Libia: i mercenari stranieri devono andare via entro sabato

Pubblicato il 19 gennaio 2021 alle 8:32 in Africa Libia

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Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha accolto con favore il “progresso tangibile” raggiunto negli ultimi mesi di colloqui tra le parti libiche, ma ha esortato le forze e i mercenari stranieri a lasciare la Libia entro il 23 gennaio.

Le parole di Guterres, riportate da al-Jazeera, sono state rivolte il 18 gennaio al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, in vista di una riunione del medesimo organismo, prevista per il 28 gennaio. In particolare, in un rapporto, Guterres ha affermato che gli incontri degli ultimi mesi, svoltisi sotto l’egida della Missione di Sostegno delle Nazioni Unite (UNSMIL), hanno fatto sì che le parti raggiungessero a risultati rilevanti in materia politica, economica e di sicurezza. Inoltre, a detta di Guterres, il “continuo impegno internazionale” ha contribuito a dare maggiore impulso ai dialoghi sulla strada verso la pace, la stabilità e lo sviluppo. Ad ogni modo, ha evidenziato il Segretario dell’Onu, non è possibile negare che l’economia libica sia “sull’orlo di un precipizio”, ma, nonostante ciò, le parti libiche devono continuare a mostrare determinazione per giungere a una soluzione permanente della crisi, risanare il sistema economico e migliorare la situazione umanitaria.

Parallelamente, Guterres ha invitato gli attori internazionali e regionali coinvolti nel dossier libico a rispettare i termini dell’accordo siglato il 23 ottobre 2020 a Ginevra, che prevede, oltre al cessate il fuoco, il ritiro di forze e mercenari stranieri dal Paese Nord-africano entro 90 giorni dalla firma dell’intesa, quindi entro il 23 gennaio. Per il Segretario dell’Onu, solo rispettando tale clausola, così come l’embargo sulle armi imposto nel 2011, sarà possibile attuare a pieno l’accordo di cessate il fuoco.

Al contempo, Guterres ha esortato le parti impegnate nel Forum di dialogo politico a partecipare in modo costruttivo agli incontri, iniziati proprio nel pomeriggio del 18 gennaio, in cui bisognerà votare il meccanismo di nomina dei membri dei futuri organismi governativi della Libia, il governo unitario e il Consiglio presidenziale. Al termine dell’ultimo round di colloqui, svoltisi dal 13 al 16 gennaio, l’inviata speciale ad interim, Stephanie Williams, aveva riferito che il meccanismo era stato finalmente delineato, ma che doveva essere posto a votazione. Il fine ultimo è proseguire sulla strada del percorso politico, verso le elezioni stabilite per il 24 dicembre 2021.

Per Williams, quello raggiunto a Ginevra il 16 gennaio ha rappresentato il miglior compromesso che si potesse raggiungere, in quanto rispetta il carattere regionale del Paese e incoraggia ciascuna parte a collaborare nell’interesse dell’unità libica. Inoltre, sono stati garantiti i principi di trasparenza, uguaglianza e pari rappresentanza. Sulla base del meccanismo proposto, il collegio elettorale di ogni regione della Libia nominerà un proprio rappresentante all’interno del Consiglio presidenziale, che sarà formato da tre membri. Il primo ministro, invece, sarà scelto dai 75 partecipanti del Forum di dialogo politico e dovrà ricevere almeno il 70% delle loro preferenze. Le persone proposte per gli incarichi in questione saranno scelte all’interno di liste di quattro nomi redatte dalle tre regioni libiche. Tali liste, a loro volta, per partecipare al processo elettorale, dovranno ottenere l’appoggio di 17 attori, di cui otto provenienti dalle regioni occidentali, sei da quelle orientali e tre dalla Libia meridionale. Le liste così selezionate dovranno poi ricevere almeno il 60% delle preferenze da parte dei 75 membri del Forum di dialogo politico. Se al primo turno di votazioni non dovessero raggiungere tale soglia sarà indetta una seconda votazione, a condizione che ciascuna parte ottenga almeno il 50%+1 dei voti. 

Si prevede che i risultati della votazione del 18 gennaio verranno annunciati il giorno successivo, il 19 gennaio. Secondo quanto riportato da una fonte partecipante al meeting, il meccanismo di selezione sarà adottato se otterrà il sostegno del 63% dei membri del Forum di dialogo politico. Se tale percentuale non dovesse essere raggiunta, la missione UNSMIL organizzerà un’altra votazione, sulla regola del “50% +1”. 

La speranza della popolazione libica è che si possa proseguire con la formazione di organismi unitari e giungere alla transizione democratica auspicata, oltre che a una soluzione della perdurante crisi, in corso dal 15 febbraio 2011, data di inizio della rivoluzione e della guerra civile. Il progresso tangibile di cui ha parlato Guterres è stato il risultato di una mobilitazione politica e diplomatica alimentata a seguito del cessate il fuoco annunciato il 21 agosto 2020 dal premier del governo di Tripoli, Fayez al-Sarraj, e dal presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh. Poi, il 23 ottobre le delegazioni delle due parti belligeranti, il Governo di Accordo Nazionale e l’Esercito Nazionale Libico, partecipanti al Comitato militare congiunto 5+5, hanno siglato un accordo con cui si sono ufficialmente impegnate a garantire una tregua permanente nel Paese, sotto l’egida delle Nazioni Unite. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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