Carovana dei migranti: l’Honduras invita i suoi cittadini a rientrare

Pubblicato il 20 gennaio 2021 alle 6:21 in America centrale e Caraibi Immigrazione

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Le possibilità che la carovana di migranti partita lo scorso fine settimana da San Pedro Sula (Nord dell’Honduras) attraversi il Guatemala sono nulle, perché il Paese confinante ha militarizzato la rotta, ha dichiarato il viceministro degli esteri dell’Honduras, Nelly Jerez, in un comunicato pubblicato dalla stampa locale.

“La possibilità è nulla, non passeranno dal Guatemala, la rotta migratoria è completamente sigillata. Il confine è completamente militarizzato, non solo in quel settore (Chiquimula) ci sono le forze dell’ordine guatemalteche, ma anche in una decina di settori in più”, ha affermato Jerez.

La carovana è bloccata nel dipartimento guatemalteco di Chiquimula, dove le forze di sicurezza ne hanno impedito il movimento in conformità con un decreto di prevenzione dello Stato promulgato dall’esecutivo di Alejandro Giammattei.

Tale misura governativa significa che non possono esserci mobilitazioni, né possono fare uso di unità di trasporto, ostacoli che saranno presenti lungo la rotta migratoria, a cui si aggiunge il fatto che il Messico ha anche rafforzato il suo confine con il Guatemala, ha avvertito l’Alto funzionario del ministero degli Esteri dell’Honduras.

Dal 18 gennaio i migranti sono rimasti bloccati nel villaggio guatemalteco di Vado Hondo, Chiquimula, dove le forze dell’ordine li hanno fermati con l’uso di lacrimogeni.

“Ci sono gruppi che hanno già chiesto il loro ritorno e il nostro personale consolare si è recato sul posto per poterli sostenere nel ritorno nel Paese. Non ci sono solo honduregni, ci sono persone provenienti da tutto il Centro America, ma stiamo lavorando per documentare i nostri connazionali in modo da poterli portare nel nostro Paese il prima possibile”, ha detto il viceministro Jerez che ha inoltre indicato che il governo dell’Honduras è in grado di sostenere i rimpatriati per intraprendere progetti imprenditoriali.

A loro volta, le autorità guatemalteche per l’immigrazione hanno riferito che il ritorno in Honduras di persone che sono entrate nel Paese la scorsa settimana in carovana continua e che sono state fermate nel dipartimento di Chiquimula.

“I rimpatri volontari sono coordinati, dando priorità alla popolazione vulnerabile, principalmente attraverso il posto di frontiera El Florido, Chiquimula”, ha confermato l’Istituto Guatemalteco per le Migrazioni (IGM) in un video istituzionale condiviso sul suo account di social network Twitter.

Secondo l’IGM, dal 14 al 18 gennaio, 1.041 migranti sono stati rimpatriati in Honduras e 786 sono stati indirizzati alla Migrazione , anche se si stima che più di 8.000 persone siano entrate nella carovana con l’intenzione di raggiungere il Messico e proseguire verso gli Stati Uniti.

La mobilitazione è stata contenuta domenica scorsa con la forza nel villaggio di Vado Hondo, dove l’Esercito e la Polizia Civile Nazionale hanno represso i migranti con bastoni e gas lacrimogeni, ai sensi dello Stato di Prevenzione decretato prima del flusso migratorio.

Le condizioni economiche in Honduras dopo le tempeste tropicali Eta e Iota a novembre, che hanno causato perdite intorno al 10% del Prodotto Interno Lordo, hanno accelerato l’organizzazione di nuovi flussi migratori irregolari in rotta verso gli Stati Uniti.

Le carovane di migranti centroamericane dirette negli Stati Uniti costituiscono una serie di esodi iniziati nell’ottobre 2018 dalla città di San Pedro Sula, principale città del nord dell’Honduras.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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