Nicaragua: ergastolo per i “crimini di odio”

Pubblicato il 19 gennaio 2021 alle 9:59 in America Latina America centrale e Caraibi

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il parlamento nicaraguense, a maggioranza sandinista, ha ratificato lunedì 18 gennaio una riforma costituzionale che punisce i cosiddetti “crimini di odio” con l’ergastolo, un passo che secondo i critici del governo di Daniel Ortega cerca di criminalizzare le proteste dell’opposizione, iniziate nell’aprile 2018.

L’iniziativa è stata approvata con 70 voti del Fronte sandinista di liberazione nazionale al governo (FSLN, sinistra) e dei suoi alleati, e respinta dai 13 deputati dell’opposizione, in una sessione tenutasi nella città settentrionale di Darío, e non a Managua.

L’emendamento all’articolo 37 della Costituzione afferma che “in via eccezionale, verrà inflitta una condanna a vita rivedibile per la persona condannata per crimini gravi, quando ci sono circostanze odiose, crudeli, degradanti, umilianti che causano agitazione a causa del loro impatto” nel Paese.

Con questa riforma, la pena maggiore in Nicaragua passa da 30 anni all’ergastolo, anche se non specifica che tipo di azioni rientrano nel concetto di “odio”.

Una legge ordinaria per regolamentare l’articolo era ancora in sospeso, così come una riforma del codice penale per incorporare la figura dell’ergastolo al sistema nicaraguense.

Secondo Azucena Castillo, esponente del Partito liberale costituzionalista (PLC, centro-destra, principale forza di opposizione) il Paese “non è pronto” per l’imposizione di pene così dure, a causa della “discrezione” con cui agisce la giustizia nicaraguense.

La norma è “aperta a tutti i tipi di interpretazioni politiche”, ha detto la deputata, che teme che il provvedimento criminalizzi ulteriormente l’opposizione, le cui attività sono costantemente bollate dal governo come atti di “odio”, “terrorismo” e “colpo di stato”.

La riforma era stata approvata in una prima votazione a novembre e aveva bisogno di un’approvazione in seconda lettura per diventare legge dello stato.

Ortega, al potere dal 2007 e con la possibilità di candidarsi per un quarto mandato consecutivo alle elezioni di novembre, promuove una serie di leggi che prendono di mira i suoi oppositori, soprattutto dopo che il Paese è stato scosso nel 2018 da mesi di proteste che, iniziate contro una contestata riforma delle pensioni e della contribuzione pensionistica, sono rapidamente diventate un movimento di massa contro il governo sandinista e contro il nepotismo del presidente, la cui moglie è vicepresidente e i figli direttori, rispettivamente, della radio e della televisione pubblica.

Il parlamento ha approvato una norma che criminalizza le proteste e le punisce con pene fino a 20 anni di carcere e un’altra che regola i contributi e le risorse straniere che le organizzazioni civili ricevono dall’estero, con il pretesto di difendere la sovranità nazionale. Dall’inizio delle proteste si stima che circa 800.000 persone abbiano abbandonato il Paese, la metà dei quali diretti nel vicino Costa Rica e il 40% circa negli Stati Uniti. Contrariamente alla migrazione tradizionale, che vedeva persone di bassa estrazione sociale, senza titoli di studio e provenienti dalle regioni rurali lasciare in Nicaragua, dall’inizio delle proteste la figura del migrante medio è giovane, studente, con titoli di studio e alta professionalizzazione, proveniente da ambienti urbani.

Lo scorso ottobre, il parlamento nicaraguense  ha dato il via libera a una legge sulla criminalità informatica che consente l’indagine, il controllo e la punizione di informazioni che il governo considera false o dannose con il carcere. Inoltre, a dicembre ha approvato una regola per cui “coloro che chiedono, esaltano e applaudono l’imposizione di sanzioni contro lo Stato del Nicaragua” non possono candidarsi a cariche elettive.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.