Kirghizistan ammette che le vittime del Covid potrebbero essere molte di più di quanto indicato

Pubblicato il 19 gennaio 2021 alle 13:03 in Asia Kirghizistan

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Il governo del Kirghizistan ha rivelato che “diverse migliaia” di persone potrebbero essere morte a causa dell’epidemia di COVID-19 nel Paese, un numero di gran lunga superiore ai quasi 1.400 decessi finora segnalati.

Parlando il 15 gennaio mentre svelava i risultati preliminari di un’indagine governativa su come sono stati spesi gli aiuti esteri destinati alla crisi del coronavirus, il vice primo ministro Elvira Surabaldiyeva ha affermato che funzionari governativi e autorità hanno gravemente ostacolato lo sforzo di risposta attraverso insabbiamenti e corruzione.

“Nel bel mezzo della prima ondata di COVID-19, alcuni funzionari hanno nascosto alcuni documenti, hanno causato il caos con il trattamento e la distribuzione di farmaci. C’era una trattativa interna, qualcuno stava guadagnando denaro dalla pandemia”, ha affermato Surabaldiyeva.

Le rivelazioni secondo cui il conteggio delle morti dall’epidemia di coronavirus in corso potrebbe essere di gran lunga superiore a quanto ufficialmente riconosciuto darà peso ai sospetti diffusi che il governo abbia pericolosamente minimizzato la portata del problema. Lo scetticismo è cresciuto più intensamente durante il picco dell’epidemia, avvenuto intorno a luglio, poiché i social media sono stati inondati da disperati appelli per l’assistenza medica da parte del pubblico.

Secondo i dati ufficiali, quasi 83.000 persone sono state infettate dal coronavirus. Un’indagine sulle reali dimensioni della pandemia nella repubblica ex-sovietica dell’Asia Centrale era stata promessa dalle autorità ad interim salite al potere dopo le sommosse dello scorso ottobre che hanno portato alle dimissioni del presidente Jeenbekov e all’elezione, lo scorso 10 gennaio, di Sadyr Japarov alla guida del Paese. 

Sebbene Surabaldiyeva abbia accennato a un numero di decessi superiore a quello precedentemente segnalato, non ha fornito cifre esatte. Nessun altro membro del governo ha ancora sostenuto la sua affermazione, ma non ha nemmeno smentito le affermazioni della vicepremier.

Le accuse di corruzione, secondo gli esperti, possono complicare ulteriormente la capacità di Bishkek di fare pressioni per ottenere il sostegno internazionale necessario ad ottenere vaccini e strumentazioni tecnico-sanitarie per la gestione dell’emergenza.

Lo scorso marzo, il Kirghizistan è diventato il primo paese al mondo ad essere ammesso al sistema di assistenza finanziaria di emergenza dal Fondo monetario internazionale, che ha erogato 120,9 milioni di dollari a Bishkek, per aiutarla a superare i problemi causati dalla pandemia. Il governo ha chiesto ai donatori più di 744 milioni di dollari in totale. Finora sono stati trasferiti solo 347 milioni di dollari circa.

Surabaldiyeva ha detto che presto sarà pubblicata una versione completa del rapporto interdipartimentale sulla risposta COVID-19, che si è basata sulla ricerca di 30 esperti provenienti da vari settori della vita pubblica. Tuttavia, secondo la vicepremier,  il processo di redazione del documento è stato ostacolato da pressioni esterne. “Metà della commissione interdipartimentale ha smesso di lavorare nei primi giorni, alcuni perché temevano le possibili conseguenze. In alcuni casi, ai loro amici e conoscenti è stato chiesto di non “silurare” ulteriormente le cose”, ha dichiarato ai giornalisti Surabaldiyeva.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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