Afghanistan: l’accordo di pace USA-talebani sotto esame

Pubblicato il 20 gennaio 2021 alle 16:51 in Afghanistan USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il segretario di Stato del presidente Biden, Antony Blinken, ha dichiarato che la nuova amministrazione degli Stati Uniti ha intenzione di “esaminare” l’accordo di pace con i talebani, prima di esprimersi sulla situazione in Afghanistan. 

L’intesa era stata firmata il 29 febbraio 2020 in Qatar e proprio sulla base di tale accordo i rappresentanti dei talebani hanno avviato i colloqui preliminari ai negoziati di pace con i delegati della Repubblica Islamica dell’Afghanistan, il 12 settembre 2020. I progressi, tuttavia, sono stati lenti e al momento colloqui sono in stallo, anche perché le parti attendono di sapere quale sarà la posizione del nuovo presidente degli USA, Joe Biden, sulla situazione in Afghanistan.

Il presidente uscente, Donald Trump, aveva fortemente sostenuto l’intesa con i talebani, poiché questa gli avrebbe permesso di ritirare le truppe dall’Afghanistan e mettere fine alla più lunga missione statunitense all’estero, come aveva promesso in campagne elettorale e durante il mandato. Tuttavia, i talebani sono stati più volte accusati di non aver rispettato i termini dell’accordo, le violenze e gli scontri nel Paese sono aumentati fino a diventare quotidiani e gli esperti temono che un ritiro eccessivo di truppe statunitensi possa far tornare l’Afghanistan nelle mani dei talebani, fornendo nuovamente “un paradiso sicuro” ad alcuni gruppi terroristici islamisti. 

Da parte sua, l’amministrazione Biden ha rivelato poco sulle proprie intenzioni riguardo all’Afghanistan. “Vogliamo porre fine a questa cosiddetta guerra infinita. Vogliamo riportare le nostre forze armate a casa. Vogliamo mantenere una certa capacità di affrontare qualsiasi recrudescenza di terrorismo, che è ciò che ci ha portato lì in primo luogo”, ha dichiarato Blinken durante la sua udienza di conferma al Senato degli USA, il 19 gennaio, a poche ore dalla cerimonia di inaugurazione dell’amministrazione di Biden. “Dobbiamo esaminare attentamente ciò che è stato effettivamente negoziato. Non ne sono ancora a conoscenza”, ha dichiarato, aggiungendo che l’accordo deve essere “valutato a fondo”.

Tra le varie clausole, l’intesa firmata con i talebani a Doha prevede che gli Stati Uniti ritirino tutte le truppe dall’Afghanistan entro maggio 2021. Questo, però, sarebbe avvenuto solo se tutte le altre condizioni fossero state soddisfatte. Tra queste figurava la promessa dei talebani di avviare un dialogo con Kabul, di non effettuare attacchi contro grandi centri urbani e di tagliare i legami con i gruppi terroristici, tra cui al-Qaeda. Ci sono numerosi dubbi riguardo al poter considerare soddisfatte le ultime condizioni. Infine, Blinken ha promesso di tenere in grande considerazione i diritti delle donne e delle ragazze afghane, nel processo di pace. “Non credo che ogni risultato che possiamo ottenere sia sostenibile, senza proteggere i traguardi che sono stati raggiunte dalle donne e dalle ragazze in Afghanistan negli ultimi 20 anni”, ha dichiarato Blinken. “Vorrei riconoscere che non penso che sarà facile, ma ci lavoreremo”, ha aggiunto. 

In tale contesto, i colloqui intra-afghani proseguono con estreme difficoltà, con i militanti islamisti che alzano continuamente la posta in gioco. I talebani hanno chiesto il rilascio di altri 7.000 prigionieri, la rimozione dei membri del gruppo dalla lista nera delle Nazioni Unite e garanzie relative all’istituzione di un sistema islamico per continuare i colloqui di pace con i rappresentanti di Kabul. Waheed Omar, consigliere senior per gli affari pubblici e strategici del presidente Ashraf Ghani, ha affermato che il governo non rilascerà più prigionieri talebani, poiché le precedenti liberazioni hanno provocato un aumento delle violenze. Il rilascio di oltre 5.000 prigionieri del gruppo, incluso a sua volta nell’accordo di pace USA-talebani, aveva lo scopo di ridurre la violenza come parte del processo di pace, ha dichiarato Omar, ma “la violenza è aumentata a causa di questa decisione”.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.