Sputnik V: Messico riceve 7,4 milioni di dosi dalla Russia

Pubblicato il 20 gennaio 2021 alle 6:11 in Messico Russia

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Il governo messicano ha reso noto i dettagli dell’accordo con la parte russa sulla fornitura del vaccino contro il coronavirus Sputnik V: nella prima fase da gennaio a marzo saranno consegnati 7,4 milioni di dosi.

“Ecco i numeri: 7,4 milioni di dosi (che saranno consegnati da gennaio a marzo) e 3,7 milioni di vaccinati, dal 25 al 29 gennaio è previsto l’arrivo del primo lotto, a febbraio sono previste consegne di 250mila dosi a settimana, dopodiché a marzo – 1,2 milioni a settimana”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Marcelo Ebrard in una conferenza stampa.

Stando ai grafici presentati nella conferenza stampa, il volume del primo lotto del vaccino russo, che per tre settimane diventerà il principale farmaco per l’immunizzazione in Messico a causa dell’interruzione delle forniture da Pfizer, ammonterà a 400.000 dosi.

Il governo federale del Messico, a seguito di una visita in Argentina, dove sarà organizzata la produzione del vaccino contro il coronavirus russo Sputnik V, in precedenza aveva dichiarato di aver raggiunto accordi preliminari per l’acquisto di 24 milioni di dosi del farmaco.

La campagna di vaccinazione contro il COVID-19 in Messico è stata avviata il 13 gennaio: per primi hanno ricevuto il vaccino gli operatori sanitari degli ospedali dove vengono trattati pazienti positivi al coronavirus, per questo obiettivo al momento le autorità utilizzano il farmaco prodotto dalla compagnia Pfizer. Si prevede di utilizzare il vaccino russo dopo il 25 gennaio.

L’11 agosto la Federazione Russa ha registrato lo Sputnik V che è divenuto, di fatto, il primo vaccino contro il COVID-19 al mondo. Il preparato, che si trova attualmente nella terza fase della sperimentazione clinica che dovrebbe concludersi a maggio, è stato sviluppato dal Centro Gamaleya in collaborazione con il Fondo russo per gli investimenti diretti.

È costituito da due componenti: il primo è basato sull’adenovirus umano di tipo 26, il secondo sull’adenovirus umano ricombinante di tipo 5. Il farmaco viene somministrato due volte a un intervallo di 21 giorni. Complessivamente 40mila volontari hanno preso parte allo studio, di cui 10mila hanno ricevuto un placebo, necessario per testare l’efficacia del vaccino. La sicurezza, l’efficacia e la mancanza di effetti avversi a lungo termine dei vaccini ad adenovirus sono state provate da più di 250 studi clinici nell’arco di due decenni.

Secondo lo sviluppatore del vaccino, lo Sputnik V è in grado di rafforzare l’immunità per più di due anni e ha dimostrato di essere più del 90% efficace nel prevenire il COVID-19.

Ad oggi, più di 1,5 milioni di persone sono già state vaccinate con Sputnik V, dimostrando che il vaccino non provoca gravi allergie.

Un altro punto a favore del preparato russo è la temperatura di conservazione (+2 – +8 gradi Celsius), che consente di conservarlo in un normale frigorifero senza la necessità di infrastrutture aggiuntive per la catena del freddo.

Inoltre il suo costo, circa 10 dollari per dose, lo rende disponibile in tutto il mondo.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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