Pfizer taglia le consegne: Messico per due settimane senza vaccini

Pubblicato il 19 gennaio 2021 alle 9:46 in America Latina Messico

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il segretario del Tesoro del Messico, Arturo Herrera, ha reso noto lunedì 18 gennaio che nelle prossime due settimane nessun vaccino contro il COVID-19 arriverà nel Paese dall’azienda farmaceutica statunitense Pfizer.

“Domani arriveranno, a quanto pare e ci stanno confermando in questo momento, ci avevano già detto che sarebbero state 197.000 dosi di vaccino, sembra che saranno più di 200.000. Le prossime due settimane, però, non ne arriveranno di più” ha affermato Herrera in un’intervista per Grupo Fórmula. Di conseguenza Città del Messico dovrà rinviare l’inizio del programma di vaccinazione della popolazione al 15 febbraio.

Questo perché Pfizer ha annunciato il 15 gennaio che ridurrà le consegne di vaccini in tutto il mondo a causa di lavori di miglioramento in una fabbrica in Belgio. La riduzione riguarda numerosi Paesi, tra cui tutti i membri UE, ma il Messico è il primo ad annunciare che non riceverà alcuna consegna per settimane.

Secondo Herrera, questi miglioramenti su cui lavorerà l’azienda farmaceutica nel suo laboratorio belga sono dovuti al fatto che le Nazioni Unite hanno chiesto a Pfizer di aumentare la sua capacità produttiva da 1,3 miliardi di dosi all’anno a 2 miliardi di dosi, al fine di consentire ai paesi con risorse più limitate l’accesso ai vaccini.

“Pfizer deve chiudere uno stabilimento per aumentare la sua produzione, principalmente per i vaccini che stanno andando in Africa”, ha spiegato il segretario Herrera nell’intervista.

L’impegno di Pfizer in Messico, ha aggiunto il segretario, è che nei primi quattro mesi di quest’anno sarebbero arrivati 5 milioni di dosi dall’azienda farmaceutica, ma poiché la consegna sarà parzialmente sospesa a causa di aggiustamenti nello stabilimento, il numero di dosi pattuito arriverà più tardi, probabilmente non prima di metà maggio.

“Sospenderanno parzialmente nel momento in cui stanno effettuando gli aggiustamenti nei loro impianti e poi li aumenteranno, perché l’impianto avrà una capacità maggiore fino a 700.000 dosi settimanali, in modo tale che a partire da marzo, quando avremmo dovuto ricevere le 5 milioni di dosi, quelle quantità ci arriveranno. Non ci arriveranno nel calendario di prima, che prevedeva un numero maggiore di consegne in queste settimane, e poi un po’ meno a marzo”, ha spiegato ancora il politico messicano.

Herrera ha spiegato che in conseguenza della decisione di Pfizer, il governo di Città del Messico ha accelerato i negoziati con Oxford-Astra Zeneca e con la Cina per il Sinovac, vaccini che domenica 17 gennaio sono stati autorizzati, per la prima volta nella regione, dal Brasile. In fase avanzata anche i negoziati con Mosca per lo Sputnik V, il vaccino maggiormente distribuito in America Latina dopo Pfizer. Il vaccino russo è attualmente in distribuzione in Argentina, Nicaragua, Venezuela e Bolivia e sarà presto disponibile anche in Uruguay, in Paraguay, a Cuba e in altri Paesi della regione.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.