Turchia-Grecia: ripresi i colloqui militari in seno alla NATO

Pubblicato il 18 gennaio 2021 alle 18:49 in Grecia NATO Turchia

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Le delegazioni militari di Turchia e Grecia hanno ripreso, lunedì 18 gennaio, i colloqui tecnici, nel quadro dell’Alleanza atlantica, per cercare di sviluppare un dialogo diretto tra i due Paesi in vista del vertice del 25 gennaio a Istanbul. Sede degli incontri preparatori di oggi è il quartier generale della NATO, a Bruxelles. “I colloqui tecnici concordati a seguito di un incontro tra il presidente, Recep Tayyip Erdogan, e il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, per discutere delle controversie marittime tra le delegazioni militari turche e greche, si terranno lunedì alle 15:00 a Bruxelles “, ha reso noto il Ministero della Difesa turco in una dichiarazione ufficiale. I colloqui mirano principalmente a fornire gli strumenti di dialogo per evitare rischi di incidenti nella regione del Mediterraneo orientale.

Il confronto tra Atene e Ankara, fermo da inizio ottobre, sembra dunque essere ripartito. I due Paesi hanno tenuto 60 round di colloqui dal 2002 al 2016, ma, verso la fine del 2020, i negoziati sono naufragati su una serie di disaccordi riguardanti le precondizioni da accettare per giungere ad un accordo e le azioni provocatorie compiute da entrambe le parti nelle acque del Mediterraneo orientale. A dicembre, l’UE ha minacciato potenziali sanzioni nei confronti di Ankara, per via della controversia con la Grecia, ma alla fine ha deciso di rinviare l’imposizione di eventuali misure punitive a marzo. La Turchia, nelle ultime settimane, ha moltiplicato le dichiarazioni in cui si dice fiduciosa nel poter instaurare migliori relazioni con Atene e quindi con l’Unione.

“Dobbiamo impedire che il Mediterraneo diventi un’area di concorrenza e dobbiamo fare in modo che queste acque servano i nostri interessi a lungo termine”, aveva detto Erdogan durante un discorso agli ambasciatori dell’Unione Europea ad Ankara. “Siamo disposti a elaborare un’agenda positiva con l’UE e a rimettere le nostre relazione su un binario giusto”, aveva aggiunto.

I 27 paesi dell’UE sono divisi su come gestire al meglio i rapporti con la Turchia. Francia, Grecia e Cipro spingono per misure più severe, come sanzioni economiche, ma altri Paesi sono preoccupati di destabilizzare ulteriormente la regione. “La Francia manterrà una posizione chiara”, aveva detto il presidente francese, Emmanuel Macron, a dicembre, specificando: “Dobbiamo essere coerenti con le decisioni e le nostre richieste alla Turchia dello scorso ottobre, trarne le conseguenze e dobbiamo difendere la sovranità e la stabilità degli Stati dell’UE, in particolare nel Mediterraneo orientale ma anche nell’intera regione”.

Turchia e Grecia, entrambi membri della NATO, sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione del Mediterraneo orientale, per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e Cipro. 

Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazioni per Ankara, che rivendica quelle acque come proprie.

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Chiara Gentili

di Redazione

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