L’India inizia l’esportazione di vaccini per il coronavirus

Pubblicato il 20 gennaio 2021 alle 18:08 in Bangladesh India

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L’India ha ufficialmente iniziato l’esportazione di vaccini per il coronavirus, il 20 gennaio, fornendo una nuova opportunità per i Paesi a medio e basso reddito di ottenere dosi del vaccino elaborato da Oxford e AstraZeneca.

Il portavoce del Ministero affari Esteri dell’India, Anurag Srivastava, ha annunciato l’inizio delle esportazioni dal proprio profilo Twitter, aggiungendo che il primo Paese, tra i vicini e i partner dell’India, a ricevere vaccini prodotti in territorio indiano sarà il Bhutan. Il Ministero Affari Esteri ha poi reso noto che saranno milioni le dosi di vaccini esportate e che, dopo il Bhutan, saranno le Maldive il secondo Paese di destinazione, seguite dal Bangladesh, dal Nepal, dal Myanmar e dalle Seychelles. Infine, dopo che le rispettive autorità nazionali avranno convalidato l’utilizzo del vaccino Oxford-AstraZeneca, altre forniture partiranno per l’Afghanistan, lo Sri Lanka e le Mauritius.

Il Ministero degli Affari Esteri del Bangladesh ha dichiarato che il proprio Paese sta aspettando la fornitura di due milioni di dosi che riceverà come regalo il prossimo 21 gennaio. Le esportazioni indiane sono particolarmente importanti per Dhaka che ha ordinato anche ulteriori 30 milioni di dosi per vaccinare la sua popolazione, che in totale conta 160 milioni di persone.

Il Serum Institute of India (SII), che è il maggior produttore di vaccini al mondo, ha affermato di essere in attesa dell’autorizzazione per l’utilizzo d’emergenza da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) di vaccini facili da conservare, quali quello prodotto da Oxford-AstraZeneca, avendo il SII la licenza per produrli. Il SII potrebbe iniziare così a fornirli anche all’iniziativa COVAX, lanciata dall’OMS e da altri partner per garantire e distribuire i vaccini ai Paesi più poveri e per assicurarsi che le dosi non finiscano solamente alle Nazioni ricche.

La stessa OMS ha più volte espresso preoccupazione per il fatto che siano i Paesi più ricchi al mondo ad essere il principale luogo di produzione dei tre vaccini che hanno ricevuto più autorizzazioni, Pfizer-BioNTech, Oxford-AstraZeneca e Moderna, facendo avanzare la problematica rispetto a tempi d’attesa prolungati per i Paesi più poveri per ottenere i vaccini. Tra le tre opzioni disponibili, poi, il vaccino Oxford-AstraZeneca sarebbe la miglior scelta per i Paesi più poveri vista la sua maggiore facilità di conservazione rispetto agli altri due che necessitano temperature di conservazione estremamente basse.

L’India, che al momento è il secondo Paese al mondo per numero di contagi di coronavirus con oltre 10,58 milioni di casi, ha dichiarato che dovrà bilanciare la richiesta interna dei vaccini con quella internazionale. Al momento Nuova Delhi ha già avviato la campagna vaccinale somministrando i vaccini Oxford-AstraZeneca e quelli prodotti dall’azienda indiana Bharat Biotech, la cui approvazione da parte del governo indiano ha scaturito numerose polemiche rispetto alla sua sicurezza. Finora, l’India ha vaccinaro 631.417 persone che svolgono lavori a rischio e pressoché tutti gli Stati indiani non sono riusciti a raggiungere gli obiettivi che si erano posti per i primi giorni della campagna di immunizzazione.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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