Petrolio venezuelano: una rete di società di comodo per aggirare le sanzioni

Pubblicato il 20 gennaio 2021 alle 6:28 in America Latina Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Una rete di società di comodo presumibilmente guidate dall’uomo d’affari colombiano Alex Saab, in attesa di estradizione da Capo Verde negli USA, sta commerciando greggio venezuelano per eludere le sanzioni che il governo degli Stati Uniti ha imposto alla società statale Petróleos de Venezuela S. A.  (PDVSA) nel 2019, secondo un’indagine indipendente del portale armando.info e del quotidiano spagnolo El País.

L’inchiesta pubblicata su entrambi i portali questa domenica riporta che Saab, considerato un presetanome del dittatore venezuelano Nicolás Maduro e che è imprigionato a Capo Verde per presunto riciclaggio di denaro, ha come “complici” il giovane messicano Joaquín Leal, già sanzionato dagli Stati Uniti, e l’italiano Alessandro Bazzoni, che “appare” a capo di una società partner di PDVSA, Element Ltd.

Secondo armando.info, Saab, Leal e Bazzoni “hanno creato un reparto di commercializzazione parallela virtuale in outsourcing informale per PDVSA”.

In quel senso, secondo il reportage, il petrolio venezuelano è stato mobilitato attraverso la Turchia, Singapore o i territori palestinesi attraverso società registrate in Messico, negli Emirati Arabi o in Russia.

Tra queste società, sono state menzionate Libre Abordo e Schlager Business Group del Messico, che sono presumibilmente collegate a Leal e che dalla metà del 2019 commercia greggio venezuelano come parte di un accordo umanitario.

Tuttavia, dopo le sanzioni statunitensi contro Leal, Libre Abordo ha dichiarato bancarotta e ha segnalato una perdita di 90 milioni di dollari, quindi, secondo armando.info, non è chiaro se avesse pagato tutto il petrolio ricevuto né se abbia superato le disposizioni dell’accordo umanitario.

Tra le imprese coinvolte si parla anche di Swissoil Trading, presumibilmente guidata da Bazzoni.

L’indagine di armando.info ha assicurato che la strada intrapresa per eludere le sanzioni “funziona” e ha aggiunto che, ad esempio, nel novembre dello scorso anno “24 spedizioni di petrolio hanno lasciato il Venezuela con 639.000 barili al giorno di petrolio greggio e prodotti raffinati”. Ha anche indicato che le società ottengono petrolio venezuelano, a volte a credito o con sconti tra il 10 e il 15%.

“Swissoil Trading, il venditore di materie prime rappresentato dall’italiano Alessandro Bazzoni, lo trasporta nei porti asiatici, principalmente a Singapore, in Cina e in Malesia, secondo numerosi voucher cargo a cui si è avuto accesso”, indica l’indagine, sottolineando che i documenti di spedizione omettono che si tratta di greggio venezuelano. Al posto di tale dicitura, le società che lo rivendevano venivano indicate “come proprietarie del petrolio” in modo che potesse essere commercializzato senza problemi.

“Le navi incaricate delle operazioni di trasporto, sia con la compagnia messicana sia con quella russa, erano le petroliere Lion King, Delta Kanaris, Delta Harmony, Melody, Perfect, Azimouth, Commodore, Euroforce e Athens Voyager”. Nel reportage si sottolinea che sebbene le ultime due navi siano già state sanzionate dalla Casa Bianca, i trasporti hanno avuto regolarmente luogo.

In questo modo, sottolinea l’inchiesta, la rete ha cercato di colmare il “vuoto” lasciato dai principali partner di PDVSA, dopo le sanzioni statunitensi che erano state applicate come forma di pressione affinché Maduro lasciasse il potere in Venezuela.

Alex Saab è stato arrestato il 12 giugno scorso quando l’aereo su cui viaggiava si è fermato per fare rifornimento all’Aeroporto Internazionale Amilcar Cabral sull’isola capoverdiana di Sal, dopo una richiesta dagli Stati Uniti attraverso l’Interpol per presunto riciclaggio di denaro.

Un mese dopo, la giustizia capoverdiana ha autorizzato la sua estradizione negli Stati Uniti , decisione contro cui la difesa dell’imprenditore legato a Maduro fece immediatamente appello. Il 4 gennaio 2021 la Corte d’Appello di Barlavento ha respinto il ricorso e deciso di dare il via libera all’estradizione negli Stati Uniti dell’imprenditore colombiano.

In seguito all’arresto del presunto prestanome di Maduro, il governo venezuelano ha sottolineato che Saab è un cittadino venezuelano, che lavora come “agente” del governo che era “in transito” a Capo Verde per tornare nel Paese.

Capo Verde non riconosce il governo di Nicolás Maduro e considera Juan Guaidó il legittimo presidente del Venezuela, secondo una notifica ricevuta dagli avvocati dell’uomo d’affari colombiano.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.