UE, migranti: situazione “gravissima” alle Canarie

Pubblicato il 19 gennaio 2021 alle 18:03 in Immigrazione Spagna

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La commissaria dell’UE per gli Affari Interni, Ylva Johansson, ha dichiarato, durante un intervento al Parlamento europeo, martedì 19 gennaio, che la situazione migratoria nelle isole Canarie è diventata “gravissima”. La Commissione sta cercando di sostenere le autorità spagnole fornendo finanziamenti tramite le sue agenzie e tramite Frontex, che è molto attivo nelle isole. Tuttavia, l’anno scorso è stato registrato un incremento del 1.000% degli ingressi irregolari e la situazione umanitaria dei migranti e dei rifugiati continua ad essere precaria. 

“E’ importante considerare e trattare la questione delle rotte. Questa è una tra le più pericolose verso l’Europa. Dobbiamo collaborare con i nostri partner esterni per proteggere le vite umane e contrastare i trafficanti”, ha sottolineato Johansson. Il suo intervento è giunto pochi giorni dopo la notizia di un naufragio, al largo dell’isola Gran Canaria, avvenuto venerdì 15 gennaio. Il servizio di soccorso marittimo spagnolo è riuscito a recuperare gli oltre 30 migranti che si trovavano a bordo del barcone e a portarli sani e salvi sulla terraferma, ma un bambino di 9 anni non ce l’ha fatta ed è morto annegato. Sull’imbarcazione c’erano 11 uomini, 20 donne e 3 minori.

La rotta migratoria che va dall’Africa all’arcipelago spagnolo è una delle più letali al mondo, con oltre 600 morti e dispersi nel 2020, secondo i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM). Circa 23.023 migranti sono arrivati sulle Isole Canarie a bordo di almeno 745 imbarcazioni lo scorso anno, quasi sei volte di più rispetto ai due anni precedenti messi insieme. Circa nove arrivi su dieci sono stati resi possibili grazie all’intervento di Salvamento Marítimo, il servizio di soccorso marittimo spagnolo.

“Non tutti quelli che vogliono venire nell’UE hanno il diritto di rimanerci. Noi accogliamo quelli che hanno diritto alla protezione internazionale, all’asilo. Ma voglio dire una cosa, senza giri di parole: parliamo di esseri umani, parliamo di persone”, ha sottolineato la commissaria Johansson durante il suo discorso al Parlamento. “Tutti gli esseri umani hanno diritti e dignità. Anche se non hanno il diritto di rimanere nell’UE, hanno però il diritto di essere trattati conformemente ai loro diritti e alla dignità umana, questo è un obbligo che abbiamo come esseri umani”, ha aggiunto.

Nel frattempo, domenica 17 gennaio, l’agenzia di stampa Europa Press ha riferito che 176 migranti senegalesi, arrivati nelle ultime settimane, avrebbero iniziato uno sciopero della fame nell’isola di Tenerife. Lo scopo della protesta è quello di convincere le autorità a farsi trasferire nella Spagna continentale. Alcuni di questi migranti possiedono passaporti validi e hanno familiari nelle città spagnole che possono ospitarli e aiutarli a trovare un lavoro. Molte delle persone che provengono da Paesi africani come il Senegal e che tentano la pericolosa traversata nell’Atlantico fuggono dalla povertà, dalla violenza o da altre situazioni, incluso l’alto rischio di essere contagiati dal Covid-19.

La scorsa settimana, diversi incidenti hanno coinvolto i migranti che soggiornano in strutture turistiche nel Sud di Gran Canaria. Secondo i media locali, i richiedenti asilo sono rimasti coinvolti in alcune risse, in una delle quali sono state ferite tre guardie di sicurezza. La polizia ha arrestato uno degli aggressori. La sistemazione di migliaia di migranti nelle strutture turistiche delle Isole Canarie è diventato un problema e un elemento di tensione tra i nuovi arrivati africani e la popolazione locale. Il 12 dicembre, dopo le notizie di una presunta aggressione da parte di un gruppo di minori stranieri contro un giovane abitante di Gran Canaria, decine di residenti si sono radunati davanti a un hotel di Arguineguín, che ospita richiedenti asilo, per protestare. Le tensioni hanno costretto la Croce Rossa spagnola a chiedere ai migranti di rimanere negli hotel e di non scendere in strada per evitare violenze.

Alla fine di novembre, il governo spagnolo aveva annunciato la creazione di sette “tende e campi di emergenza” per ricollocare i circa 7.000 migranti che soggiornano in hotel e altre strutture turistiche. Ma almeno quattro di questi sette centri non sono ancora stati aperti. Inizialmente destinate a diventare operative entro la fine dello scorso anno, finora solo due strutture hanno iniziato ad accogliere migranti. Si tratta del Colegio León, una piccola tendopoli costruita sul terreno di una scuola chiusa, inaugurato a inizio dicembre, e della caserma “Canarias 50”, un altro campo di tende a Las Palmas con una capacità di circa 1.320 persone. Quest’ultimo ha iniziato ad accogliere migranti da sabato 16 gennaio.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.