Afghanistan: alta tensione ad Herat

Pubblicato il 21 gennaio 2021 alle 14:41 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La sera del 19 gennaio, 6 poliziotti afghani sono rimasti feriti dall’esplosione di una mina nei pressi di un avamposto nella provincia di Herat. Il 20 gennaio, 3 soldati afghani sono deceduti a seguito di un attacco contro il loro veicolo. 

L’esplosione del 19 gennaio è avvenuta intorno alle 22:30, ora locale, quando una mina piazzata vicino all’avamposto della polizia è salta in aria. I feriti sono stati portati in ospedale essere curati e dovrebbero essere in condizioni stabili, secondo un portavoce del Dipartimento di Sanità Pubblica di Herat. I residenti della zona hanno riferito alla stampa locale che, dopo l’esplosione, era possibile udire rumori di combattimenti in corso. Nessun gruppo, compresi i talebani, ha rivendicato la responsabilità dell’assalto.

Il 20 gennaio, inoltre, almeno 3 soldati dell’Esercito Nazionale Afgano (ANA) sono stati uccisi e altri 2 sono rimasti feriti in un attacco effettuato da uomini armati non identificati. Il gruppo ha attaccato il veicolo dell’esercito nel centro della città di Herat, la mattina del 20 gennaio. Le autorità hanno riferito che gli aggressori sono fuggiti e sono in corso indagini sull’accaduto. Anche in questo caso, non è chiaro chi siano i responsabili dell’attacco e non è stata comunicata alcuna rivendicazione.

Tuttavia, il 7 gennaio, la stampa afghana ha riferito di un assalto dei talebani contro il distretto di Ghorian, sempre nella provincia di Herat, in cui sono morti 4 membri delle forze di sicurezza afghane, tra cui  il capo della polizia. Decine di combattenti talebani hanno preso di mira l’edificio del governatore distrettuale e la sede della polizia del distretto di Ghorian in un assalto che è continuato per ore, secondo le autorità locali. Tra i 4 membri delle forze di sicurezza deceduti, c’era anche il capo della polizia distrettuale, Naqibullah Sultanza. 

Ancora nella provincia orientale di Herat, il 22 dicembre 2020, l’Esercito Nazionale Afghano (ANA) aveva arrestato 3 individui sospettati di essere affiliati ai talebani. Secondo una dichiarazione del Ministero della Difesa afghano, i militanti stavano pianificando di effettuare un attacco contro le forze di sicurezza nella capitale provinciale. In tale occasione, i talebani non avevano commentato gli arresti. Inoltre, una serie di attacchi ed attività di sabotaggio sono state rilevate nella provincia di Herat anche durante il mese di ottobre 2020

Herat è una città dell’Afghanistan occidentale, nei pressi del confine con l’Iran, che è rinomata per l’arte e la cultura, ma è anche nota per la presenza di clerici conservatori. Questi affermano di non essere affiliati ai talebani, tuttavia vigilano sull’osservanza di rigidi codici islamici e controllano di alcune zone della città, con il beneplacito delle autorità locali. Ad ottobre del 2020, la presenza di questi “vigilantes estremisti” e la loro pressante gestione di alcune aree di Herat hanno allarmato le organizzazioni per la tutela dei diritti delle donne e hanno messo in difficoltà l’esecutivo provinciale. Il timore è che questi gruppi di conservatori islamisti siano l’avanguardia di una marea crescente di religiosi estremisti che si oppongono al governo afghano, ritenuto corrotto e inefficace. Non è da escludere che tali fazioni possano sostenere i talebani nelle offensive contro Kabul che si sono diffuse in tutto il territorio afghano. 

Intanto, la situazione nel Paese è estremamente complessa e il clima è molto teso. Nonostante siano in atto alcuni sforzi diplomatici tra governo di Kabul e talebani, l’inizio di un vero e proprio dialogo intra-afghano sembra ancora lontano e i cosiddetti “colloqui di pace” a Doha, in Qatar, che sono stati inaugurati il 12 settembre, rimangono bloccati alle fasi preliminari. I talebani hanno chiesto il rilascio di altri 7.000 prigionieri, la rimozione dei membri del gruppo dalla lista nera delle Nazioni Unite e garanzie relative all’istituzione di un sistema islamico per continuare i colloqui di pace con i rappresentanti di Kabul. Tuttavia, le violenze continuano ad aumentare e i negoziatori di Kabul, che chiedono l’imposizione di un cessate il fuoco, temono che le offensive sul campo servano ai talebani per aumentare la pressione e migliorare la propria posizione nei colloqui. 

Da parte sua, il governo afghano ha risposto duramente alle nuove richieste. Waheed Omar, consigliere senior per gli affari pubblici e strategici del presidente Ashraf Ghani, ha affermato che Kabul non ha alcuna intenzione di rilasciare altri prigionieri talebani, poiché le precedenti liberazioni hanno provocato un aumento delle violenze in tutto il Paese. Il rilascio di oltre 5.000 affiliati al gruppo dalle carceri afghane, previsto dall’accordo di pace USA-talebani del 29 febbraio 2020, aveva lo scopo di ridurre la violenza come parte del processo di pace, ha dichiarato Omar, ma “la violenza è aumentata a causa di questa decisione”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.