Siria: foreign fighter abruzzese arrestato dalla Turchia e consegnato all’Italia

Pubblicato il 20 gennaio 2021 alle 20:10 in Italia Siria Turchia

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Un uomo italiano di 24 anni, che ha combattuto come foreign fighter al fianco di gruppi terroristici legati ad Al-Qaeda in Siria e in Iraq, è stato arrestato dalle autorità turche e consegnato ai poliziotti italiani, martedì 19 gennaio. Il sospettato, di origini abruzzesi ma nato e residente in Svizzera, si era trasferito in Medio Oriente nel 2014 e nel 2017 era diventato oggetto di un mandato di cattura internazionale. 

Arrestato dopo essere stato rintracciato nella città siriana di Idlib, grazie alla collaborazione tra le autorità turche e italiane, il 24enne è accusato di aver partecipato all’associazione terroristica di matrice islamica Jabhat Al Nusra, affiliata ad Al Qaeda, e di aver diffuso su Facebook alcuni video inneggianti allo Stato Islamico. Una volta arrivato all’aeroporto di Hatay, in Turchia, l’uomo è stato consegnato alle autorità italiane. Sulla pista dello scalo abruzzese c’erano ad attenderlo gli investigatori della DIGOS, che lo hanno condotto nella Questura di Pescara. Il foreign fighter abruzzese è già stato trasferito in carcere, ma la moglie tedesca di origini turche e i suoi quattro figli sarebbero rimasti in Turchia. Questi hanno 10, 5, 4 e 2 anni e, nonostante gli ultimi tre siano nati in Siria, possiedono tutti nazionalità italiana. 

«L’operazione della Polizia di Stato coordinata dalla Procura della Repubblica dell’Aquila, che ha condotto all’arresto del foreign fighter italiano per associazione con finalità di terrorismo internazionale, conferma l’efficace azione di prevenzione svolta dai nostri apparati di sicurezza e intelligence, anche grazie alla intensa e proficua collaborazione con gli altri Paesi», ha dichiarato il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese. Secondo quanto si apprende sul sito del Ministero, l’individuazione del sospettato sarebbe stata possibile grazie all’utilizzo di strumenti investigativi tecnici avanzati e grazie alla collaborazione tra le forze di polizia italiane e quelle svizzere e turche. Queste ultime, in particolare, sarebbero riuscite ad acquisire importanti informazioni sull’effettivo coinvolgimento del 24enne italiano nelle attività terroristiche condotte, nell’area al confine tra la Siria e la Turchia, dai gruppi di Jabhat Al Nusra.  

“L’operazione che ha portato alla cattura del terrorista è stata caratterizzata da un’ininterrotta attività di persuasione nei confronti del foreign fighter affinché si consegnasse alle autorità italiane, attraverso l’opera dell’esperto per la sicurezza della Polizia di Stato ad Istanbul ed il costante supporto del personale dei servizi di sicurezza esterna dell’AISE”, ha sottolineato la ministra Lamorgese. La responsabile del Viminale, concludendo le sue dichiarazioni, ha infine ribadito “la necessità di porre la massima attenzione e il massimo impegno nel contrastare la radicalizzazione e il reclutamento nelle file dei gruppi terroristici, attraverso il monitoraggio continuo del fenomeno e l’intensificazione dello scambio internazionale di informazioni per rintracciare le persone coinvolte in attività terroristiche”.

In Siria, nonostante il 23 marzo 2019 le Syrian Democratic Forces (SDF) abbiano annunciato ufficialmente la conquista dell’ultima enclave posta sotto il controllo dell’ISIS, Baghouz, nell’Est del Paese, lo Stato Islamico non è stato mai del tutto sconfitto, il che ha portato l’esercito affiliato ad Assad, il 22 dicembre 2020, a intraprendere una “campagna di sicurezza” volta a contrastare le cellule terroristiche ancora attive nel Paese. Il califfato jihadista si è autoproclamato il 29 giugno 2014. Le Syrian Democratic Forces, sin dalla loro formazione, il 10 ottobre 2015, hanno svolto un ruolo fondamentale nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria, grazie anche al sostegno degli Stati Uniti, che forniscono armi e copertura aerea. 

Idlib e le aree vicine di Hama, Aleppo e Latakia sono dominate dal gruppo estremista di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), guidato da membri dell’ex ramificazione di al-Qaeda in Siria. Il governo siriano afferma che le operazioni a Idlib e Aleppo non si fermeranno fino a quando non verranno eliminati tutti “quei terroristi che minano la sicurezza dei civili siriani”. Il riferimento è ai gruppi Hayat Tahrir al-Sham e Jabhat al-Nusra che, secondo quanto affermato, continuano a colpire individui e strutture civili, quali ospedali, scuole e luoghi di culto. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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