USA: la Cina colpevole di “genocidio” contro gli uiguri

Pubblicato il 19 gennaio 2021 alle 17:38 in Cina USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha dichiarato che l’amministrazione del presidente uscente, Donald Trump, ritiene che la Cina abbia commesso “genocidio e crimini contro l’umanità” nei confronti dei musulmani uiguri nella regione dello Xinjiang.

Il 19 gennaio, Pompeo ha affermato che, a seguito di un attento esame dei fatti, è chiaro che la Repubblica Popolare Cinese, sotto la direzione e il controllo del Partito Comunista Cinese abbia commesso “un genocidio contro gli uiguri” e altre minoranze etniche e religiose in Xinjiang. La dichiarazione afferma che “una documentazione esauriente” degli eventi “conferma che almeno dal marzo 2017, le autorità locali hanno drammaticamente intensificato la loro decennale campagna di repressione contro i musulmani uiguri e i membri di altri gruppi etnici e religiosi minoritari, compresi i kazaki e l’etnia kirghisa” . L’annuncio del segretario di Stato arriva un giorno prima che il presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden, entri in carica. “Credo che questo genocidio sia in corso e che stiamo assistendo al tentativo sistematico di distruggere gli uiguri da parte del partito-stato cinese”, ha aggiunto Pompeo.

Da parte sua, il governo di Pechino ha sempre negato qualsiasi forma di oppressione nei confronti degli uiguri e ha giustificato l’istituzione dei cosiddetti “campi di educazione e addestramento” nel Xinjiang sostenendo che servano a frenare e arginare movimenti separatisti, violenti ed estremisti compiuti da alcuni membri della minoranza turcofona uigura nel Xinjiang. In particolare, per Pechino, tra gli uiguri vi sarebbero dei militanti coinvolti nell’organizzazione terroristica East Turkestan Islamic Movement (ETIM), fondata nel 1993 da gruppi di jihadisti di etnia uigura provenienti proprio dalla regione autonoma cinese del Xinjiang, il cui obiettivo sarebbe quello di istituire uno Stato islamico indipendente nel Turkestan dell’Est, termine utilizzato oggi dai separatisti per riferirsi al Xinjiang.

Le accuse di Pompeo arrivano il giorno dopo che la portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Hua Chunying, ha affermato, il 18 gennaio, che il governo di Pechino ha deciso di imporre sanzioni contro quei funzionari statunitensi responsabili della condotta erronea degli USA rispetto alla questione di Taiwan e ha confermato che la Cina ha risposto alle ultime sanzioni statunitensi contro membri dei governi di Hong Kong e Pechino sanzionando a sua volta soggetti statunitensi. Da un lato, lo scorso 15 gennaio il segretario di stato uscente degli USA, Mike Pompeo, aveva annunciato la decisione di Washington di imporre sanzioni contro sei funzionari dei governi di Hong Kong e Pechino ritenuti responsabili dell’arresto di oltre 50 attivisti pro-democrazia ad Hong Kong, per accuse di sovversione, avvenuto lo scorso 6 gennaio.

Quella del 19 gennaio rappresenta l’ultima mossa nella strategia di pressione contro la Cina portata avanti dall’amministrazione statunitense uscente. Questa è cominciata con l’inizio di quella che è stata definita “una guerra commerciale” tra Cina e Stati Uniti, avviata il 23 marzo 2018, quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni rispettivamente di acciaio e alluminio. Tale decisione ha direttamente colpito la Cina, che ha risposto con misure simili ai danni degli esportatori statunitensi. L’inasprimento dei rapporti ha vissuto fasi alterne, ma la tensione tra Washington e Pechino è cresciuta su numerosi fronti, tra cui proprio la questione della tutela dei diritti umani, le relazioni con Taiwan e l’origine della pandemia di coronavirus.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.