Grecia: Parlamento approva estensione delle acque territoriali nel Mar Ionio

Pubblicato il 21 gennaio 2021 alle 9:43 in Grecia Turchia

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Il primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, è intervenuto in Parlamento, prima del voto su un disegno di legge che estende le acque territoriali occidentali della Grecia da 6 a 12 miglia nautiche, parlando, tra le altre cose, della Turchia e della controversia energetica nella regione del Mediterraneo orientale. Atene e Ankara, entrambi membri della NATO, hanno deciso, a inizio mese, di riprendere i colloqui esplorativi sulle contestate rivendicazioni marittime. Il 25 dicembre, a Istanbul, le trattative tra i due Paesi riprenderanno dopo una pausa di circa quattro anni.

Il primo ministro Mitsotakis ha affermato che la Grecia affronterà i colloqui con la Turchia, la prossima settimana, con uno spirito di speranza, ma ha chiarito che non discuterà di questioni che considera “diritti sovrani”. “Saremo presenti con ottimismo e fiducia in noi stessi”, ha detto il primo ministro ellenico, sottolineando che, però, da parte di Atene, non ci sarà “ingenuità” sui colloqui, che non sono vincolanti. “Non ci saranno discussioni sulla sovranità nazionale”, ha dichiarato Mitsotakis, specificando che le discussioni sarebbero dovute riprendere nel punto in cui erano state interrotte, nel 2016.

Ankara e Atene hanno tenuto 60 round di colloqui dal 2002 al 2016, ma, lo scorso anno, i piani per una ripresa dei colloqui sono affondati dopo che la Turchia ha deciso di inviare nelle acque contese del Mediterraneo diverse navi sismiche incaricate di condurre esplorazioni energetiche. La Grecia ha percepito queste mosse come “provocazioni” e ha più volte ribadito che nessuna trattativa sarebbe ripresa se Ankara non avesse deciso di riportare in porto le sue navi.

Ai prossimi colloqui, Atene ha specificato che affronterà solo questioni relative alla demarcazione delle zone marittime dell’Egeo e del Mediterraneo orientale. La Turchia, al contrario, sostiene che tutte le questioni debbano essere affrontate, compresa la divisione dello spazio aereo e lo stato di alcune isole dell’Egeo. “Non è giusto scegliere uno di questi argomenti e dire ‘stiamo conducendo colloqui esplorativi'”, ha affermato, a inizio settimana, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, criticando l’approccio della Grecia e definendolo non costruttivo. Mitsotakis ha chiarito, mercoledì 20 gennaio, davanti al Parlamento, che se le due parti non fossero riuscite a raggiungere un accordo, avrebbero dovuto almeno concordare un modo in cui la controversia potrebbe essere deferita a un organo giudiziario internazionale.

Prima di redigere il disegno di legge sull’estensione delle acque territoriali nello Ionio, che amplia i confini del Paese per la prima volta dal 1947, la Grecia ha avviato trattative con i suoi vicini regionali, Italia e Albania. Mercoledì 20 gennaio, in tarda serata, il Parlamento ha approvato il progetto di legge.

Turchia e Grecia sono entrate in disaccordo sulla questione dei diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nel Mediterraneo orientale per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Atene, Ankara e anche Cipro. Le tensioni sono aumentate dopo che, il 6 agosto, la Grecia aveva firmato un accordo con l’Egitto per la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive, ponendosi in netto contrasto con gli obiettivi di Ankara nella regione. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aveva definito l’accordo “senza valore” e aveva assicurato che la Turchia avrebbe rilasciato nuove licenze di esplorazione nel Mediterraneo orientale entro fine agosto.

Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazioni per Ankara, che rivendica quelle acque come proprie. “La richiesta della Grecia di una zona di giurisdizione marittima di 40.000 chilometri quadrati a causa dei 10 chilometri quadrati di terra occupati dall’isola di Kastellorizo è assolutamente illogica”, ha più volte dichiarato Erdogan. Le rivendicazioni della Grecia sulle acque intorno a Kastellorizo si basano su un trattato marittimo delle Nazioni Unite, la Convenzione di Montego Bay, firmata nel 1982, che tuttavia non è riconosciuto dalla Turchia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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