Nigeria: l’esercito riprende controllo di una base militare

Pubblicato il 19 gennaio 2021 alle 14:38 in Africa Nigeria

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L’esercito nigeriano ha ripreso il controllo della propria base militare nella città Nord-orientale di Marte, che era stata occupata dallo Stato Islamico nell’Africa Occidentale (ISWAP) durante la notte tra il 15 e il 16 gennaio.

A seguito dell’attacco e dell’invasione della città, le forze del Governo e centinaia di residenti sono state costrette a fuggire a Maiduguri, la capitale dello Stato di Borno, a circa 130 chilometri di distanza da Marte. Tuttavia, il 18 gennaio è stata resa nota dal quotidiano Africa News la notizia del recupero del controllo della base militare da parte delle forze armate governative. Secondo una dichiarazione dell’esercito, la notte del raid, le truppe si sono “ritirate tatticamente” per difendersi da un ulteriore attacco al di fuori dalla località di Marte.

Il giorno seguente all’offensiva, i soldati nigeriani dell’operazione Tura Taka Bango, coordinati con la task force aerea Lafiya Dole, hanno neutralizzato 7 camion militarizzati dei gruppi armati e decimato i terroristi. Secondo Al Jazeera, i combattenti islamisti avrebbero inizialmente attaccato la base di Marte durante il giorno per poi essere respinti. Alla luce di ciò, i jihadisti sono stati costretti a mobilitare altre forze per il raid notturno. Di fatto, l’offensiva jihadista è stata interpretata come una “rivincita” dopo le recenti perdite: secondo The Defense Post, il 12 gennaio, le truppe nigeriane hanno attaccato il più grande campo dell’ISWAP che si trova nel villaggio di Talala, uccidendo decine di terroristi.

Secondo le dichiarazioni sui social network da parte della Difesa nigeriana, i colpevoli della strage sarebbero sia i combattenti dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale (ISWAP) sia quelli del gruppo armato Boko Haram. Dopo l’attacco, l’ISWAP ha pubblicato una dichiarazione sul proprio canale di propaganda Amaq su Telegram, rivendicando la responsabilità dell’attacco. Senza fornire ulteriori dettagli, il gruppo jihadista ha affermato di aver ucciso 7 persone, di averne catturate 8, di aver sequestrato grandi quantità di armi, munizioni e veicoli, oltre ad aver dato fuoco alla caserma. Questo episodio, secondo Africa News, sancisce un’altra pesante perdita subita dall’esercito nigeriano negli ultimi anni contro il gruppo estremista affiliato allo Stato Islamico.

L’assalto del 15 gennaio è avvenuto 2 mesi dopo che i residenti locali sono stati allontanati dalle loro case a causa della violenza propagata dai gruppi armati. Gli abitanti erano appena tornati nella città grazie ad un programma governativo. Quest’ultimo sottolinea la precaria situazione della sicurezza nel Nord-Est della Nigeria e le difficoltà che il Governo deve affrontare del tentativo di rimpatriare le persone sfollate a causa degli attacchi terroristici.

Il Nord-Est della Nigeria è devastato dalla violenza causata dagli scontri tra le forze di sicurezza nazionali nigeriane e gruppi formati da militanti islamisti. La principale organizzazione terroristica attiva in Nigeria è Boko Haram, fondata nel 2002 come movimento religioso con l’intento di riformare la società nigeriana in base all’interpretazione letterale della Sharia. Dal 2010, il gruppo si è affidato sempre di più alla violenza, la quale si è intensificata a causa degli arresti illegali, alla detenzione e alle uccisioni da parte delle forze di sicurezza nigeriane. Quest’ultime nel 2013, insieme ai militanti civili della Civilian Joint Task Force (CJTF), hanno represso ulteriormente Boko Haram, costringendo il gruppo armato a lasciare le città e a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha perpetrato attacchi in tutto il Nord-Est, prendendo di mira sia le forze di sicurezza che i civili.

Nel 2016, Boko Haram si è fratturato, dopo lunghi disaccordi interni e la perdita di un territorio significativo l’anno precedente. Di conseguenza, due grandi fazioni sono emerse: lo Stato Islamico dell’Africa occidentale (ISWAP), e il Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad (JAS). Successivamente, lo Stato Islamico (IS) ha riconosciuto la fazione ISWAP come sua affiliata. L’ISWAP ha sede intorno al Lago Ciad, una regione strategica in quanto confina con la Nigeria, il Ciad, il Niger e il Camerun. Il gruppo in questione conta, secondo quanto riferito dalle Nazioni Unite, tra i 3.500 e i 5.000 combattenti. Dal canto suo, la JAS ha sede principalmente nella foresta di Sambisa e in altre parti del Sud dello Stato di Borno. Si stima che abbia tra i 1.500 e i 2.000 combattenti.

Secondo Amnesty International, lo Stato di Borno rimane l’epicentro del conflitto nigeriano. A ottobre 2020, 299.314 persone che sono state costrette ad abbandonare le loro case, migrando dalla Nigeria verso i Paesi vicini. Inoltre, l’organizzazione per i diritti umani ha stimato che altri 2.118.550 individui si sono spostati nella parte Nord-orientale del Paese, di cui 1.566.011 soltanto nello Stato di Borno.

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Julie Dickman

di Redazione

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