molte volte, e spesso senza nemmeno dedicarci troppo tempo”, ha detto il portavoce del Cremlino. Secondo Peskov, “l’unica novità è che qui si usano le storie di editing”. “Nella piscina di un certo palazzo, ci sono scatti con Putin che nuota nello Yenisei, foto che hanno fatto il giro del mondo”

“La pseudo-inchiesta pubblicata non ha niente a che fare né con il presidente né con il Cremlino – ha aggiunto Peskov – Pertanto, non abbiamo il minimo desiderio di interessarci a questa vicenda”.

Rispondendo a una domanda sul perché il Servizio di sicurezza federale stia sorvegliando il palazzo, a cui si fa riferimento nella pubblicazione, un portavoce del Cremlino ha definito questa dichiarazione “una dichiarazione assolutamente infondata”. “Questa è pura sciocchezza”, ha chiosato il portavoce del Cremlino.

Inoltre, Peskov non ha commentato i materiali inclusi nella video-inchiesta con riferimento agli archivi della Stasi sui colleghi di Putin in Germania Est, comprese alcune fotografie, sottolineando di non aver studiato questo materiale in modo così dettagliato. “Non posso rispondere, non l’ho saputo in dettaglio e non so esattamente di cosa si tratta”, ha detto Peskov.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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