Tokyo e Londra programmano un dialogo ministeriale sulla sicurezza

Pubblicato il 19 gennaio 2021 alle 16:43 in Giappone UK

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Il Regno Unito e il Giappone hanno programmato un incontro tra i rispettivi ministri degli Esteri, Dominic Raab e Toshimitsu Motegi, e quelli della Difesa, Ben Wallace e Nobuo Kishi, che avverrà nel mese di febbraio 2021 in videoconferenza secondo il formato 2+2, per discutere del potenziamento della cooperazione in materia di sicurezza, viste le crescenti attività della Cina nel Mar Cinese Meridionale e nel Mar Cinese Orientale.

La notizia è stata rivelata il 18 gennaio da alcune fonti rimaste anonime, citate da South China Morning Post, le quali hanno aggiunto che, molto probabilmente, i quattro ministri potrebbero concordare di lavorare con maggiore impegno per realizzare il piano di Londra di inviare la portaerei Queen Elizabeth e il suo gruppo d’attacco della Royal Navy nel Pacifico occidentale e per organizzare un’esercitazione congiunta con la Marina giapponese. Oltre a questo, sempre secondo le fonti, i ministri inglesi e giapponesi dovrebbero discutere dei “tentativi unilaterali della Cina di cambiare lo status quo” nelle acque del Mar Cinese Meridionale e del Mar Cinese Orientale, inviando un messaggio alla comunità internazionale rispetto alla necessità di mantenere un ordine marittimo libero e aperto.

Inizialmente, Tokyo e Londra avevano programmato l’incontro 2+2 tra i rispettivi ministri della Difesa e degli Esteri nel mese di aprile 2019 ma, le vicissitudini legate all’abbandono dell’Unione europea da parte della seconda e il successivo dilagare della pandemia di coronavirus avevano ritardato i piani delle parti.

Già lo scorso 5 dicembre, l’agenzia di stampa giapponese Kyodo News aveva rivelato che, secondo fonti interne al governo giapponese, all’inizio del 2021, la Marina del Regno Unito avrebbe inviato la sua portaerei più sofisticata, ovvero la Queen Elizabeth, nel Pacifico Occidentale, comprese le aree nelle vicinanze di Okinawa e di altre isole meridionali giapponesi. Secondo i programmi, durante la sua permanenza in tali acque, la Queen Elizabeth condurrà esercitazioni militari sia con il Giappone, sia con gli USA. Kyodo news aveva poi aggiunto che Tokyo avrebbe voluto intensificare la cooperazione con il Regno Unito, che ha una tra le forze navali più potenti al mondo, soprattutto in funzione anti-cinese.

Pechino e Tokyo hanno una disputa territoriale aperta riguardante un gruppo di isole, chiamate dalla prima Diaoyu e dalla seconda Senkaku nel Mar Cinese Orientale. Tali territori, rivendicati anche da Taiwan, sono attualmente amministrati da Tokyo ma nelle acque ad essi circostanti sta crescendo la presenza militare di Giappone e Cina. In seguito alla sua ultima visita a Tokyo lo scorso 24 novembre, il ministro degli Affari Esteri cinese, Wang Yi, aveva ribadito che la posizione cinese in merito fosse chiara, affermando che la Cina avrebbe continuato a proteggere risolutamente la propria sovranità.

Al contempo, dalla repressione delle proteste pro-democrazia del 2019 e dall’attuazione della legge sulla scurezza nazionale di Hong Kong lo scorso 30 giugno, anche i rapporti tra Londra e Pechino sono peggiorati, in quanto la prima sostiene che il governo cinese stia ridimensionando le autonomie e le libertà dell’isola, un’ex-colonia inglese la cui sovranità era stata restituita alla Cina il primo luglio 1997, in ottemperanza alla Dichiarazione congiunta sino-inglese del 19 dicembre 1984. In base a tale documento, le relazioni di Hong Kong con il governo centrale sono state regolate dal modello “un Paese, due sistemi”, volto a garantire un certo grado di indipendenza all’isola, che negli anni si era sviluppata su un modello economico, politico e sociale inglese e capitalista, molto distante dal modello del socialismo con caratteristiche cinesi adottato da Pechino. Tale principio e modalità di gestione sarebbero dovuti restare in vigore fino al 2047 ma per molti la legge sulla sicurezza nazionale li avrebbe già erosi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

di Redazione

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