UE: 70% della popolazione adulta vaccinata entro l’estate

Pubblicato il 19 gennaio 2021 alle 20:49 in Europa

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La Commissione Europea ha raccomandato agli Stati dell’Unione di puntare a vaccinare contro il coronavirus almeno il 70% della propria popolazione adulta entro l’estate. Ciascuno dei 27 governi dell’UE gestisce le proprie campagne di vaccinazione, compreso il ritmo delle somministrazioni e i gruppi che hanno la priorità a ricevere le dosi. Le raccomandazioni della Commissione, dunque, non sono vincolanti.

L’obiettivo del 70% significherebbe inoculare il vaccino a oltre 200 milioni di persone. Per il momento, l’UE ha somministrato una prima dose a circa 5 milioni di persone da quando ha iniziato il lancio della sua campagna di vaccinazione, a fine di dicembre, secondo quanto affermato dalla Commissione. Per raggiungere il suo ambizioso obiettivo, l’esecutivo dell’UE ha dichiarato che si impegnerà ad aumentare la capacità di produzione dei produttori di vaccini con misure che potrebbero includere investimenti e procedure normative più rapide per autorizzarli.

Come obiettivo a medio termine, entro marzo, almeno l’80% delle persone di età superiore agli 80 anni e l’80% degli operatori sanitari dovrebbero essere vaccinati in ogni Stato dell’UE, ha affermato la Commissione. L’Unione ha ordinato quasi 2,3 miliardi di dosi di vaccini contro il COVID-19, ma solo quelli sviluppati da Moderna e da Pfizer/BioNTech hanno finora ricevuto l’autorizzazione normativa del blocco. Entrambi hanno bisogno di due dosi per fornire una protezione completa.

L’UE si è assicurata 600 milioni di dosi del vaccino sviluppato da Pfizer e dal suo partner tedesco BioNTech e, nonostante i primi problemi nelle consegne, ci si aspetta che verranno distribuite entro la fine di quest’anno. Moderna ha detto che prevede di consegnare almeno 80 milioni di dosi nell’UE entro il terzo trimestre. Le decisioni sull’approvazione dell’Unione dei vaccini sviluppati da AstraZeneca e Johnson & Johnson sono attese nelle prossime settimane. La Commissione sta poi sollecitando gli Stati membri a rafforzare la loro capacità di sequenziare il coronavirus al fine di rilevare nuove varianti. Ha invitato i governi dell’UE a sequenziare almeno il 5% di tutti i test positivi, mentre al momento molti Paesi testano meno dell’1% dei campioni. “Le vaccinazioni richiederanno ancora tempo prima di raggiungere tutti i cittadini dell’UE”, ha affermato la commissaria europea per la Salute, Stella Kyriakides, sottolineando che, nel frattempo, i test e il sequenziamento dovranno aumentare. “Almeno tre nuove varianti del Covid stanno destando preoccupazione a causa della velocità con cui si diffondono. Se non agiamo ora con determinazione, potremmo non essere in grado di contenere il rischio di una terza ondata di infezioni potenzialmente più dura”, ha aggiunto la Kyriakides, presentando le misure adottate dalla Commissione. L’esecutivo dell’UE ha anche affermato che sta lavorando con gli Stati membri per adottare un approccio comune entro la fine del mese sui certificati di vaccinazione per facilitare i viaggi.

In Germania, il ministro della Salute, Jens Spahn, ha sottolineato che “finchè non sappiamo se il vaccino evita non solo la malattia ma anche la contagiosità e la possibilità di contagiare un’altra persona, allora non possiamo parlare di un vaccino che porti ad eccezioni rispetto alle limitazioni”. La dichiarazione è giunta dopo i commenti del ministro degli Esteri, Heiko Maas, che ha ipotizzato allentamenti delle restrizioni per chi è già stato vaccinato.

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Chiara Gentili

 

 

 

di Redazione

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